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Nella serata di sabato 9 Agosto presso Palazzo Merulana a Roma, Psicotypo – Associazione per l’Aggiornamento e l’Informazione in Psicologia – ha avuto il piacere di partecipare alla proiezione del film Sicilian Ghost Story, all’interno della Seconda Edizione di Cinema di Stelle. Per il ciclo il Cinema dell’Invisibile proposto dall’Associazione culturale Nel Blu Studios abbiamo visto per voi questo film che, nonostante l’ampio riscontro all’estero (è stato l’unico film italiano fino ad ora ad aprire la Settimana della critica al Festival di Cannes) non ha ricevuto il giusto riconoscimento in Italia.

Per questo, ma anche perché ci è piaciuto molto, ve ne vogliamo parlare…

Giuseppe e Luna

Film del 2017, girato a Troina in Sicilia, per la regia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, Sicilian Ghost Story racconta la storia di Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino Di Matteo, rapito nel 1993 all’età di 12 anni e disciolto nell’acido dopo 779 giorni di prigionia. Il film illustra i fatti minuziosamente e con la giusta enfasi, attraverso silenzi, dettagli, lunghe inquadrature che danno giustizia e “pesantezza” semantica alla narrazione. Raccontare un fatto di cronaca non è mai semplice, parlare di mafia lo è ancora meno, eppure la Sicilia porta con sé un lato magico e surreale al quale i registi si appigliano come alla speranza che qualcosa possa cambiare, narrando la sofferenza e la rassegnazione di un giovane che, dal primo giorno del suo rapimento, sa che non tornerà più a casa. Questo ragazzo esattamente come i veri eroi non si arrende a quanto gli accadrà ma attenderà il finale, imparando anche a sognare.

Luna, compagna di classe di Giuseppe, non si rassegna alla sua assenza e urla ad alta voce il messaggio di “non arrendersi alla mafia”, di continuare a cercare e a sperare. Luna non si da mai per vinta e cerca il suo amico e innamorato, ribellandosi a un sistema che non vuole ascoltarla e che la accusa di essere una folle adolescente con “fantasie” che sono solo il frutto del suo disagio mentale. Luna rappresenta la metafora del folle che per essere sano deve divenire omertoso e temere la sua sete di giustizia, perché vuole portare alla luce una verità scomoda ma da nessuno creduta o, addirittura temuta. La sua follia è ben descritta attraverso quest’insaziabile mancanza di paura e ribellione alle regole di un sistema cresciuto male. Un sistema che teme la morte e nasconde la testa sotto la sabbia colludendo con il silenzio. La storia si sviluppa tra fatti di cronaca, sogni e allucinazioni sino a che i personaggi non si trasformano in spettri finalmente liberi e illuminati dalla luce del sole della bellissima Sicilia, dove la natura accoglie e gli animali sono gli unici amici di cui ci si può fidare.

Storia di un amore reale e sognato

La storia d’amore fra Giuseppe e Luna contorna la tragica crudeltà della vicenda, il racconto oscilla fra reale e immaginario con lenta poesia, ricordando le favole oscure dei fratelli Grimm e le note oniriche de Il labirinto del fauno. Lentamente la luce si spegne e i suoni prima reali divengono dei lontani ricordi. Luna sogna di rivedere Giuseppe, di poterlo portare via da quell’obliqua realtà così crudele e ingiusta, dove nessuna pietà trapela in chi lo costringe alla prigionia. I sogni guidano la protagonista alla scoperta di una verità per la quale, ad eccezione della sua migliore amica, è l’unica a battersi. Luna è portatrice di quei valori che rappresentano una società che in passato ha lottato per il trionfo della giustizia ma che è stata lasciata sola, abbandonata, non creduta, accusata, come tanti nella storia della lotta contro la mafia.

Il bosco solenne, le chiome alte e ricoperte di muschio, le foglie cadute, il lago che nasconde orribili segreti, gli spettri e i fantasmi sono sia reali sia metaforici. Circondano ogni abitazione, ogni luogo e conoscono i volti e i nomi di tutti i protagonisti nel piccolo paese. La mafia non è più un’organizzazione gerarchica ma diviene un’entità senza corpo e senz’anima che riduce in polvere i corpi pieni di vita e la poesia di un amore adolescenziale. In tutto ciò la verità che Luna custodisce può rivelarsi solo in sogno, poiché nulla di quanto sta accadendo si può dire ad alta voce.

Ecco così che questo film riesce a narrare, in maniera delicata seppure cruda, una triste verità che ha ancora necessità di essere ricordata, ossia che non tutto ha la libertà di poter essere riferito e che a volte la metafora di ciò che vorremmo urlare può inglobarci e divenire la rappresentazione di noi stessi. La Sicilia racchiude in sé il fascino inestimabile del segreto, del mistero e del non detto, un fascino che a volte può uccidere. Luna è audace come una sfacciata lettera d’amore, come il messaggio di questo film e come tutti noi forse vorremmo essere.

Elena Cabras & Valeria Saladino