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Training Autogeno: Definizione ed origine

Il Training Autogeno è un metodo di autodistensione da concentrazione psichica. Il termine training sta per “allenamento” mentre il termine autogeno sta per “che si genera da sé”. Che cosa vuol dire quindi training autogeno? In poche parole che attraverso un allenamento costante e graduale vengono acquisiti una serie di esercizi che conducono a delle modificazioni psichiche e fisiche. Queste modificazioni vengono generate in maniera automatica e inconsapevole. Lo scopo principale di questo metodo è quello di condurre la persona verso il benessere attraverso il rilassamento fisico e psichico, aumentando le capacità introspettive e di autocontrollo. Il training autogeno, infatti, lavora contemporaneamente su tre livelli: psicologico, fisico e fisiologico. Sul piano psicologico va a recuperare la struttura delle reazioni negative e a migliorare i vissuti psicologici; sul piano fisico produce benessere generale e sul piano fisiologico va a migliorare il sistema endocrino ed il sistema nervoso vegetativo.

Il Training Autogeno è una pratica che nacque negli anni trenta del secolo scorso. Più precisamente quando nel 1932 il dottor Jhoannes Heinrich Schulz pubblicò una monografia dal titolo “Das Autogene Training”, frutto di anni di osservazioni cliniche e di studi sull’ipnosi. In particolare Schulz aveva osservato nei suoi pazienti due fenomeni: la pesantezza e il calore riferite in diversi parti del corpo. Essendo egli particolarmente attento ai fenomeni psico-fisiologici ipnotici, si rese subito conto che quelle sensazioni riferite dai pazienti fossero delle conseguenze legate al rilassamento muscolare. Partendo da ciò studiò, quindi, un metodo che utilizzando degli stimoli verbali conducesse il paziente ad un rilassamento muscolare e psichico. Nacque, così, quindi, il training autogeno. In Italia la sua diffusione ebbe inizio nel 1968 grazie alla prima traduzione e pubblicazione dell’opera di Schulz ad opera di Beppe Crosa per la Feltrinelli. Da allora sempre più persone si avvalgono di questo metodo.

 

I sette esercizi del Training Autogeno

Il Training Autogeno deve essere praticato in un luogo confortevole e possibilmente poco rumoroso. Coloro che praticano il training autogeno devono indossare un abbigliamento comodo durante la pratica e possono avvalersi di tre possibili posizioni: la posizione sdraiata, la posizione seduta e la posizione del cocchiere. Il soggetto viene lasciato libero di scegliere la posizione che lo mette maggiormente a proprio agio. Gli esercizi che costituiscono il Training Autogeno sono sette. Vanno eseguiti in successione e soltanto sotto la guida di un professionista esperto, un conduttore di Training Autogeno. Il primo esercizio è quello della calma, seguito da quello della pesantezza e del calore. Questi tre vengono considerati gli esercizi fondamentali, di base, che permettono il raggiungimento di uno stato di ipotonia, promuovendo una diminuzione della tensione muscolare e una dilatazione dei vasi sanguigni. Senza l’acquisizione di questi non si può procedere con la pratica degli esercizi successivi.

Una volta appresi per bene gli esercizi fondamentali si passa ai cosiddetti esercizi complementari. Gli esercizi complementari sono i seguenti: l’esercizio del cuore, l’esercizio della respirazione, l’esercizio del plesso solare e l’esercizio della fronte fresca. Tutti questi esercizi consentono di aumentare lo stato distensivo generale ulteriormente e riguardano i principali comparti corporei, fronte, cuore e pancia, colpiti da ansia e stress. Relativamente al discorso del cuore è opportuno sottolineare che sebbene il training autogeno sia un metodo che possa essere praticato da tutti, adulti e bambini, questo esercizio sembrerebbe essere controindicato e altamente sconsigliato in tutte quelle persone che presentano dei problemi cardiaci. Una volta terminati gli esercizi è buona pratica svolgere degli esercizi di risveglio, rispettando i tempi di ciascun soggetto, in modo tale da poter recuperare le normali funzioni vitali. Per un buon percorso di acquisizione di questo metodo generalmente occorrono all’incirca quattro mesi, con incontri generalmente ogni quindici giorni.

 

Le applicazioni del training autogeno

Il Training Autogeno è un metodo, come già accennato precedentemente, che può essere utilizzato sia con adulti che con minori. È un metodo, inoltre, che può essere applicato a diverse tipologie di problematiche in maniera efficace. Sicuramente un campo d’elezione per questo metodo è senza ombra di dubbio il trattamento di problematiche stressanti o anche ansiose, quali disturbo d’ansia generalizzato, fobie e disturbi d’attacco di panico. Il Training Autogeno, inoltre, ha trovato negli anni e nella pratica riscontri positivi anche nel trattamento di soggetti con problematiche di insonnia e con disturbi di somatizzazione, in particolare emicranie e disturbi gastrointestinali. Ad oggi il training autogeno viene molto praticato soprattutto nel mondo sportivo, in particolare a livello agonistico. Sono sempre di più, infatti, gli sportivi che ad oggi ricorrono a questo metodo per facilitare la concentrazione e calmarsi prima di una gara o di un evento sportivo, riferendo di ottenere grazie a ciò risultati migliori.

Nonostante l’estrema versatilità del Training Autogeno e la possibilità per la maggior parte delle persone di poterne beneficiare attraverso la sua pratica ci sono alcune categorie per le quali invece è sconsigliata. Come già detto precedentemente, un occhio di riguardo spetta a coloro che presentano problematiche cardiache, in quanto l’esercizio relativo al cuore potrebbe per loro essere pericoloso. La pratica del training autogeno, inoltre, non può essere svolta da chi presenta patologie depressive severe e disturbi psicotici, i quali non riuscirebbero a trarne alcun beneficio se non addirittura ottenere un peggioramento delle loro condizioni cliniche. Per tutti gli altri, invece, via libera alla pratica di questo metodo di autodistensione psichico. Con una giusta motivazione e con costanza e perseveranza per tutti coloro che si avvicinano al training autogeno si apre la strada e si può procedere dritto verso la conquista del proprio benessere psicologico, fisico e fisiologico.

 

Riferimenti Bibliografici

Hoffmann B.H., Manuale di training autogeno. Astrolabio Ubaldini, Roma, 1980.