Un malessere in crescita
Sempre più spesso vi è interesse verso i disturbi associati alle infiammazioni intestinali e il numero delle persone affette da problemi di questa natura è sorprendentemente alto. Un po’ esiste la tendenza a non considerarlo un malessere vero e proprio quando si manifesta in forma più leggera. In parte si osserva l’incapacità di accorgersi subito di cosa si tratti, sta di fatto che la colite nervosa vanta un numero ben maggiore di pazienti rispetto a quelli indicati nei dati ufficiali.
Se ci pensi bene… la soluzione è naturale
Com’è noto le cause del presentarsi di questa malattia dell’intestino sono varie, ma nella maggior parte dei casi, sono i fattori nervosi, quelli che possono influire maggiormente. Non è un caso se tra i rimedi per la colite nervosa si annoverano spesso sistemi di rilassamento mentale o metodi naturali in grado di influire positivamente sulla qualità nervosa dell’individuo. Non mancano certo i dottori che si ostinano a curare l’infiammazione del colon con antispastici anche aggressivi, senza valutare le conseguenze che i trattamenti farmacologici possono avere sulla salute dei tessuti intestinali e sull’intero apparato gastrico nel lungo periodo. Sarebbe un errore pensare che i benefici immediati raggiunti dall’assunzione di ansiolitici possano rappresentare la strategia vincente per liberarsi per sempre dai crampi addominali connessi alla nostra infiammazione.
La sindrome del colon irritabile, altro nome con cui viene comunemente chiamata una colite da stress, non va considerata come una lotta paziente-sintomi. Dovrebbe invece essere trattata nel suo complesso, come ci insegna la scienza olistica.
Bisogna cominciare ad entrare nell’ottica che “È l’intera struttura del corpo umano ad avere un problema e non un singolo elemento”. In funzione di questo è facile comprendere l’importanza di ridurre le tensioni nervose che caratterizzano la nostra quotidianità. Si dovrà operare in maniera cosciente per rendere migliore la tonicità del nostro fisico e seguire delle scelte alimentari mirate al mangiare sano. La scelta di prediligere alimenti in sintonia con le informazioni del nostro “gruppo sanguigno”, assieme a tutti gli altri fattori sopra citati, possono contribuire a curare una colite anche grave.
Imparare a volerci bene
Uno dei segreti contro la colite nervosa consiste nell’assumere consapevolezza della nostra esistenza, del filo conduttore che ci lega in quanto esseri viventi, alla natura. Una volta compreso questo, avremo la lucidità mentale e la libertà intellettuale per scrollarci di dosso da alcuni stereotipi impiantati dalla medicina tradizionale. Impareremo così a contare sulla nostra forza interiore più forte, quella chiamata “volontà”. Moltissime religioni o sette inclini al fanatismo ammantano spesso soluzioni eccezionali o veri e propri miracoli, di fronte a mali che si credeva inguaribili. Credere presuppone uno sforzo mentale notevole, che ci allontana da quella che è la concezione prettamente materialista, vissuta ogni giorno nelle nostre relazioni personali, attraverso il nostro bagaglio emozionale. Credere in noi stessi, presuppone un impegno per certi versi analogo a quello fatto quando ci si approccia ad un dogma o a una comunità esclusiva.
Di conseguenza, anche i risultati che si possono raggiungere, quando si è forti di una maggiore fiducia nelle nostre possibilità, possono essere estremamente efficaci, nel superamento di un trattamento terapeutico. La guarigione della colite nervosa può avvenire solo se il livello di autostima aumenta e la nostra felicità si concretizza nella ricerca precisa di quello che ci fa “stare bene”, nel senso più semplice dell’accezione. Alcune semplici operazioni che potremmo compiere, ad esempio, per iniziare un percorso di crescita dell’autostima nella nostra vita sono queste:
- sedersi e riflettere pensando a quello che non ci aggrada della nostra vita lavorativa
- pensare a tutti quegli episodi che ci intristiscono quando siamo in compagnia del partner
- ricordare le situazioni che più rimpiangiamo del passato
- appuntarci le emozioni negative più ricorrenti, che segnano il nostro vivere quotidiano.
Carta canta
Essere sinceri con sé stessi è un passo decisivo per raccogliere i frutti della nostra “terapia alternativa” alla colite nervosa e allora impariamo a farlo, senza dare per scontato nulla o, peggio ancora, pensare alla nostra condizione esistenziale come uno status quo dal quale è impossibile uscire. Muniamoci di carta, penna e tanta buona volontà, fidandoci della nostra psiche. Abbandoniamo per una volta il computer, a cui siamo solitamente abituati, durante le ore di lavoro. La naturalezza dell’inchiostro impresso su di un foglio sarà una garanzia ulteriore per dare genuinità e spontaneità a quest’azione, lasciando che i pensieri scorrano liberi lungo la superficie bianca. Appuntiamoci quello che non ci va sul lavoro e tutto quello che non sopportiamo della nostra relazione di coppia. È fondamentale ragionare in termini di livello di tolleranza ad un sopruso e saper gestire le nostre emozioni, anche quando queste sono negative. Dobbiamo imparare a non sopravvalutarci e pensare di poter per sempre sopportare tutto quel “malessere emozionale”, sottovalutando come questo non possa avere ripercussioni sullo stato di salute del nostro colon.
Ritornare a fare quelle piccole cose del passato, che ci rendevano felici. Potrebbe trattarsi anche di semplici attività hobbistiche, abbandonate per una fantomatica “mancanza di tempo”. Eppure fare questo potrebbe risultare determinante per migliorare la qualità nervosa del nostro vivere e di conseguenza anche lo stato dei sintomi associati alla colite spastica. Avere successo nella cura significa in fin dei conti recuperare la gioia di vivere e per fare questo è naturale cercare di evitare tutte quelle situazioni che ostacolano la nostra felicità. Dal costante impegno nella ricerca del buono e del bello, che passa anche dai cibi introdotti nella nostra bocca, impareremo anche la forza che può avere la volontà nel raggiungimento di determinati obiettivi. Piccoli insegnamenti di cui faremo tesoro quando decideremo realmente di curare la nostra irritazione mentale, prima ancora che fisica, comprendendo come una colite nervosa possa essere il più delle volte considerata la somatizzazione di un problema psicologico più profondo.
Scritto da Gianluca Lombardi
Riferimenti bibliografici
Dethlefsen, “Malattia e destino”, Ed. Meditarranee, 1986
Dahlke, “Aggressione come scelta”, Ed. Mediterranee, 2003
Clarkson, “Gestalt counselling”, Sovera edizioni, 1989




