L’importanza della gentilezza
La gentilezza potrebbe sembrare una piccolissima cosa in un mondo così grande e pieno di grandi problemi. Ma sono le piccole cose, quelle che non si riescono nemmeno a vedere che fanno il mondo. Una cosa piccola come la gentilezza può germogliare fino a diventare qualcosa di grande come l’amore. Il filosofo Friedrich Nietzsche descrive gentilezza e amore come le erbe e gli ingredienti attivi più terapeutici nei rapporti umani. La gentilezza non è un semplice gesto da galateo, è piuttosto un atteggiamento che si acquisisce e si consolida strada facendo per costruire legami e relazioni fondate su educazione, affiatamento, comunanza di idee e di propositi. E come un sasso gettato nell’acqua crea increspature che si propagano all’infinito, così la gentilezza diventa quello che Goethe chiama “la catena forte che tiene legati gli uomini”, elemento centrale della civiltà e delle relazioni umane. E’ la gentilezza ordinaria, quella fatta di piccole parole che esprimono significati profondi e di piccoli gesti straordinariamente importanti nella loro ordinarietà.
Un grazie esprime riconoscenza, gratitudine e anche rispondere prego vuol dire che il ringraziamento è bene accettato e che si è grati di questo atteggiamento. Chiedere permesso significa rispettare l’altro, la sua autonomia, non essere invadenti. Chiedere scusa è una sorta di esercizio del super – Io contro ogni forma di arroganza e di vanità. Basta davvero poco per essere gentili. Bastono piccoli gesti per fare grandi cose e di occasioni per mostrarci più attenti alle persone che ci circondano ce ne sono molte, ogni giorno. L’altruismo, come la gentilezza è un atteggiamento, è disinteressato ed è indirizzato con propositi buoni verso l’altro. L’ascolto gentile manifesta interesse per chi ci sta parlando, per la sua situazione emotiva. Gentilezza è prendersi cura delle esigenze altrui. Il processo empatico è attivato dalla gentilezza. Chi è gentile è generoso: sa donare, è paziente: sa attendere, è umile: sa apprezzare le differenze, perché la gentilezza non è una debolezza ma un atto di coraggio. E’la capacità di saper sostenere la differenza, di cogliere le sue opportunità, di mantenere la relazione rispettando la diversità di idee e di tempi.
Educare alla Gentilezza
Oggi, 13 novembre è la giornata mondiale della gentilezza, un invito a riflettere sull’importanza del circolo virtuoso, contagioso dei piccoli gesti, a guardare oltre noi stessi, oltre le frontiere, oltre le religioni e le etnie, “la catena di Goethe”. Una giornata non cambia una condotta di vita, ma ha il valore di accendere una luce per riflettere sull’importanza di relazionarsi con gli altri con la massima umanità. E in una società avida di vita, golosa di corpi pervasi dal culto della gioventù e della bellezza, del vitalismo e delle prestazioni, dove l’individualismo domina e le buone maniere sembrano essere scomparse, è forte l’esigenza di educare i giovani a mettere in atto relazioni positive basate sullo scambio, su parole e gesti che accolgono e condividono, su comportamenti che hanno alla base sentimenti come l’altruismo, la generosità, l’empatia.
Educare alla gentilezza significa rendere i ragazzi d’oggi, adulti di domani premurosi, rispettosi e responsabili, aperti all’accoglienza della diversità e al dialogo rispettoso e costruttivo. Molte le iniziative nelle scuole che in questa settimana realizzano attività didattiche incentrate sul valore della gentilezza. Ma forse la gentilezza andrebbe insegnata come materia curriculare, un’ora o anche due a settimana in tutte le scuole, perché va benissimo imparare il greco o il latino, imparare a risolvere equazioni, imparare le lingue, ma tutto questo deve essere connotato dalla maturità emotiva che denota rispetto, educazione, il saper scernere, il saper dare alle cose la giusta misura e il giusto valore, il saper scegliere di vivere oggi amando la vita, perché ogni forma di gentilezza è un atto d’amore verso la vita.
Dichiarazioni di gentilezza
La gentilezza rimanda ad un modo di trattare con gli altri che prescinde da ciò che sappiamo di loro: impone di considerarli e trattarli con riserbo, rispetto ed educazione cortese, anche se di loro non sappiamo nulla. Molte le iniziative in questa direzione in Italia e non solo. A Milano, il cinema Beltrade ha lanciato il Karmaticket, il biglietto che spolvera il “Karma” di chi lo compra e che funziona un pò come “un caffè sospeso”. Chi va al cinema compra un biglietto in più, a prezzo ridotto, da destinare agli studenti della Rete Scuole Senza Permesso e agli ospiti dei centri di accoglienza del quartiere. Il karmaticket esiste anche a Berlino. Dolcissima l’iniziativa del “gelato sospeso” che dal primo giugno al trentuno ottobre, in moltissime gelaterie italiane, offre l’opportunità di pagare un gelato a un bambino che diversamente non potrebbe permetterselo. La giornata della gentilezza, promossa da gruppi umanitari, viene ricordata oltre che in Italia, in Canada, Stati Uniti, India, Emirati Arabi, Singapore, Nigeria, Giappone e Australia ma in tutto il mondo le persone sono incoraggiate a donare libri, vestiti o cibo agli altri membri della comunità, a dichiarare in qualche modo la propria “gentilezza amorevole”. Così è chiamato l’amore nella teologia buddhista. I monaci di Myanmar sopravvivono grazie alle donazioni e condividono il cibo ricevuto con i più bisognosi. Nonostante l’elevato tasso di povertà che contraddistingue il paese, questo circolo del dare e ricevere è valso al Myanmar il titolo di Nazione più caritatevole del mondo.
Ciò a dimostrazione che la generosità prescinde dalla ricchezza, è naturalmente elicitata dal buon cuore. In Iran, lungo i “Walls of kindness”, chi è in difficoltà può trovare scarpe ed indumenti. C’è anche un sito internet, il Reddit’s Random Acts of Pizza, dove si può ordinare il cibo per qualcuno, semplicemente perché si ha la possibilità di farlo. E certamente il pensiero positivo di aver fatto del bene a qualcuno che neanche si conosce può essere più appagante di un gelato o di un caffè o di una pizza. Il linguaggio musicale è quello che più facilmente e con maggiore efficacia raggiunge il cuore dei ragazzi. Il moralismo, a volte permissivo, altre volte intollerante, risulta comunque retorico e petulante, a volte soffocante. I valori raccontati diventano palloncini gonfiati, pieni di nulla. Ebbene, non vorrei proporre un libro o una teoria psicologica a questi ragazzi per invitarli a pensare e a realizzare un mondo migliore dove regnano gentilezza, amore, pace ed uguaglianza. Vorrei, in questa giornata, dedicare loro la bellissima canzone “Imagine” di John Lennon, un inno alla vita senza paure, senza odio e senza disuguaglianze. Una piccola cosa, ma con l’augurio grande che le sue note diventino il leitmotiv della loro esistenza.
Scritto da Giovanni Schiattarella, Dr. In Scienze e Tecniche Psicologiche per l’Analisi dei Processi Psichici nello Sviluppo e nella Salute
Riferimenti bibliografici
Goethe J. W. (2018), Massime e riflessioni, RM: Edizioni Theoria
Nietzsche F. (2014), Verità e menzogna, RN: Editore Rusconi



