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Non solo pensieri

L’ overthiking, la cui traduzione letterale significa “troppi pensieri”, è un disturbo che può portare la persona che ne è affetta ad una grave sofferenza, disagio,  attacchi di panico, umore disforico, irritabilità, spesso collegato al disturbo d’ansia generalizzato. Tante domande che si accavallano una con l’ altra, spesso le stesse domande che generano frustrazione, che bloccano la mente riducendo la razionalità e la capacità di problem solving, possono diventare una compulsione del pensare, che ha un forte impatto negativo sulla vita quotidiana e  che limita le relazioni. La sensazione è quella di sentirsi accerchiati dai pensieri, di non avere via d’uscita e questo circolo di sensazioni causano ansia, insoddisfazione, frustrazione, dispendio di energie che non possono essere finalizzate ad attività costruttive e necessarie.

L’ overthiking spesso raggiunge  il suo picco nei momenti in cui la persona potrebbe rilassarsi, quando abbandona le attività pratiche, quando si allontanano dalla mente i pensieri del presente; è proprio nel momento del relax, che i pensieri,  quelli che cristallizzano le idee, prendono il sopravvento, le domande si ripetono e innescano un meccanismo di rimuginio e ruminazione. Questo affollamento di pensieri a cui è  difficile dare un ordine e da cui non si riesce a prendere le distanze, costringe a vivere in uno stato di attesa. Non riuscire a concludere quello che si desidera nel quotidiano arresta il desiderio di agire e ciò determina disagio, tristezza e si ripercuote in tutte del sfere della vita.

Ruminazione e rimuginio

Occorre spendere due parole sulla differenza tra questi due termini che hanno come radice comune l’ overthiking.  I  sintomi sono i medesimi nel rimuginio e nella ruminazione,  così come le  conseguenze,  l’ associazione con il disturbo d’ansia e l’incapacità di fermare questi pensieri. Ma si differenziano nella tipologia di pensiero.Il rimuginio  è  una forma di pensiero astratta utilizzata in prevalenza per fare fronte a situazioni ritenute di pericolo o che possono destare preoccupazione. Il soggetto si concentra sullo stesso pensiero relativo ad una situazione che potrà  accadere, è  un pensiero costante rispetto ad eventi ipotizzati. La tendenza è quella di pensare in modo ansioso e negativo.

Il rimuginio è  ritenuto erroneamente dal soggetto un  metodo di prevenzione del peggio rispetto ad una situazione che potrà verificarsi. Un’ anticipazione assillante delle conseguenze negative di un determinato evento che determina un arresto del fluire dei pensieri. Con il termine ruminazione mentale si intente il costante pensare riferito ad eventi passati che non riescono ad essere “smaltiti” dalla mente e riaffiorano costantemente, creando un ingorgo di pensieri. La ruminazione è una forma di pensiero che si concentra in prevalenza su stati emotivi interni e su eventi del passato. L’attivazione di questo processo porta ad incrementare gli stati d’animo negativi. La concentrazione ossessiva sulle proprie emozioni aumenta la percezione di non essere in grado di fronteggiare la situazione e valutare correttamente gli eventi.

Quali tecniche possono interrompere l’ overthiking?

L’overthiking è una caratteristica del disturbo d’ansia generalizzato. È importante non sottovalutare la problematica e chiedere aiuto. Un supporto terapeutico che possa permettere di acquisire consapevolezza verso il proprio funzionamento mentale è certamente efficace e offre un apprendimento nel mantenere il controllo dei pensieri. Esercizi inerenti l’attenzione possono risultare  una buona strategia. Proporre al soggetto di concentrarsi nel momento in cui sorge il pensiero invasivo sull’ambiente che lo circonda su un’attività pratica, su un’azione del presente dà la possibilità  di spostare l’attenzione rispetto al pensiero che induce al rimuginio o ruminazione.

L’allenamento  verso questa modalità  permette di acquisire una maggiore abilità verso la gestione dei propri pensieri. L’ auto-monitoraggio consente alla persona di intercettare l’ inizio del rimuginio e agire prima adottando le tecniche acquisite in psicoterapia. Nel processo terapico la persona apprende come rimodulare e vedere da un’altra prospettiva eventi che appaiono come catastrofici e insormontabili. Attraverso l’auto svalutazione di se stesso e la valutazione costante di alternative alla patologia,  sarà possibile acquisire una forma di pensiero più  elastica e fluida, abbandonando la rigidità del pensiero.

 

Scritto da Lucia Del Pace, Scienze dell’Educazione e della Formazione, Università di Siena. Ha partecipato a programmi educativi presso la casa circondariale di Arezzo e ha esperienza nell’ambito delle tossicodipendenze.

 

Riferimenti bibliografici

Rimuginio, teoria e terapia del pensiero ripetitivo, G. Caselli, G.M. Ruggero, S. Sassaroli, Cortina Editore, 2017

www.stateofmind.it (consultato  il 09/03/2019)

Corofar Salute, Rivista di febbraio/marzo 2019