Amnesia dissociativa: di cosa si tratta
L’amnesia dissociativa, nel DSM 5, si trova all’interno dei disturbi dissociativi. Tali disturbi si caratterizzano per la sconnessione e/o discontinuità rispetto alla normale integrazione di coscienza, memoria, identità, emotività, percezione, rappresentazione corporea, controllo motorio e comportamento. L’amnesia dissociativa implica un’incapacità di ricordare importanti informazioni autobiografiche, di solito di natura traumatica o stressante. Non può essere considerata una semplice dimenticanza. Per formulare questa diagnosi deve essere compromesso il funzionamento della persona. A seguito dell’amnesia dissociativa, difatti, devono essere intaccati vari ambiti, tipo quello lavorativo o sociale. L’amnesia dissociativa è, inoltre, l’incapacità di ricordare delle notizie autobiografiche che sono conservate in memoria e alle quali di solito si riesce ad accedere (DSM 5, 2014). Questo disturbo può essere visto all’interno di un continuum, dove troviamo via via delle situazioni più gravi e, in questo caso, le quantità d’informazioni che sono dimenticate sono maggiori.
L’amnesia può essere circoscritta o selettiva per uno specifico evento o per pochi eventi, tuttavia ne esiste anche la forma generalizzata che ovviamente è anche più invalidante. Con l’amnesia generalizzata, la persona può perdere completamente la memoria della propria storia personale e, addirittura, perdere la capacità di fare le cose e le conoscenze sul mondo. Nel caso dell’amnesia generalizzata l’esordio è improvviso mentre nell’amnesia circoscritta l’esordio può essere ritardato di ore, di giorni o più, rispetto a quando si è verificato l’evento opprimente e/o intollerabile. Può capitare che le persone non siano consapevoli di tali episodi. Inoltre, l’aver vissuto un episodio di amnesia, predispone, la persona in futuro a sperimentarne altri e, in alcuni casi, quando l’episodio di amnesia va in remissione, potrebbe aumentare il rischio suicidario (DSM 5, 2014).
Possibili conseguenze dell’amnesia dissociativa
L’amnesia dissociativa non ha conseguenze sempre certe e gli effetti possono essere variabili. In caso di amnesia localizzata o selettiva, i sintomi sono difficili da riconoscere. Nonostante, sia presente l’incapacità di ricordare, le persone potrebbero non esserne consapevoli e, quindi, non riconoscere il disturbo (Invernizzi et al., 2012).Tuttavia, le persone potrebbero sviluppare altri segnali che collegabili all’amnesia dissociativa, quali: difficoltà a concentrarsi, a ricordare le cose, difficoltà ad addormentarsi, irritabilità e tendenza a fare le cose automaticamente. Solitamente, l’amnesia dissociativa è legata a eventi traumatici tipo gli abusi o comunque esperienze negative. Detto in altri termini, la mente dimentica gli eventi particolarmente dolorosi, per permettere alle persone di vivere e sopravvivere. Tale patologia, può essere passeggera o perdurare nel tempo.
I fattori in grado di scatenare questa patologia possono essere esterni e/o interni. Per fattori esterni, intendiamo eventi tipo lutti, traumi, abbandoni, assistere a calamità naturali o gravi incidenti. Per fattori di rischio interni, invece, si indicano delle vulnerabilità personali, tipo il livello di stress che la persona percepisce ed è consequenziale all’evento. Oltre a ciò, vanno considerate anche le capacità di coping cioè come la persona percepisce e affronta gli eventi che gli accadono. Può verificarsi che, se una persona non riesce ad affrontare una situazione stressante o pericolosa, un affaticamento e logorio fisico, viva un’amnesia dissociativa. La mente cerca di proteggerci e lo fa nel modo migliore possibile, in quel contesto e in quel momento.
L’amnesia dissociativa ai tempi odierni
Di solito, l’amnesia dissociativa è di tipo anterogrado cioè la persona ha difficoltà a memorizzare nuove informazioni da quando l’evento si è verificato (Invernizzi et al., 2012). Questo è un elemento da considerare ad esempio sia per fare una diagnosi differenziale con il trauma cranico. Infatti, di solito con il trauma cranico abbiamo la presenza di un’amnesia di tipo retrogrado (Invernizzi et al., 2012) che impedisce al paziente di ricordare eventi che hanno preceduto il trauma o comunque l’evento stressante. Lo studio condotto da Griebe e colleghi (2019), supporta l’idea che lo stress incide sull’amnesia anterograda e che, quindi, comprometta la capacità di codificare e ricordare nuove informazioni. Un evento di amnesia dissociativa potrebbe capitare a molti anche senza averne mai successiva e reale consapevolezza, poiché non sempre vi sono effetti gravi dovuti alla temporanea perdita di memoria come, purtroppo, la cronaca ultimamente ci informa. Può accadere di lasciare le luci accese di casa o di dimenticare dove si è parcheggiato la propria automobile: questi sono chiari esempi di eventi di amnesia dissociativa. Bombardato da impegni, routine e scadenze, il cervello va in auto protezione creando questi fenomeni di black out per potersi rigenerare.
Riferimenti bibliografici
A.P.A. (2014). DSM-5, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano: Cortina Raffaello.
Griebe, M., Ebert, A., Ness, F., Katic, K., Gerber, B. & Szabo, K. (2019). Enhanced cortisol secretion in acute transiet global amnesia. Psychoneuroendocrinology, 99: 72-79. Doi:10.1016/i.psyneuen.2018.08.033.
Invernizzi, G. & Bressi, C. (2012). Psichiatria e psicologia clinica, 4e. Milano:McGraw-Hill.




