Costruzione e distruzione
“Dio è morto” così è riassumibile il pensiero nichilista del filosofo Nietzsche. Da questa morte è possibile vedere la rinascita dell’uomo e del pensiero attivo. Secondo Nietzsche (Gentili, 2015) nell’accezione di una “cresciuta potenza dello spirito”, la morte di Dio, la morte della verità, la morte del bene, tutto ciò apre le porte a un nuovo modo di vivere e rappresentare la vita. Distruggiamo per creare non per indebolire lo spirito, il quale viene risollevato dal Superuomo, come definito dal filosofo. La morte interiore è frutto di un profondo lavoro su di sé e su una maggiore consapevolezza di sé.
Perché questo preambolo? Perché oggi assistiamo invece al nichilismo negativo, potremmo ribattezzarlo nichilismo moderno o 2.0. Il pensiero è stanco, soprattutto dei più giovani, che distruggono per il solo gusto di vedere la distruzione attorno a sé (Galimberti, 2007). Oggi sembra che Dio sia morto ed è possibile vedere il suo corpo ovunque dilaniato dall’inettitudine, dal non fare, dall’apatia, dalla rinuncia, dalla perdita dei valori e della fiducia.
I giovani adulti intraprendono strade verso il bisogno di annullamento del pensiero. Il nichilismo di oggi è un nuovo nichilismo, ostile all’aria pulita, bisognoso di cibo controllato e sterile; nell’illusione di controllo che affligge bimbi, adolescenti, adulti e anziani. Ciò che accomuna tutte le generazioni è la paura. Tempo addietro le persone erano scosse da essa, oggi sembrano attendere in silenzio che qualcosa si evolva, senza provare né gioia né dolore circa la condizione in cui vivono .
Hikikomori e Neet
Oggi più di prima si ha bisogno di astrazione. Ciò che non è conforme con l’arte del bello diviene riflesso del pensiero stesso di coloro i quali si chiudono in stanze strette che divengono immense nel mondo virtuale e, si attorniano di oggetti e di odori e di abiti che non potranno usare ma che sanno di avere. Ragazzi e ragazze hanno smesso di guardare il mondo con curiosità e attendono di essere stupiti e di raggiungere un piacere e una gratificazione che nulla riesce più a dargli.
Un esempio di questo atteggiamento è il fenomeno della reclusione sociale o degli hikikomori. Fenomeno nato in Giappone ma in crescita anche in Italia.
Gli hikikomori tra i 15 e i 39 anni sarebbero 541.000 in Giappone solo nel 2016. Il 34% ha iniziato a chiudersi in casa tra i 20 e i 24 anni ed il 35% è isolato da almeno 7 anni. Il periodo successivo la conclusione della scuola superiore sembra essere il più critico per quanto riguarda le scelte da compiere e la conseguente insicurezza che si traduce spesso in rinuncia alla vita. Il virtuale garantisce il successo mentre nella vita reale questo potrebbe non accadere. In Italia si parla ad oggi di circa 30.000 casi (Crepaldi, 2016).
Un fenomeno che spesso coincide con quello degli hikikomori è sicuramente quello dei Neet, ossia Not in Employment, Education or Training in cui l’Italia è al primo posto in Europa (Rosina, 2015). I neet rappresentano alla perfezione il fenomeno nichilista attuale, poiché sono ragazzi che non credono in nulla, nel lavoro, nell’educazione, nella possibilità di costruire una propria identità basata su ciò che più li rappresenta. L’incapacità di costruire implica una progressiva distruzione di sé e del proprio contesto che diventa così vacuo e privo di interesse.
L’estetica che gratifica
La gratificazione è un meccanismo che coinvolge specifiche componenti del nostro cervello e del nostro pensiero (O’Doherty, 2004). Quando utilizziamo una sostanza, quando riceviamo un abbraccio proviamo piacere. La società di oggi oscilla tra il bisogno costante di gratificazione ad un livello sempre maggiore e l’estrema apatia. L’incapacità di stupirsi, l’incapacità di vedere qualcosa di incredibile e spalancare la bocca per lo sgomento produce una rinuncia al piacere, un abisso infinito e scuro in cui nulla può più gratificare e dare sollievo dalla monotonia e dalla norma.
Questa grande depressione che affligge adolescenti e giovani adulti è sicuramente incalzata dalla società attuale che propone modelli e aspettative di vita sempre più al di sopra delle possibilità reali. La vita è diventata un quadro troppo bello da raccontare e troppo distante dal reale per farsi capire. Il ritorno al biologico e al bisogno di purezza caratterizza un po’ l’attuale società che propone miti irraggiungibili causando spesso frustrazioni non indifferenti.
Esiste una soluzione? Probabilmente la reale soluzione è iniziare a guardare questo quadro con maggiore chiarezza, senza lasciarci ingannare dalle sfumature di colore e dalla cornice costosa, in quanto il contenuto dipende da ciò che riusciamo a cogliere e da come lo utilizziamo per noi stessi. A volte abbiamo bisogno di una guida per riuscire a vedere bene il contesto altre volte no. L’importante è cominciare a vedere.
Riferimenti bibliografici
Galimberti, U. (2007). L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani. Feltrinelli: Milano.
Gentili, C. (a cura di). Nietzsche, F (2015). La gaia scienza. Piccola Biblioteca Einaudi: Torino.
Crepaldi, M. (2016). In Giappone ci sono 541.000 hikikomori.
Rosina, A. (2015). NEET. Giovani che non studiano e non lavorano. Le Nuove Bussole: Milano.
O’Doherty JP. Reward representations and reward-related learning in the human brain: Insights from neuroimaging. Current Opinions in Neurobiology 2004;14:769-776.




