I bebè con DNA modificato
Il fatto quotidiano ci informa che sono nate le prime bimbe con modifica genetica. Il ricercatore He Jiankui, ha dichiarato che sono nate Lulu e Nana, due gemelle su cui si è condotto uno studio. Tutto questo per cercare di rendere l’essere umano immune dal virus dell’HIV. È stata usata la Crispr-Cas 9, una tecnica di editing genomico, che è più semplice e più potente di altre, come il Talen. Tale tecnica consente di creare mutazioni knock-in/out in qualsiasi gene e/o cellula. Il termine Crispr indica dei segmenti di DNA contenenti delle brevi sequenze ripetute che si trovano in batteri o archei. Questo al fine di distruggere i virus che hanno un genoma simile. In altri termini, si crea un’immunità acquisita. Il gruppo della Southern University of Science e Technology, con a capo Jankui, ha fatto nascere le due gemelle usando sperma di uomini sieropositivi.
La tecnica della CRISPR è stata molto studiata ed ha una storia antica. Venne scoperta per serendipità, in Giappone, nel 1987. Di fatti, il ricercatore, Y. Ishino clonò, involontariamente, una porzione di CRISPR insieme al gene iap, ossia inibitore di apoptosi. Il ricercatore stava studiando proprio il gene iap. All’epoca, CRISPR venne descritta come una sequenza di DNA atipica, perché veniva creato uno spazio tra una sequenza di DNA e l’altra. Nel 1993, il gruppo dei Paesi Bassi scoprì l’esistenza di diversi ceppi di tubercolosi. La scoperta avvenne notando che esistono delle ripetizioni dirette interrotte da DNA spaziatore. Di fatti scoprirono che i diversi ceppi di tubercolosi hanno delle ripetizioni dirette diverse tra loro. Tuttavia il nome CRISPR venne usato solo a partire dal 2001. Tale acronimo fu proposto da Mojica e Ruud Jansen per eliminare i fraintendimenti, dati dall’uso di acronimi diversi (Lino et al., 2018).
Quanto è corretto l’uso di questa tecnica?
Dalla dichiarazione fatta da He Jankui e dalla nascita delle gemelle è nato un acceso dibattito. Lo scienziato è orgoglioso del suo studio, che non trova l’approvazione di tutti. Infatti, Xu Nanpin, il viceministro della scienza e della tecnologia, si è opposto fortemente. Per questo, ha accusato lo scienziato di aver superato la moralità. Ma non è solo il viceministro ad aver messo in dubbio l’eticità dello studio ma anche altri scienziati. La cosa che insieme ad altre mantiene acceso il dibattito è che oggettivamente non si conoscono le conseguenze di queste modifiche genetiche. Non si può sapere se ci saranno delle conseguenze future, quando queste bambine saranno adulte, né si può prevedere se vi saranno delle anomalie nella loro crescita o peggio sull’immediato. Sicuramente, questa potrebbe rivelarsi una grande scoperta se fossimo certi di che non vi siano conseguenze negative. In questo caso, si potrebbe essere immuni dal virus dell’HIV e questo sarebbe un importante traguardo.
Questa tecnica già dagli esordi è una tecnica che ha fatto molto discutere. Anche perché è di semplice uso, negli anni 2000 si pensava che tutti potessero usarla. Dato che comunque è di facile reperibilità e si può ordinare su internet. Comunque, per usarla sono necessarie delle conoscenze di biologia. Quindi anche se è di facile applicazione, non tutti riescono ad usarla. In realtà, si intende dire che è di facile applicazione rispetto ad altre tecniche e non che chiunque sa usarla. È una tecnica potente, che potrebbe essere usata anche per fini poco nobili ed etici. Ma questa non è una prerogativa solo di questa tecnica, infatti tutte le grandi scoperte possono essere usate in modo inappropriato. Il problema non è mai il progresso, ma come l’uomo lo applica. È giusto fare delle nuove scoperte, tuttavia si dovrebbero usare nel modo più etico possibile e senza abusarne.
Qualche riflessione
Sicuramente la CRISPR- CAS 9 è una grande scoperta e gli intenti di chi l’ha usata sono nobili ed utili per debellare alcune malattie gravi. Uno studio, condotto da Chrenek e colleghi (2016), ha dimostrato che tale tecnica potrebbe essere usata per sconfiggere le malattie genetiche visive. Oggettivamente, si sono visti dei buoni risultati sui ratti, ma negli esseri umani non sono state fatte delle sperimentazioni. Il dibattito aperto, che poi è ciò che ha impedito la diffusione di tale tecnica, è la sicurezza per l’essere umano. Fino a che punto si è certi che non ci siano modificazioni genetiche che mettano a repentaglio la salute umana? Oltre a ciò, queste modificazioni possono essere tramandate geneticamente ai posteri e quindi diventa tutto più incerto, ancora di più se sono stati modificati degli embrioni, al fine di renderli immuni dall’HIV. Tuttavia, è stato usato lo sperma di donatori sieropositivi.
Lo studio nasce dalla volontà dello scopritore di ricevere un riconoscimento dalla comunità scientifica e di essere premiato, quindi ricevere il potere ed il primato della scoperta. È opportuno cercare di capire se oltre a ciò, voleva realmente arrecare un bene all’umanità. Come tutte le tecnologie e i potenti strumenti creati grazie al progresso scientifico, anche questa tecnica ha vantaggi e svantaggi. Ovviamente, potrebbe essere usata per fini nobili, tuttavia prima di usarla sugli esseri umani, andrebbe ulteriormente sperimentata. Ciò che è utile è lasciarsi guidare anche dal buon senso e non solo dal personale bisogno di primeggiare. Solo così si può essere più sicuri di usare il progresso per fare del bene.
Riferimenti Bibliografici
Chrenek, M.A., Nickerson J.M. & Boatright H.J. (2016). CRISPR challenges in treating retinal disease. DOI:10.1097/APO.0000000000000225.
Lino, C.A., Harper J. C. & Timlin J. A. (2018).Delivering CRISPR: a review of the challenges and approaches. DOI:10.1080/10717544.2018.1474964.




