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Una breve panoramica

Gli adolescenti usano in maniera maggiore gli psicofarmaci rispetto al passato. In Italia, un adolescente su dieci usa gli psicofarmaci, senza prescrizione medica. Nello specifico, si usano di più gli ansiolitici e gli antidepressivi. Questo è un dato che deve preoccuparci, per diverse ragioni. In primo luogo, è bene precisare che spesso sono assunti senza che i genitori lo sappiano. Questo sottolinea come spesso non esista una comunicazione tra genitori e figli, nonostante si sostenga il contrario. Di fatti molti ritengono di essere gli amici dei figli. Questo è un problema perché il giovane non riesce a comunicare di avere bisogno di aiuto e poi perché assume farmaci senza mettere al corrente nessuno. Questi farmaci sono pericolosi, soprattutto se usati in adolescenza e senza prescrizione medica. La sperimentazione dei farmaci avviene sull’adulto e non sui bambini e adolescenti. Questo vuol dire che non c’è un riscontro oggettivo degli effetti che la molecola può avere su un ragazzo.

L’adolescenza è un periodo di grandi cambiamenti: fisici, psicologici ed emotivi. Oggi, non si può considerare l’adolescente come un adulto in miniatura. Non è possibile stabilire quanto duri l’adolescenza, orientativamente va dai 12 ai 24 anni. Infatti, la corteccia pre-frontale completa la sua maturazione attorno ai 24 anni. I lobi pre-frontali sono deputati al ragionamento, al decision making e al problem solving. Queste aree sono fondamentali perché ci consentono di valutare il rischio e se il caso di assumerlo, facendo un rapporto di costi e benefici. In altri termini, possiamo essere capaci di perdere una ricompensa immediata, per una più grande ma che viene procrastinata nel tempo. Gli adolescenti non riescono sempre in questo, molto spesso preferiscono una ricompensa immediata e non valutano bene i rischi che corrono. Preferiscono vedere il loro bisogno soddisfatto subito e anche per questo sono più inclini a sviluppare varie forme di dipendenza (Rocha et al., 2017).

Chi è l’adolescente?

L’adolescente è una persona che vive un cambiamento importante, vede il suo corpo cambiare, prova a crearsi una propria identità e ad essere più indipendente. In tutto questo, il gruppo dei pari riveste un ruolo importante ed in questo periodo, si sperimenta l’approccio con l’altro sesso. Il ragazzo sente l’esigenza di allontanarsi dalla famiglia, ma al tempo stesso ha bisogno della vicinanza. I genitori devono saper stare alla giusta distanza, dando spazio al figlio ma sostenendolo se necessario. Tutto questo è complicato perché nella società odierna, tutti lavorano e si dispone di poco tempo. Tenendo conto dei cambiamenti profondi che l’adolescente vive, è comune lo sviluppo di patologie depressive e/o ansiose. Gli adolescenti potrebbero non sentirsi adeguati o all’altezza dei vari compiti e questo può produrre sfiducia e sintomi depressivi oppure ansia da prestazione. Perciò la famiglia, dovrebbe cercare di sostenere ed evitare di giudicare.

Comunemente ed ingenuamente si è portati a credere che sono ragazzi e per questo  non sono esposti a una soffrire che possa essere definita grave. Visto i cambiamenti che vivono, non è proprio così. Oggi, il numero dei ragazzi che soffrono di depressione ed il tasso dei suicidi è aumentato (Keyes et al., 2019). Il tasso di mortalità presente in adolescenza è 2-3 volte più alto rispetto a quello dell’età adulta e dell’infanzia. Le cause principali di morte sono incidenti stradali, omicidi e suicidi. Queste cause di morte sono correlate allo scarso controllo cognitivo e di conseguenza ai comportamenti impulsivi e rischiosi che mettono in atto. In aggiunta a questo, spesso i giovani usano e abusano di alcol e droghe, compresi gli psicofarmaci. Questo senza dubbio aggrava la situazione.  Molti giovani sperimentano alcol e droghe prima dell’età adulta. I motivi possono essere diversi, spesso ricercano delle novità e hanno voglia di sperimentare ed esplorare.

L’uso degli psicofarmaci

Gli psicofarmaci sono sostanze create in laboratorio che influenzano il funzionamento del sistema nervoso centrale. Fanno parte di questa categoria gli ansiolitici, gli antidepressivi, gli antipsicotici e gli stabilizzatori dell’umore. Queste classi esistono per semplificazione, infatti uno stesso farmaco può agire in vari modi e per questo è fondamentale che sia stato prescritto. Possono creare dipendenza ed effetti collaterali negli adulti e ancora di più nei giovani. I giovani hanno un cervello in via di sviluppo e quindi le conseguenze possono essere più gravi. La cosa da sottolineare è che non ci sono molti studi sugli adolescenti. La questione diventa più complicata se c’è un auto-assunzione, in quanto il medico può considerare i vari parametri caso per caso e dare la quantità minima per avere l’effetto sperato. I medici fanno in modo di far assumere il farmaco per il minor tempo possibile. Non si vuole demonizzare l’uso del farmaco ma responsabilizzarlo.

Il farmaco va scritto solo se necessario. Bisogna fare una valutazione sul piano bio-psico-sociale, considerare i sintomi e gli eventuali rischi per la salute. La farmaco terapia è indicata solo se i disturbi sono moderati o gravi, negli altri casi è bene effettuare un trattamento psicoterapico. Gli antipsicotici sono prescritti anche nei casi di autismo, ADHD, ansia e depressione. Uno studio ha dimostrato che ansia e depressione sono più comuni nelle ragazze; mentre ADHD e autismo nei ragazzi (Nesvåg et al., 2016). Il fatto che i farmaci creino degli effetti collaterali diversi è stato dimostrato anche da Gomez e colleghi (2017). Hanno condotto uno studio su topi giovani e adulti ed è stato dimostrato che il bupropione compromette l’acquisizione del compito spaziale nei ratti adolescenti ma non negli adulti. Tutto questo, dimostra che i farmaci agiscono in modo diverso nel cervello dell’adolescente. Pertanto, è opportuno ampliare gli studi ed in ogni caso assumere psicofarmaci solo sotto prescrizione medica.

Riferimenti bibliografici

Gomez, C., Carrasco, C., Redolat, R. (2017). Adolescent and adult mice display differential sensitivity to the effects of bupropion on the aquisition of a water maze task. Pharmacol Rep.

 Keyes, K.M., Gary, D., O’Malley, P.M., Hamilton, A., Schulenberg, J. (2019). Recent incresses in depressive symptoms among US adolescents: trends from 1991 to 2018. Soc Psychiatry Psychiatr Epidemiol.

Nesvåg, R., Hartz, I., Bramness, J.G., Hjelvik, V., Handal, M., Skurtveit, S. (2016). Mental disperder diagnoses among children and adolescents vecho use antisychotic drugs. Neuropsychipharmacol.

Rocha, A., Hart, N. & Tejills, K.A. (2017). Differences between adolescents and adults in the acute effects of PCP and ketamine and in sensitization following intermittent admistration. Pharmacol Biochem Behav.