La testimonianza di E.
Vi presentiamo E., che ha intrapreso un percorso di disintossicazione dagli stupefacenti, intrapreso grazie al sostegno di un gruppo dei Narcotici Anonimi; riunioni di gruppo, dove poter combattere la dipendenza senza mai dimenticare la prigionia data dalla droga. Un’esistenza che aiuta a capire che non è mai troppo tardi per decidere di cambiare vita.
Ecco la sua storia, attraverso la quale scopriremo il mondo di Narcotici Anonimi.
E., come ti sei avvicinato al mondo della droga?
Anche per l’inizio è stato precoce. Sicuramente quello che mi ha portato all’utilizzo degli stupefacenti è riconducibile ad una bassa autostima, correlata ad insicurezza e poca fiducia nel futuro. La mia famiglia di origine non è riuscita a trasmettermi un’educazione che mi permettesse di coltivare in me stesso un giusto equilibrio o, forse, lo ha fatto ma non sono riuscito a recepirla. Quando ho cominciato ad avere i primi impatti con la realtà, a 12/13 anni, del mio quartiere avvertivo un senso di inadeguatezza, di incapacità nell’essere all’altezza della situazione.
Uno stato di disagio che avevi sin da bambino e ti ha reso un facile bersaglio…
Indubbiamente, poi devo dire che mi sono affacciato al mondo con una certa predisposizione, in quanto anche in casa mi ero procurato stati di euforia con l’aiuto degli alcolici. Uscendo fuori ho cominciato da subito fare uso delle cosiddette droghe leggere. La mia vita sociale, quella senza i genitori, è cominciata con una stampella, l’aiutino per affrontare al meglio le situazioni. Un aiutino che portavo sempre in tasca. Con l’arrivo del benessere economico, e relativa autonomia, ho iniziato a cercare qualcosa di più forte.
Credevi che il tuo successo socio-economico fosse legato a doppio filo con quelli che chiami aiutini?
Sì. Provengo da un quartiere molto difficile, e ho iniziato anche io negli anni ottanta. Avevo visto troppe volte gli effetti devastanti dell’eroina su molti miei amici, quindi mi sono indirizzato sulla cocaina, credendo di poterla gestire. Inoltre avevo buona disponibilità economica e tutto sembrava girare nel verso giusto. L’aumento dell’uso di cocaina è stato esponenziale. Ma più ne usavo e più ne volevo; nell’arco di pochi mesi ho perso il controllo. Nel 1980 l’ho assaggiata per la prima volta, mi gestivo in base ai pochi soldi che avevo, a metà degli anni novanta ero nel mio periodo di massima possibilità economica, e credevo di essere arrivato a poter controllare tutto, anche la cocaina.
Quindi nel momento in cui ti sentivi più forte hai perso il controllo…
Esattamente così e, ti ripeto, sono bastati pochi mesi. Dalle due o tre volte a settimana sono passato ad un uso giornaliero. Quando ero più giovane gestivo molto di più, con il passare degli anni il fisico era sempre meno resistente e ho perso di vista tutto. Come diciamo noi di NA: “La follia della dipendenza”. Una follia che mi ha allontanato da me stesso, perché non ho mai cercato le risposte ad affrontare i miei disagi dentro di me, ho sempre cercato soluzioni con un aiuto esterno, per l’appunto la droga.
Non ti sei costruito una famiglia?
No, ho improntato tutto sulla dipendenza e dal momento di massimo splendore ho mandato tutto a rotoli. Un susseguirsi di follie fino a quando non ho cominciato a frequentare i grippi dei NA. Fino ad allora non ho mai tentato di ritornare alla realtà, al massimo cercavo scuse per procrastinare il giorno in cui avrei dovuto smettere con questa follia. L’illusione di poter gestire la cocaina è durata per tredici anni. Ma non gestivo proprio un bel niente e scendevo sempre più in basso.
Poi cosa è accaduto?
Nel 2006 ho conosciuto delle persone che avevano intrapreso un percorso di psicoterapia di gruppo. In quell’approccio avevo capito che le risposte per combattere questo nemico erano tutte dentro di me, ma ero ancora troppo invischiato nella dipendenza e dopo una settimana ritornavo ad usare la cocaina. Avevo acceso una luce ad intermittenza in fondo al tunnel. Non avevo capito che dovevo mollare con tutto, anche nel bere due bicchieri di vino. In questi gruppi di psicoterapia, nel 2008, ho conosciuto un alcolista anonimo, che venne solo quella volta, dove io raccontai la mia storia. Lui mi ha aspettato di fuori per invitarmi a frequentare una riunione degli alcolisti anonimi.
Sei andato subito?
No, dopo circa sei mesi. Intanto la mia vita continuava a sprofondare, nonostante il grande aiuto della mia compagna dell’epoca. Nonostante questo continuavo a usare le cocaine e i miei genitori, stanchi e demotivati, mi hanno cacciato di casa. Per un periodo ho vissuto dentro un magazzino. Presi allora la decisione di seguire il consiglio di quell’alcolista anonimo. Andai nel suo gruppo e avvertii qualcosa di buono fin da subito. L’unica cosa era la mancanza di identificazione nel gruppo, la fratellanza la chiamiamo. Avevo bisogno di un gruppo composto da persone con il mio stesso tipo di dipendenza e sono entrato nei gruppi dei Narcotici Anonimi, che è una costola degli Alcolisti Anonimi.
Da quanto non fai uso di stupefacenti?
Sono otto anni e sette mesi. La promessa di NA è quella che ti aiuta ad uscire da questo circolo vizioso, se ti impegni nel frequentare il gruppo e ti aiuta a capire che una volta uscito dalla dipendenza gli altri campi della vita inizieranno a migliorare di conseguenza. Fede, accettazione, responsabilità, tutti elementi che aiutano a riprendere le redini della propria vita e trasformarti in un uomo che non ha più bisogno della droga. Una delle migliorie immediate si possono notare nel profilo relazionale: ho recuperato rapporti e costruito degli altri e questo ti aiuta in modo incisivo, perché delle sane relazioni con l’altro sono alla base per avere una vita più serena. Oggi posso mantenere dei rapporti, nella mia vita precedente non ero in grado. Oggi posso mantenermi un lavoro.
Altri miglioramenti che hai potuto constatare su te stesso?
Il mio rapporto con il denaro. Prima ero ossessionato dall’avere sempre un mucchio di soldi in tasca. Oggi posso dire di essere in grado di vivere anche un euro in tasca. Gli riconosco il giusto valore, non son più quello che mi rappresenta. Oggi esco di casa e riesco a godermi una giornata di sole, esco e sono contento, non mi serve avere l’ultimo modello di smartphone o di macchina per essere felice. Sembra una cosa banale da dire, ma capirlo è fondamentale, cambi nettamente la percezione della vita, di te stesso.
Vi abbiamo raccontato con piacere le testimonianze di due uomini che hanno deciso di cambiare la propria vita, uscendo dalla dipendenza degli stupefacenti grazie ai Narcotici Anonimi.




