Skip to main content

Sclerosi multipla: che cos’è?

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante che colpisce il sistema nervoso centrale. Questa patologia è più frequente nelle donne e nel 70% dei casi esordisce tra i 20 e i 40 anni (Mariani et al., 2010). Il termine multipla si deve al fatto che colpisce più aree del sistema nervoso centrale. In questa patologia, il sistema immunitario attacca la mielina del sistema nervoso centrale. Le guaine di mielina sono costituite dagli oligodendrociti che sono delle cellule gliali. Queste aree demielinizzate sono anche note con il termine di placche. Quando queste placche si cicatrizzano, cioè quando la malattia è cronica, sono simili alle cicatrici e da qui deriva il termine sclerosi. Le placche hanno delle forme variabili, infatti possono coinvolgere grandi aree o al contrario aree ristrette. In questa malattia vengono coinvolti anche gli assoni del sistema nervoso centrale, quindi può essere intaccato sia il midollo spinale che l’encefalo.

In questa patologia, come anche in tutte le patologie, la diagnosi deve essere fatta tempestivamente. È necessario fare una risonanza magnetica nucleare, anche se si è appurato che la tomografia assiale computerizzata fornisce delle immagini migliori. Pertanto, ormai la tomografia assiale computerizzata è l’esame che viene scelto per fare diagnosi. Ovviamente, queste immagini ci consentono di percepire dove sono disseminate le aree demielinizzate e quindi si ha una collocazione spaziale. Tuttavia, è importante anche avere una collocazione temporale che non si può avere da subito, in quanto è necessario comparare le varie immagini. La progressione della malattia non può essere stabilità sin dal principio, in quanto vi sono diverse forme di sclerosi multipla: remittente; secondariamente progressiva; primaria progressiva; benigna e maligna. Infatti, la forma remittente consente una totale o quasi guarigione; mentre la forma maligna porta, nel giro di pochissimi mesi, la persona a una disabilità grave (Cambier et al., 2008).

 

I sintomi della sclerosi multipla

Il primo attacco di sclerosi multipla può essere localizzato in una sola area oppure dall’inizio può apparire nella sua forma multifocale. Mentre nel primo caso appare un solo sintomo, nell’altro caso possono apparire diversi sintomi. I sintomi sono variabili infatti dipende dalla zona che è stata attaccata. Le persone possono sperimentare segni di intorpidimento, parestesie con formicolio. Inoltre, possono apparire dei dolori oppure può diminuire la sensibilità e possono anche essere presenti le parestesie termiche. Se viene intaccata la via piramidale, possono manifestarsi delle alterazioni motorie che possono coinvolgere un solo lato del corpo o entrambi. In, alcuni casi, alcuni muscoli possono presentare una flaccidità. La demielizzazione può anche coinvolgere il nervo ottico, questo può portare a una riduzione della vista che può essere più o meno rapida. Più raramente può essere attaccato il chiasma ottico e questo potrebbe portare a scotomi bilaterali.

Possono essere presenti dei disturbi d’equilibrio e della coordinazione se viene coinvolto il cervelletto. Uno dei primi sintomi che può comparire è l’affaticamento (Thomas et al., 2019). L’affaticamento è anche il sintomo più invalidante che poi crea disabilità perché impedisce alla persona di svolgere le attività della vita quotidiana. Nell’affrontare questo sintomo le persone hanno bisogno di sentirsi supportanti per poterlo gestire al meglio. Nel Regno Unito, è stato finanziato un programma proprio per gestire questo sintomo. Tale programma prevedeva la discussione in gruppo in merito a questo sintomo. È emerso che la condizione di queste persone che hanno partecipato ai gruppi è migliorata, per questo si pensa di estendere questo progetto a più persone possibili. Visto i miglioramenti che sono stati ottenuti, nel Regno Unito, si è ipotizzato di attivare un programma simile sul web (Thomas et al., 2019).

 

Le funzioni cognitive compromesse nella sclerosi multipla

La sclerosi multipla può compromettere le funzioni cognitive, creando un deterioramento. Spesso, i sintomi cognitivi vengono sottovalutati ma in realtà sono presenti in oltre il 65% dei pazienti con sclerosi multipla (Messinis et al., 2019). Più frequentemente viene intaccata la memoria episodica e la velocità di elaborazione. Invece, molto raramente compare l’afasia che è una condizione che può essere notata più facilmente. Tuttavia, possono presentarsi anche delle compromissioni delle funzioni esecutive, che sono molto importanti. Infatti grazie a queste funzioni, gli uomini riescono a risolvere i problemi, a prendere decisioni, a fare delle vere strategie, piani d’azione, a pensare in modo diverso dal solito. Tutto questo può far intuire quanto queste funzioni sono importanti nella vita quotidiana e quanto la loro compromissione può essere debilitante. Tutto ciò, è reso più grave dal fatto che spesso le persone con sclerosi multipla sono giovani e possono avere dei figli a cui pensare o un lavoro.

Tutto ciò, non solo compromette materialmente la vita di queste persone ma può anche portare a dei sintomi depressivi, che non vanno sottovalutati. Infatti, queste persone hanno diritto a mantenere la qualità della vita. Tutto ciò, rende importante la diagnosi precoce e l’intervento anche degli psicologi e dei neuropsicologi. Le funzioni cognitive perciò devono essere valutate e monitorate nel tempo. È anche vero che con le tecniche di neuroimaging potrebbero far emergere delle lesioni nelle corrispettive aree cerebrali ma ciò potrebbe anche non avvenire. Messinis e colleghi (2019) hanno rivelato che i problemi esecutivi sono correlati a una riduzione del flusso sanguigno principalmente nei lobi frontali e pre-frontali. Tuttavia, non è detto che le immagini rilevino le disfunzioni che le persone vivono. Quindi diventa importante introdurre una batteria neuropsicologica completa ed inoltre, bisogna valutare anche l’umore. In questo modo, è possibile sostenere in modo completo queste persone e le loro famiglie.

 

Riferimenti bibliografici

Cambier, J., Masson, M., Dehen, H., Masson, C. (2008).Abreges de neurologie. Elsiver Masson. (Trad. It. Neurologia, Elsiver Masson, Milano, 2010).

Chiaravallotti, N.D. & DeLuca, J. (2008). Cognitive impairment in multiple sclerosis. The lancet neurology, 7(12): 1139-1151. DOI:10.1016/S1474-4422(08)70259-X.

Messinis, L., Apostolopoulos, D., Spiridonidis, T., Nasios, G., Giazkoulidou, A., Tsolaki, M. et al. (2019). Regional cerebral blood flow perfusion deficit in relapsing-remitting multiple sclerosis patients with executive function impairment. J. Nucl. Med, 22: 147-159.

Thomas, S., Pulman, A., Thomas, P., Collard, S., Jiang, N., Dogan, H. et al. (2019). Digitizing a face-to-face group fatigue management program: exploring the views of people with multiple sclerosis and health care professionals via consultation group and interviews. J. Mir. From Res., 3 (2). DOI:10.2196/10951.