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Attualità

I mille gesti quotidiani che nascono dalla depressione

25 Settembre 2019No Comments

La depressione non è sentirsi molto tristi

In un articolo dell’Huffington Post, Sarah Schuster sul suo blog ha raccolto trenta testimonianze di persone afflitte dalla depressione. L’intento è di sgombrare il campo dalla credenza comune che la depressione sia una forma di tristezza permanente. Non è così semplice, il problema è molto più complesso, la depressione si presenta nell’individuo in forme molto diverse, alcune delle quali molto evidenti e altre meno. La depressione, quindi, assume forme diverse per tutti, e le testimonianze raccolte possono aiutare a comprendere meglio il tema della depressione, definito il male del secolo, il malessere che accompagna l’uomo postmoderno. Ecco alcuni esempi di testimonianze che rendono l’idea di come la depressione sia qualcosa di più profondo e pervasivo della tristezza. La tristezza pima o poi se ne va. La depressione fa allontanare l’individuo da se stesso e dagli altri, spegne le passioni, alimenta paure e ansie in modo permanente.

Laura dice che nelle sue relazioni sociali spesso è considerata maleducata, poiché tende a isolarsi e a essere poco loquace, atteggiamento che lei imputa alla sua depressione. Juli Conferma un classico del nostro argomento: l’enorme fatica dall’alzarsi dal letto e poi farsi una doccia. Ansia e depressione sono più spossanti di un giorno di lavoro. Brynne accetta di uscire con gli amici, poi all’ultimo momento declina l’invito perché ha paura, perché pensa che gli amici, in realtà, non hanno alcuna voglia di stare in sua compagnia. La chiamano solo perché mossi a compassione. Karissa non vede l’ora di cenare e rifugiarsi a letto per le nove di sera, poi dorme di filato fino alle undici della mattina seguente. Kelly dice di isolarsi e di non dare il massimo al lavoro, manca completamente di passione verso qualsiasi cosa e si trincera dietro l’autoironia, ridere per non mettersi a piangere.

 

Depressione e tecnologia

La depressione ha trovato rifugio anche nella tecnologia come testimonia Eveline, che s’immerge totalmente nel proprio cellulare, alimentando una forma di dipendenza però ben diversa da chi lo utilizza per socializzare. Lei si adopera per giocare e girovagare virtualmente in negozi online, tutto per sedare i pensieri negativi. Meghan, invece, dichiara che odia comunicare al telefono, preferisce l’ausilio dei messaggi su WhatsApp, così non è costretta a subire la pressione di un dialogo a viva voce. Ammette di essere un’asociale, non perché non ami il prossimo, piuttosto perché avverte la sensazione di essere insopportabile all’altro. Kelci si rifugia nella sua stanza e passa ore intere a guardare le serie TV su Netflix. Quando si ritrova con gli altri, spesso fugge in bagno o si defila in qualche altra stanza, perché certe volte quelle situazioni sociali la fanno stare in tensione.

Lynda, viceversa, afferma di essere molto effervescente nel suo ambiente di lavoro, una recita necessaria perché si trova all’accoglienza di un centro fitness e deve mostrarsi un’entusiasta. Ma la sera, quando varca la soglia di casa, crolla. Teresa beve molto, troppo. Gli amici pensano che voglia essere l’anima della festa o che abbia una passione smodata per il bere, ma la realtà è ben diversa, beve per sopperire a quel malessere che non la abbandona mai. Lauren dice in continuazione di non sentirsi bene, di essere sempre stanca. Gli altri non si rendono conto di quanto la depressione incide sul fisico e non solo a livello emotivo.

 

Pensieri rallentati, inappetenza, isolamento

Erin ammette di rispondere con lentezza, il cervello sembra agire a rallentatore. Ha difficoltà a rispondere con sollecitudine alle domande, soprattutto se qualcuno le chiede che cosa voglia fare. La realtà è che lei non vuole nulla e s’isola per evitare certi confronti, perché la sfiniscono. Renzi a volte si scorda di mangiare per l’intera giornata, anche se lo stomaco reclama lei non trova la forza di alzarsi e cucinare. Jenny non si sente con nessuno e ha reazioni spropositate di fronte a situazioni di quotidiana normalità e una carente igiene personale. Cynthia è lapidaria: casa sua è un casino.

Rebecca trascura le attività basilari come cucinare, lavare i piatti, fare il bucato. Gli altri sono convinti che sia solo pigrizia. Christie è irritabile, cattiva e sgarbata con i suoi cari, anche senza accorgersene. Ma quando si rende conto delle sue parole e delle sue azioni e si sente uno schifo. Poi c’è Tina, taglia i ponti con chiunque, poiché non sopporta il fatto di potersi sentire ferita da qualcuno per lei importante. E crede che tutti pensino che sia una brutta persona. Lynnie si cimenta in lunghe passeggiate notturne, la depressione non la fa dormire e si ritrova così schiacciata dai pensieri. Solo una lunga camminata a tarda notte le permette di silenziare quelle voci.

 

 

Davide Testa

Segretario di Psicotypo ODV