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La politica finisce in scatola

Le elezioni regionali, a gennaio, in Emilia Romagna sono il terreno di scontro della politica nazionale. Le opposizioni contano di conquistare la regione, “rossa” per eccellenza, dopo la vittoria nella tornata elettorale tenutasi in Umbria, in modo da costringere l’attuale Governo, a guida PD e Movimento 5 Stelle, a dimettersi e indire nuove elezioni. Nulla di nuovo sotto il sole, un vecchio balletto della politica. I leader dell’opposizione, Matteo Salvini della Lega e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, sono in vantaggio rispetto agli avversari, secondo i tutti i sondaggi eseguiti in merito. Salvini va a Bologna, al PalaDozza, per sostenere nella campagna elettorale la candidata a Presidente della Regione Lucia Borgonzoni. E proprio questo evento dà il via a un corto circuito. Un giovane di Bologna, Mattia Santori, laureato in Economia e Diritto e dal profondo spirito ambientalista, decide di fare qualcosa di eclatante.

Non è d’accordo con i toni di Salvini, li ritiene populisti e trova intollerabile l’attacco leghista contro anni di buona amministrazione, secondo lui, da parte del centro sinistra. Con altri amici organizza un flash mob e dalla sua pagina Facebook si evince lo scopo: radunare almeno 6000 persone in Piazza Maggiore, stringendosi appunto come sardine, per superare la capienza del PalaDozza, 5570 posti, per dire no alle politiche salviniane. Il resto è già storia, dato che in quella piazza si sono presentati in 12 mila. Dopo Bologna è stata la volta di Modena e poi un susseguirsi di raduni in tutta la Penisola: Torino, Milano, Bari. Come si legge in un articolo del Fatto Quotidiano, il movimento ha riempito le piazze italiane e destato la curiosità dei media internazionali. Secondo il Guardian ha la possibilità di sfidare la “retorica” di leader come Salvini e la Le Pen. Per testate come il New York Times e il Washington Post, a differenza del Movimento 5 Stelle le sardine sono dichiaratamente anti-populiste.

 

Un fenomeno che nasce sui social e finisce in piazza

I social network sono stati fondamentali, dal virtuale si è tornati per strada, uniti da un’opinione comune. Sono nati gli slogan: “Perché le sardine non si Lega(no)” e “Non abboccano”. Subito si tenta di restituire una connotazione politica precisa, che critica i fallimenti della sinistra progressista e va contro il sovranismo. La stampa estera dichiara che è un modello da emulare, infatti vedremo manifestanti che sbandiereranno sardine di cartone a Madrid il 14 dicembre e poi a Bruxelles e a Parigi. Oltre cento “sardine” hanno sfilato per le strade di Anversa, dove Salvini è andato per incontrare gli alleati europei del Vlaams Belang, una formazione separatista fiamminga di estrema destra. L’attenzione mediatica è calata su di loro nel giro di poche settimane; e quando gli si domanda quali siano i progetti per il futuro, oltre a contrastare apertamente Salvini, dichiarano un rifiuto verso la politica fatta sulla pelle dei più deboli, strumentalizzandoli, e che vogliono ripartire dalla Costituzione.

Si rifanno ai valori della tolleranza e dell’inclusione, per farla finita con una politica divisiva e dare spazio a confronti costruttivi. In merito alle sardine è intervenuto anche lo psicanalista e saggista Massimo Recalcati. In una intervista rilasciata su Radio Capital, ha presentato il suo novo libro “Le nuove melanconie” per la Raffaello Cortina Editore, dove la tesi indica l’epoca che stiamo vivendo come contrassegnata da forti cambiamenti anche a livello psichico, o, se si preferisce, a livello clinico. Recalcati ci vede trasmigrare da un “paradigma libertario” verso uno “securitario”. A causa di fenomeni come la globalizzazione, il terrorismo, le migrazioni, si procede in un ripiegamento su di sé che assume i tratti della chiusura e del narcisismo. Recalcati definisce il sovranismo non solo come un fatto politico, ma anche psichico e afferma: “Il sovranismo è un narcisismo collettivo”. Ci troviamo di fronte a nuove malattie, caratterizzate da ritiro sociale e protezionismo dell’anima che, infine, fanno cadere in una patologia del confine.

 

Rifiutare la patologia oltrepassando il confine

Questo desiderio dei muri è ciò che i movimenti come quello delle sardine vogliono combattere, sempre secondo Recalcati. Le sardine si collocano nello spazio psichico dell’oltrepassare il confine. Lo psicanalista dichiara, infine, che quel più gli piace del neonato movimento è che si attiva per la politica e non per andarle contro. Un endorsement alle sardine e dichiarare che il sovranismo è una patologia, sembrano un messaggio piuttosto politico, agli occhi di chi non la pensa come lui. Certo è che ancora una volta il mondo della rete si è mostrato un formidabile veicolo per il diffondersi di un’idea, che non ha bisogno di essere coltivata per mesi nelle sedi di un partito politico o attraverso comizi e ospitate in TV. Quello che colpisce è come tale movimento sia nato per manifestare contro partiti che non governano e nel loro diritto di fare campagna elettorale per vincere delle elezioni democratiche.

Nasce l’urgenza di riaffermare con forza degli ideali ritenuti male rappresentati, da uno dei partiti che ora sono al Governo, alleato con un Movimento da molti definito populista, e che si deve contrapporre ai venti sovranisti tanto criticati dalle sardine. Dall’altra parte, i cosiddetti populisti si sentono ben rappresentati e non avvertono la necessità di nuovi movimenti. Alcuni opinionisti vedono nelle sardine la grande massa di elettori che appartengono al partito degli astenuti, altri ritengono che dureranno come i girotondi di Nanni Moretti, altri ancora credono che dietro il movimento ci sia un’organizzazione politica ben precisa. Poi c’è anche chi vede solo l’ennesimo caso, l’ennesima nuova figura politica, l’ennesima disputa che riempie le cronache. Si rimane sempre incagliati nella rete del dibattito e ci si trascina in superficie, discutendo su chi governerà dopo, perché il Governo attuale è sempre incompetente o sul punto di cadere. Il dubbio che mi rimane: è che i problemi reali del paese siano sempre destinati a essere risolti alla legislatura successiva a quella in carica.

Davide Testa

Segretario di Psicotypo ODV