L’inizio della pandemia
Nel mese di Dicembre 2019/Gennaio 2020 nella città di Wuhan è iniziata la pandemia respiratoria causata dal virus COVID-19. Dopo l’allerta, la pandemia ha iniziato presto a diffondersi in Cina e in diverse nazioni del mondo. Alcuni soggetti contagiati, hanno sviluppato in seguito al contagio alcuni sintomi simili all’influenza stagionale, come febbre, tosse, stanchezza, difficoltà a respirare, mentre altri hanno sviluppato delle polmoniti o insufficienze renali che richiedevano il trattamento in terapia intensiva e che in alcuni casi hanno portato al decesso del soggetto contagiato. L’aumento dei contagi, avvenuti per via aerea è cresciuto sempre di più, e per limitare il più possibile il numero dei contagiati e il crollo del sistema sanitario, sono state disposte le misure della quarantena e dell’isolamento. Negozi, centri commerciali, ristoranti, bar, musei, teatri, palestre e tante altre attività sono state chiuse e i cittadini sono tenuti a rimanere a casa, uscendo solamente per necessità (fare la spesa, andare in farmacia, andare al lavoro se non è possibile attivare lo smart working).
Ognuno di noi dunque deve collaborare e rispettare le indicazioni date, per cercare di arginare il più possibile i contagi e risolvere quanto prima la situazione. In merito a ciò, ognuno deve rispettare le misure igieniche raccomandate dall’organizzazione mondiale della sanità come il lavarsi spesso le mani, indossare la mascherina e i guanti quando si esce, evitare abbracci e strette di mano e contatti con chi soffre di infezioni respiratorie acute, non toccarsi bocca e naso se si tossisce o starnutisce, mantenere una distanza di almeno un metro e disinfettare le superfici con appositi disinfettanti. Inoltre è importante rimanere a casa ed uscire solamente in casi di reale necessità. Tutta questa situazione ha dei risvolti oltre che fisici anche psicologici importanti. Le persone infatti si sono ritrovate in casa, senza lavoro, con i figli in casa perché le scuole sono chiuse, e con non poche preoccupazioni da affrontare come il problema economico, la didattica online erogata per i loro figli, tensioni e stress con il partner a causa dei pochi svaghi e della convivenza forzata. Tuttavia, è importante non riversare questo stato di malessere sui bambini e ragazzi che stanno affrontando come tutti questo periodo di difficoltà ed emergenza.
Cosa è importante fare in questo periodo di stress e isolamento con i bambini?
In questo periodo di forte stress ed isolamento, potrebbe non essere facile spiegare ai bambini piccolini che cosa sta succedendo e come mai i genitori sono preoccupati e ansiosi. Tuttavia è importante che i bambini sappiano che cosa sta succedendo nel mondo, quali sono i rischi ed i pericoli e quali sono le misure preventive da applicare. Di conseguenza, è importante che i genitori provino a spiegare loro la situazione, anche attraverso il racconto di una fiaba che ha come protagonista il COVID-19. In questo periodo di forte stress è importante non allarmarli, non trasferire su di loro le nostre preoccupazioni ed ansie ed è importante proporre loro delle attività come giochi, disegni, compiti adeguati all’età, attività fisica, lavoretti da svolgere, che consentono loro di distrarsi e divertirsi all’interno della casa. Questo è importante perché in questo periodo i bambini ma anche i ragazzi e gli adulti non dovrebbero perdere alcune abitudini della vita routinaria, altrimenti quando la pandemia sarà finita sarà complicato poi tornare alla vita di tutti i giorni.
In questo momento i bambini e i ragazzi come tutti d’altronde, stanno vivendo un periodo particolare, non possono andare a scuola, non possono vedere i loro amici e soprattutto non possono svagarsi all’aperto nei parchi e svolgere attività fisica. Per loro sicuramente questo è un momento delicato, perché se da una parte i genitori cercano di rassicurarli, dall’altra devono spiegare loro quello che sta succedendo e come comportarsi. Questo, tuttavia, potrebbe non essere facile perché i genitori dovrebbero spiegare ai bambini la situazione mantenendo la calma, trovando le parole giuste ma questo non è sempre possibile a causa delle preoccupazioni economiche, lavorative e sociali che loro stessi hanno. Così potrebbero aiutarsi con una storia, prendere spunto o far ascoltare quelle già presenti sul web o inventarne una loro cercando di far capire ai bambini più piccoli che cos’è un virus, quali comportamenti mettere in atto per prevenire il contagio e che cosa sta succedendo nel mondo a causa di questo virus.
Come comunicare con il bambino e spiegare un concetto attraverso le favole
Fondamentale per interessare il bambino piccolo è il tono della voce dell’adulto, infatti quando si legge una fiaba la lettura deve essere espressiva, bisogna lasciar trasparire l’interesse della trama e dei personaggi, dunque accelerare in alcuni punti del racconto e rallentare in altri, imitare con tono della voce i personaggi della storia e le loro battute. È importante anche interagire con il bambino, chiedere cosa ne pensa per favorire l’ascolto attivo. Un’attività da poter svolgere insieme, sarebbe quella di inventare una storia, e disegnare con il bambino delle immagini riguardanti il protagonista della storia, in questo caso il coronavirus, e altri personaggi presenti. Si potrebbe iniziare parlando di questo virus con la corona che sta viaggiando per tutto il mondo, che è birbantello e pericoloso, si nasconde dappertutto è birichino e potrebbe farci stare male e quindi bisogna sempre disinfettare i giochini e la casa e lavarsi le mani (insegnando così i comportamenti corretti da adottare). Questo favorisce l’interesse, la creatività e la partecipazione attiva del bambino.
Le favole possono essere utilizzate anche per affrontare altri argomenti delicati con i bambini più piccoli come la separazione dei genitori, la paura di dormire soli, la paura del buio e il genitore può leggere delle favole già scritte interpretandole oppure inventarle (un gioco molto funzionale perché il bambino crea insieme al genitore la storia e i disegni e questo giova anche per la sua creatività e immaginazione). Dunque in maniera creativa e semplice è importante che i genitori affrontino tutte le paure e gli argomenti con i propri figli e che siano trasparenti per favorire un rapporto basato sulla fiducia e non sul “non detto” (che potrebbe creare confusione al bambino stesso perché potrebbe non capire perché la mamma è preoccupata ma a lui dice di stare tranquillo o non dice nulla). Oltre alle favole si possono proporre al bambino altre attività da fare in casa come puzzle, costruzioni, modellini realizzati con pasta di sale, pittura, lavoretti con cartoncini colorati. Infatti il gioco è fondamentale per entrare in contatto con il bambino e creare una comunicazione con lui, si pensi ad esempio alla play therapy e ai suoi benefici.
Riferimenti Bibliografici
Conti S., (23 Marzo 2020) Coronavirus bambini a casa : “Ecco alcuni consigli per creare contesti di gioco positivi” https://www.bergamonews.it/2020/03/23/coronavirus-bambini-a-casa-ecco-alcuni-consigli-per-creare-contesti-di-gioco-positivi/361425/
(24/03/2020)
Di Todaro F., (24 Febbraio 2020) Coronavirus: Come spiegare che cosa sta accadendo ai bambini https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/pediatria/coronavirus-come-spiegare-cosa-sta-accadendo-ai-bambini
(24/03/2020)
Oliverio Ferraris A.,(2018) Prova con una storia, i racconti giusti per rispondere alle grandi domande dei bambini. Casa Editrice : Bur parenting Rizzoli.
(25/03/2020)
Ministero della salute (2020) Nuovo coronavirus COVID-19 http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5337&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto
(21/03/2020)




