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L’importanza dell’educazione finanziaria

Perché è importante avere un buon controllo e gestione delle proprie uscite finanziarie e saper pianificare? Rispetto al passato, oggi stiamo vivendo un periodo storico in cui il welfare risulta maggiormente carente, ciò determina un dovere a ripensare le spese e gli investimenti anche in previsione di un domani. L’aumento delle separazioni stesse comporta nella maggior parte dei casi una riduzione della ricchezza all’interno delle famiglie, tutto ciò determina un bisogno di rivedere la gestione del budget e imparare a “prevedere gli imprevisti”. Saper gestire consapevolmente le risorse famigliari consente di far fronte in modo migliore alle spese inaspettate e dare maggiore sicurezza e serenità alla propria famiglia, ma non è solo questo, poiché esiste un legame tra violenza di genere e carente educazione finanziaria.

Tuttavia, sebbene le competenze finanziarie siano un tema rilevante, l’OCSE ( Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) mette l’ Italia tra gli ultimi paesi tra quelli membri per quanto riguarda le conoscenze in ambito economico e, un’ indagine Standard & Poor’s posiziona il Bel Pese all’ ultimo posto tra i paesi aderenti al G7 e con l’aggravante di sostanziali differenze di genere. Da secoli la gestione economica è associata all’immagine maschile, in una società di stampo patriarcale colui che gestisce il denaro e si assume la responsabilità delle decisioni di carattere economico è l’ uomo, anche relativamente alle risorse della donna.  Occorre precisare che ad oggi esiste ancora un gap finanziario e salariale alla base (in Italia, secondo il “ Gender Quality Index dell’Istituto europeo per l’ eguaglianza di genere” le donne guadagnano il 18% in meno rispetto agli uomini), che non mette uomo e donna sullo stesso piano e la figura femminile si trova per tali motivi a gestire meno risorse.

Educazione finanziaria e violenza di genere

La violenza economica è la tipologia di violenza di cui si parla di meno, tuttavia essa determina delle gravissime conseguenze non solo a livello familiare ma anche sul lavoro e nell’accesso ai finanziamenti. Le ridotte risorse economiche, la scarsa alfabetizzazione sul tema dell’educazione finanziaria possono determinare una limitazione dell’autonomia della donna e di conseguenza frenare il coraggio verso la denuncia di eventuali abusi o violenze. La violenza economica, infatti, si colloca al terzo posto tra le tipologie subite tra coloro che si rivolgono ai centri anti-violenza (Indagine ISTAT 2017).  La marginalità economica crea terreno fertile per l’isolamento, la prevaricazione e la dipendenza verso un altro soggetto e, la violenza è un modo subdolo per far perdere l’indipendenza e tenere la donna “in ostaggio”. Insomma un binomio quello tra l’aspetto economico e violenza di genere molto pericoloso. Diventare consapevoli di stare vivendo una relazione tossica nella quale si assiste a un abuso di potere, ricatti, controllo e possesso è essenziale. La consapevolezza è il primo passo per sentirsi più sicure e sulla buona strada per raggiungere i propri obiettivi e ottenere la propria libertà.

Perché le donne delegano gli uomini rispetto all’economia? Alla base ci sono motivazioni culturali e biologiche, ma anche una bassa autostima delle proprie capacità. Ancora oggi la divisione dei ruoli uomo/donna all’interno della famiglia è ben presente, un’elevata percentuale di donne lascia il proprio lavoro dopo la nascita del primo figlio e, la percentuale di occupazione femminile è decisamente inferiore rispetto a quella maschile. Scardinare questo retaggio culturale è un passo importante verso un’acquisizione di un empowerment femminile in tutte le dimensioni della propria vita, partendo anche dall’autonomia lavorativa e al superamento di condizioni di sottomissione. La disuguaglianza economica impatta molto anche in termini lavorativi, solo un’impresa su 5 è gestita da donne e tra le motivazioni risultano le maggiori difficoltà delle donne nell’accesso al credito legato anche al pregiudizio delle ridotte competenze della figura femminile in ambito economico.

 

L’arma della prevenzione

La prevenzione può essere fatta a più livelli, l’educazione finanziaria a scuola è certamente uno strumento essenziale per “crescere” una cittadinanza consapevole, maggiormente preparata sui processi decisionali. “Il piano nazionale per l’educazione al rispetto” ideato dal Miur si occupa di sensibilizzare all’ educazione, alla lotta contro le disuguaglianze di genere, al rispetto e alle pari opportunità e ciò permette di scardinare parte degli stereotipi di genere.  Mentre, in età adulta è possibile intervenire sulle famiglie cercando di stimolare il dialogo e la gestione condivisa delle risorse finanziarie, dando valore al ruolo economico di entrambi i membri della coppia, anche attraverso lo strumento della mediazione familiare, pertanto, l’alfabetizzazione finanziaria può diventare uno strumento di crescita per le famiglie e per donne.

Si stanno anche intensificando le iniziative legate al tema della violenza economica, partendo dalla Convenzione di Istanbul in cui il tema è stato affrontato per la prima volta, sono nati programmi e percorsi che vanno a sollecitare l’ interesse verso l’argomento, verso le pari opportunità e volte a contrastare la marginalità economica, stimolando l’ interesse verso l’acquisizione di competenze finanziarie da sfruttare anche nell’ambiente lavorativo. La Banca di Italia ha finanziato un programma di educazione finanziaria rivolta alle donne, ma non solo, ci sono molte associazioni che si occupano di educare alla pianificazione e al budget. Con il decreto Salva Risparmio del 2017 è stato istituito un Comitato per la programmazione delle attività di educazione finanziaria mirato a sensibilizzare gli italiani. Molte associazioni stanno attuando programmi aventi l’obiettivo di educare all’autonomia economica e gestione finanziaria specifici per le donne.  Tuttavia è importante comprendere che il primo step è la consapevolezza, solo attraverso essa è possibile riappropriarsi della propria vita, della sfera sociale e professionale, della propria autostima, sicurezza e libertà rispetto alle scelte presenti e future.

 

Scritto da Lucia Del Pace, dottoressa in “Scienze dell’educazione e formazione”. Consulente pedagogico, mediatore familiare, lavora nell’ambito del sostegno alla genitorialità e della consulenza familiare. Presidente dell’Associazione Brigid Aps che lavora a sostegno delle donne vittime di violenza di genere.

 

Riferimenti bibliografici

Castrovilli, Educazione finanziaria a scuola. Per una cittadinanza consapevole, Guerini e Associati, 2012

Riferimenti sitografici        

https://www.istat.it consultato il 04/11/2020

https://www.ingenere.it/articoli/prevenire-violenza-educazione-finanziaria consultato il 04/11/2020
https://www.gltfoundation.com/noi-siamo-pari/ consultato il 05/11/2020

http://www.feduf.it/container/scuole/le-donne-e-leducazione-finanziaria consultato il 05/11/2020