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La scomparsa di Frizzi

Il 28 marzo si sono svolti a Roma i funerali di Fabrizio Frizzi, noto presentatore, stroncato da un’emorragia cerebrale all’età di 60 anni. Una commozione popolare ha inondato l’Italia, con la televisione e i social network a fare da cassa di risonanza. Fabrizio Frizzi è stato un volto noto della TV generalista sin dagli anni ottanta. Conduttore televisivo, famoso anche per la sua gentilezza e affabilità, non è mai stato un artista sopra le righe e questa garbata esistenza è stata il suo tratto distintivo. Oltre alle condoglianze di rito dei vip, molto meno ipocrite del previsto, si è creata un’ondata popolare di cordoglio; dagli anziani ai più giovani, in moltissimi hanno voluto omaggiare personalmente Frizzi, sinceramente dispiaciuti per la sua morte.

Giornalmente la cronaca ha abituato le persone alla morte: omicidi, attentati e, non di rado, persone che muoiono nella solitudine più assoluta. E il mondo va avanti. In fondo il trapasso fa parte della vita e non si può provare un quotidiano dolore. Ma la scomparsa di un personaggio famoso, a volte, crea un cortocircuito emozionale. Basta pensare a Lady Diana, Papa Wojtyla, Freddy Mercury. E Fabrizio Frizzi, in Italia, ha rappresentato uno di questi cortocircuiti. Uomini e donne, noti al mondo per motivi artistici, politici, spirituali. Ognuno è rimasto famoso nell’inconscio collettivo per delle qualità caratteriali che li hanno contraddistinti. E nel caso di Frizzi si parla sicuramente della gentilezza.

L’empatia per i personaggi famosi

L’empatia è quella dote che aiuta a comprendere gli stati d’animo di chi si ha di fronte. E provare empatia di massa per i divi del mondo dello spettacolo è una conseguenza della loro esposizione mediatica che nell’era postmoderna ha assunto livelli da overdose. Chiunque può diventare famoso, magari facendo un video su youtube. Alcuni vip sono presenti nella vita del pubblico per decenni e sono etichettati e riconosciuti per le loro peculiarità, e per questo sono descritti con empatia. Amati quasi come fossero dei familiari, fanno provare sensazioni rispetto a esperienze altrui; è un processo di simulazione interna degli stati mentali altrui. E la notorietà di certi personaggi amplifica questo meccanismo. L’empatia è una capacità umana ed è innata, e si dimostra fondamentale per un sano e costruttivo scambio emotivo tra gli uomini basato su altruismo, compassione, comunicazione.

In un articolo della Dottoressa Adriana Esposito, sul sito www.neuro-psi.it , si apprende che la simulazione interna di stati mentali altrui si attiva osservando le azioni o le espressioni facciali di altri soggetti e causa l’attivazione degli stessi circuiti neurali di chi osserva e assume le stesse espressioni facciali ed azioni. I neuroni chiamati a svolgere questo processo fanno parte della classe dei Neuroni Specchio, e si attivano quando la persona esegue un movimento o lo vede eseguire da un altro soggetto. Questo processo denominato “Sistema Mirror” è stato scoperto dallo scienziato Giacomo Rizzolatti, studiando le scimmie. Tali neuroni si attivano anche quando si osservano le persone mentre esprimono una personale emozione, e sono le fondamenta per stabilire l’empatia. Quando ci si trova di fronte ad una persona che esprime un’emozione, ad esempio positiva, nell’individuo che riceve il messaggio si attivano dei meccanismi immediati e automatici di riconoscimento, a prescindere dalla personale volontà e che, in alcuni, casi si mimano per imitazione riflessa. E questo può accadere anche attraverso uno schermo, se dall’altra parte c’è chi invia i giusti stimoli.

Un emozione oltre lo schermo

Fabrizio Frizzi creava un’empatia positiva, con il sorriso gentile e il rispetto che nutriva per i suoi ospiti. Sensazioni positive che oltrepassavano lo schermo televisivo e facevano sperimentare leggerezza alla platea. Una persona famosa che portava nelle case degli italiani dei sentimenti basati su valori semplici, legati a una socialità antica, che è spesso svalutata dalle moderne forme di comunicazione, sempre più virtuali. Come personaggio di spettacolo, Frizzi si può apprezzare o meno, criticando o elogiando le sue scelte artistiche. Ma questa commozione di massa, esplosa nel momento della dipartita, gli riconosce tutte quelle qualità che nelle persone saranno sempre apprezzate, tra cui appunto la sua gentilezza.

In un’epoca fatta di spettacoli urlati, rappresentazioni in piazza di ogni tipo di bega privata, esaltazione di personaggi che esistono grazie ad atteggiamenti provocatori, molto spesso semplicemente volgari, Fabrizio Frizzi ha sempre mostrato una potente pacatezza, ecco l’empatia che riusciva a creare. Una voglia di agire con educazione e rispetto del prossimo. Per questo si deve ricordare un artista come Frizzi, il quale ha dimostrato che alla gente non servono solo eroi e personaggi costruiti, ma anche persone che facciano ricordare come la gentilezza, quella vera e non pelosa, è il primo passo per un mondo meno alienato di quello che è oggi.

 

 

 

Davide Testa

Segretario di Psicotypo ODV