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Un’occasione per creare nuove abitudini

Un articolo su fanpage.it , a firma di Francesca Parlato, vede l’intervento dello psicologo Gianluca Castelnuovo, docente presso l’Università Cattolica di Milano e ricercatore dell’Istituto Auxologico Italiano, che fornisce alcuni consigli su come affrontare l’isolamento forzato in casa per evitare il contagio del covid-19. Il nemico che siamo costretti a combattere lo conosciamo ma è praticamente invisibile e una volta insinuatosi nel nostro organismo non manifesta subito i sintomi. Il Governo italiano, alla luce dell’espandersi del virus, si è trovato costretto a porre dei limiti importanti sulle nostre vite. Un repentino cambio dello stile vita che ha colto di sorpresa la popolazione. Un evento epocale, mai accaduto dalla fine della seconda guerra mondiale. Castelnuovo afferma che solitamente le istituzioni e/o le comunità scientifiche richiedono di attuare dei comportamenti per evitare di incappare in situazioni di pericolo o esporsi a possibili contagi. Oggi ciò che le istituzioni richiedono è: non fare nulla, sospendere la personale quotidianità, restare in casa.

La paura ha attanagliato chi si è sentito direttamente colpito, come è accaduto quando le prime decisioni di una stretta più decisa riguardavano il solo territorio della Lombardia (regione con il primo focolaio del virus e con il più alto tasso di vittime) e ha causato inopportune fughe di massa verso il sud della nazione. Un comportamento altamente sconsigliato perché, con ogni probabilità, tra i fuggitivi c’erano soggetti contagiati. Dall’altro lato uno stato di negazione, e sottovalutazione del pericolo, ha portato molti a non rinunciare nel riempire le piste di sci, nonostante tra i primi avvertimenti dati si consigliava vivamente quello di evitare luoghi affollati e di formare assembramenti. La distanza sociale è la prima, e unica, arma per scongiurare il contagio di massa e non costringere a insostenibili affollamenti negli ospedali, soprattutto i reparti di terapia intensiva. Nel caso della fuga verso sud, spiega Castelnuovo, la curva della paura ha mostrato una decisa impennata verticale e si è trasformata in panico. Dimostrazione perfetta di quanto l’umanità sia fatta di esseri psicologici e non logici.

 

Negazione e false notizie

Ma altrettanto pericoloso è stato il comportamento di chi non ha seguito le indicazioni sull’isolamento, e dello restare in casa, continuando la propria vita come se nulla stesse accadendo. Un’epidemia sfociata ai tempi dei social, i quali hanno contribuito anche negativamente fornendo un eccesso di informazioni, non di rado false o decisamente fuorvianti. Alcune di quelle, universalmente riconosciute fake news, si sono opposte alle raccomandazioni giunte dal Governo e dai medici, i virologi su tutti, alimentando la confusione sui comportamenti da tenere in una situazione straordinaria come quella che stiamo vivendo noi tutti. Con l’aumentare dei contagi e delle vittime, la popolazione ha preso più coscienza sui comportamenti da tenere e che chiudersi in casa è diventata una necessità imprescindibile. Il Governo ha di fatto chiuso l’Italia, iniziando dalle scuole e giungendo, nel giro di pochi giorni, ad estendere il provvedimento a tutti i settori lavorativi, tranne i servizi essenziali, fino alla chiusura dei parchi nelle città, visto che molti continuavano ad ignorare la gravità della situazione.

Lavarsi spesso le mani, monitorare eventuali stati febbrili, mantenere distanze siderali dall’altro, sono tra le regole che vengono trasmesse ininterrottamente da tutti gli organi di informazione. Castelnuovo fa notare come un eccesso di pulizia, ritenuto in condizioni normali un comportamento ossessivo, in questa situazione sia da considerarsi vitalmente funzionale. C’è da sottolineare, però, il fatto di che chi possiede atteggiamenti ossessivi di questa natura, rischia di incappare in un peggioramento. Come gli ipocondriaci, categoria tra le più vulnerabili, in uno stato d’emergenza sanitaria, a livello psicologico. Temono più degli altri il contagio e in loro prende vita l’idea che non saranno tra quelli che si salveranno. Per non lasciarsi vincere dalle fobie, l’unico rimedio è attenersi ai dati scientifici attendibili. Castelnuovo sconsiglia vivamente di reperire notizie da Facebook e da altri social dove chiunque può dire la sua con la convinzione di fornire notizie veritiere. Sono luoghi virtuali dove non esiste la moderazione.

 

Applicare nuove consuetudini per non lasciarsi sopraffare

Bisogna ascoltare solo le notizie fornite dalle autorità e dall’Istituto Superiore della Sanità. Nel caso in cui il panico o lo stress prendano il sopravvento ci si deve affidare esclusivamente ad uno specialista e non prendere iniziative in autonomia e fare azioni sconsiderate che mettono in pericolo la propria e altrui salute. La quarantena, comunque, prevede periodi piuttosto lunghi e non ci si può permettere di destrutturare il tempo che abbiamo davanti, chiusi tra quattro mura. Si deve edificare una nuova quotidianità. Non siamo in vacanza, come credevano molti ragazzi nei primi giorni di chiusura delle scuole. Non dobbiamo alzarci quando vogliamo, dice Castelnuovo. Sarebbe un atteggiamento controproducente, mancano le possibilità di svagarsi all’esterno come quando si è in ferie. Questo vale soprattutto per i nuclei familiari con i figli, piccoli o adolescenti che siano. I ragazzi devono continuare a studiare, si deve organizzare la giornata imponendo e imponendosi dei compiti specifici e, alla fine, prevedere anche dei momenti di svago.

Un vantaggio sottovalutato è quello di dare uno spazio inaspettato alle proprie passioni. Se una volta si amava dipingere, scrivere, suonare è il momento di riprendere in mano l’ispirazione. Chi lavora da casa deve darsi degli orari precisi, in modo che ogni momento della giornata fornisca adeguate soddisfazioni personali. Sembrano raccomandazioni banali, ma meritano la giusta attenzione poiché non sono così scontate. In un mondo più distratto e fagocitato dalla velocità, l’autostima di molti individui si alimenti solo con il riconoscimento, per quanto effimero, dell’altro. Molti hanno continuato ad uscire anche senza validi motivi, infatti ci sono state oltre ventimila denunce per false autodichiarazioni, in cerca di confronti con il prossimo seppur a distanza. I cani si sono ritrovati ad uscire anche dieci volte al giorno, alcuni hanno iniziato ha fare jogging, nonostante il massimo dello sport da loro praticato sia stato quello di scendere dal letto al mattino.

Il problema di questa quarantena inattesa e globale, oltre alla salute, ovviamente, e alle inevitabili e disastrose ripercussioni economiche che ci getteranno nell’ennesima recessione, è che ci costringe a tempi più lenti e dilatati. Le giornate si scandiscono grazie a decisioni personali, slegate da serrati orari di lavoro e dagli altri obblighi della società postmoderna. Ci troviamo di fronte a noi stessi, con le centinaia di maschere che indossiamo ogni giorno, riposte a fatica nel guardaroba. Dobbiamo tenere alta l’autostima con pratiche antiche e smarritesi nel secolo scorso. Leggere un libro, ragionare più approfonditamente su un fatto e non lasciarsi fagocitare da dieci eventi tutti insieme, riprendere in mano quella passione che ci riempiva di orgoglio, al di là del risultato finale. Tornare in un’epoca dove il tempo scorreva più lentamente e permetteva di ragionare con meno superficialità.

 

 

 

 

 

Davide Testa

Segretario di Psicotypo ODV