Il sesso raccontato ai bambini
In un tempo, quello attuale, sembra perdersi presto la fanciullezza. Subentrano i primi innamoramenti, gli interessi che costellano l’universo di un figlio, fino a ieri ancora immerso in un mondo di balocchi e scoperte attuate con l’aiuto degli adulti di riferimento, cambiano, influenzati da compagnie sempre più smaliziate e un’informazione che ci bombarda quotidianamente, ventiquattro ore su ventiquattro. Un bambino prende in mano uno smartphone e accede a tutte le informazioni che vuole, che non vuole e che non sa ancora di volere. In un articolo di Diana Tartaglia su Repubblica.it, si chiedono dei consigli alla nota psicologa Anna Oliverio Ferraris. La dottoressa descrive i genitori di oggi ancora in una posizione di frontiera. In Italia non è ancora reso obbligatorio un corso sulla salute sessuale, come avviene, tanto per cambiare, in molti altri paesi d’Europa. In Danimarca, ad esempio, si consiglia alle famiglie di affrontare il discorso già verso i quattro anni d’età. La psicologa aggiunge: “Si può cominciare già prima che raggiungano l’età per andare a scuola, quando i bambini scoprono le differenze anatomiche tra femmine e maschi, si informano su dove erano prima di nascere e come sono venuti al mondo. Con i bambini piccoli è opportuno adoperare termini vicini al loro linguaggio, è importante che rispettino le differenze, abbiano un’immagine positiva del loro corpo e ne apprezzino le funzioni”.
Una volta che i bambini crescono si può utilizzare un vocabolario più scientifico, anche perché tematiche e implicazioni aumentano esponenzialmente. In casa trovare le occasioni per affrontare l’argomento è facile. Nel nostro quotidiano siamo pervasi da messaggi a sfondo sessuale, a cominciare dalle pubblicità. Comunque sia, rimane complicato per molti genitori affrontare l’argomento. In questo campo, afferma la Oliverio Ferraris, gli adolescenti avvertono come un’intrusione nell’intimità l’eventuale apertura del discorso da parte dei genitori. Ecco che diventa fondamentale l’aiuto di un “terzo rincalzo”, uno specialista esterno al nucleo familiare: il medico di famiglia, la ginecologa o la scuola. Il timore di molti padri e molte madri è che lo sdoganamento di certi discorsi possa condurre a un precoce avvicinamento dei giovanissimi al sesso. Non è così.
L’importanza di comprendere gli stimoli e dargli un senso
Un sano approccio comunicativo serve prima di tutto ad attribuire un senso agli innumerevoli messaggi e stimoli di natura sessuale che i giovani ricevono. Accade frequentemente che oggi un giovanissimo possegga un variegato immaginario sessuale, prima ancora che abbia avuto esperienze dirette. Basti pensare alla disarmante facilità con cui, ormai, si può accedere alla pornografia. Una visione deviata che può generare iper-erotizzazione e con essa insicurezza e falsa aspettativa. I sessuologi mettono in allarme su questo discorso: bastano poche settimane di frequentazione di siti con materiale pornografico hard perché un bambino associ il sesso con la violenza. Arriva a minimizzare lo stupro e non ritiene fondamentali le precauzioni in rapporti sessuali, soprattutto se occasionali. Una corretta educazione sessuale è un processo informativo complesso, dove una volta apprese le informazioni più tecniche, si deve riuscire a ragionare sugli impulsi, sul piacere e sui sentimenti non solo personali ma anche altrui.
Un compito molto arduo ma importante. La Ferraris offre qualche suggerimento, come quello di affrontare la questione parlando degli argomenti dove ci si sente più sereni e in grado di poter dare delle risposte; mentre su altre tematiche più imbarazzanti avere il buon senso, in alcuni casi, di delegare ad altri. Le famiglie possono chiedere agli istituti scolastici di dare il via ad un corso sull’educazione sessuale. Insomma, mettere la testa sotto la sabbia non serve a nulla, i tempi sono cambiati e il sesso entra molto presto nella vita dei bambini, che si voglia o no: Per questo motivo affrontare l’argomento con i giusti strumenti può evitare la mercificazione di un atto che ha la sua bellezza e profondità quando i sentimenti sono condivisi, in una intima discrezione e nella scoperta diretta.




