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“Salvador Dalí: La persistenza degli opposti” è una mostra dedicata all’artista realizzata all’interno del complesso della Madonna delle Virtù, risalente al XII secolo, esempio massimo di chiesa rupestre del territorio di Matera, scavata in negativo sulla roccia.

 

Il tempo perpetuo Dalíniano

Il tempo, relativo e non rappresentabile attraverso un filtro unico e definito, viene descritto da Dalí come informe, una massa che si scioglie di fronte all’inevitabile. L’orologio, da strumento di misurazione razionale, perde la sua fisicità acquisendo come un liquido ogni forma, ora è un albero, ora un volto, senza mai somigliare a se stesso. Un’atmosfera onirica e surreale che caratterizza le opere dell’artista. La memoria delle cose è insita nel ricordo immortalato dalla percezione. Il tempo muore dinnanzi ai ricordi, può durare un attimo come per sempre, solo il nostro sistema percettivo può comprenderne le proprietà.

Questa riflessione filosofica si sposa con l’interpretazione di Bergson, il quale riteneva il tempo non semplicemente un’ unità misurabile ma un contenitore di emozioni e susseguirsi di stati psichici. Così come Einstein parlava di relatività  del tempo, Dalí supera i limiti dello stesso tramutandolo in oggetto astratto e concetto concreto che materializza il pensiero. Gli orologi di Dalí sono fluidi e danzano al ritmo dell’universo, rappresentando l’assenza di limiti rispetto al tempo creato dall’uomo e per questo incupito da categorie e schemi. Memore di ciò, il tempo dalíniano subisce spesso delle metamorfosi in cui non rappresenta più lo strumento perfetto che cronometra gli attimi della nostra vita ma al contrario l’uomo non può regolarlo né sovrastarlo. L’artista desidera lanciare un messaggio, ossia che il tempo esula dal controllo dell’uomo, come si vede nell’opera “Profilo del tempo” in cui si evince la relazione fra uomo e tempo; in cui l’orologio rappresentato crea un volto umano da cui cade una lacrima, simbolo della strada che l’uomo deve percorrere.

Le donne di Dalí e il contrato tra molle e duro

La figura femminile viene rappresentata da Dalí in chiave reale e simbolica allo stesso tempo, solitamente riprodotta con delle costanti come le rose ed i cassetti che rappresentano il mistero della bellezza femminile. Il fascino femminile della donna è nascosto secondo Dalí nella fascinazione e nel mistero, in ciò che non si conosce. Le donne rappresentate prendono il nome di “Venere”. I cassetti aperti ci raccontano la storia di una donna che dichiara al mondo i suoi segreti e che non teme di essere giudicata ma è fiera e superiore alla superficialità del quotidiano.

Altro concetto chiave del pensiero Dalíniano è il contrato tra esterno e interno, fra molle e duro, in accordo con il punto di vista psicologico secondo cui le persone costruiscono dei meccanismi di difesa per proteggere la propria psiche, percepita vulnerabile. Un esempio di tale concetto sono il pane, le lumache, le uova.

La farfalla e la metamorfosi

Nelle rappresentazioni di Dalí troviamo spesso la farfalla come simbolo dell’anima. Dalí pensa alla fafalla come all’essere umano che dalla tomba del suo bozzolo rinasce. Da qui anche la visione religiosa abbracciata dall’artista e rappresentata in alcune opere come “San Giorgio e il drago” o “L’Angelo del Trionfo”. La religione si sposa con il surreale e le metamorfosi prendono vita, illustrate in uomini che devengono alberi, figure mistiche e significati nascosti. In “Visione dell’angelo” la supremazia divina è rappresentata da un pollice da cui nascono rami d’albero; accanto vi è una figura umana anch’essa metà albero metà uomo e un’angelo che medita, le cui ali sono rette da una stampella per permettere la comunicazione fra Dio e l’umanità.

E ancora l’antropomorfo, una figura che ha le sembianze umane ma non è un uomo ed il cui corpo è formato da cassetti chiusi che rappresentano il rifugio del nostro inconscio, il luogo in cui conservare pensieri e idee. L’uomo tiene la mano alzata come ad ammonire di stare attenti e di non avvicinarsi se non si è pronti ad accogliere il surreale nella propria vita.

L’incontro con la psicologia si evince anche da un’altra opera che deriva dall’incontro fa Dalí e Freud, considerato  dall’artista un padre spirituale. Affascinato da una lumaca posata su una bicicletta fuori dalla casa di Freud, Dalí decise di rappresentare la testa umana attraverso la lumaca che inoltre incarna il contrasto fra duro e molle citato sopra.

Con i suoi elementi, simboli e significati Salvador Dalí ci racconta storie intense e colme di semantica e forza. Un uomo che ha saputo attraverso un’arte diversa e creativa illustrare il suo essere persona e artista e il suo pensiero più profondo.

 

Valeria Saladino

Founder di Psicotypo e Presidente di Psicotypo ODV