Diversi da chi ?
Il normale processo di maturazione emotiva richiede a ciascun individuo, in maniera graduale, di differenziarsi dalla propria famiglia d’origine e dalle proprie figure significative. Successivamente alla nascita del bambino, uno dei compiti propri della coppia genitoriale sarà, attraverso una relazione di accudimento, fornire al piccolo una “base sicura”. Questo avviene per permettere una buona sintonizzazione delle sue esigenze psicofisiche all’interno del contesto di vita in cui si trova. Contestualmente alla crescita del figlio i genitori dovranno offrirgli uno spazio in cui sentirsi sicuro e spronato all’esplorazione del mondo circostante. Questo renderà possibile la costruzione di una propria identità separata da quella delle sue figure significative. La differenziazione del sé, infatti, riguarda il modo con cui ciascuno di noi diviene emotivamente distaccato dai propri genitori. Per Bowen, questo processo è considerato il compito evolutivo principale proprio di ogni individuo poiché da qui dipenderanno benessere e salute mentale.
Non sempre, però, questo processo avviene in maniera lineare o senza incontrare qualche ostacolo. Possono manifestarsi dei blocchi che mantengono l’individuo legato emotivamente a una determinata figura significativa. Ad esempio, nel caso di un “taglio emotivo” il distacco dai propri vincoli familiari avviene in modo drastico, a volte anche prematuro, e avrà come risultante una indipendenza fittizia. Spesso, in età adulta, questo stato di vuoto emotivo avrà come seguito la ricerca esasperata di nuovi legami sostitutivi. Il fine sarà quello di replicare le modalità relazionali proprie della famiglia d’origine dalla quale ci si era distanziati nettamente. Questi fattori, se non elaborati, ripensati e riequilibrati, possono portare la coppia a situazioni conflittuali nelle quali vengono messe in campo le rispettive storie familiari passate, i miti, i valori e copioni familiari. Proprio per questo, al fine di comprendere il presente stallo della coppia, è sempre utile potersi affidare ad una lettura di tipo trigenerazionale.
Il nostro bagaglio familiare
A ciascuno di noi, al momento della nascita, viene consegnato un bagaglio, più o meno pesante e più o meno definito. Così facendo, il nascituro viene immediatamente inserito all’interno di una determinata storia familiare che porta con sé le narrazioni delle generazioni precedenti. Questo bagaglio sarà così colmo di tradizioni, valori, miti, modalità comportamentali, eventi significativi, ruoli e quant’altro che, in una modalità diacronica, costituisce il processo di trasmissione intergenerazionale familiare.
La maggior parte delle volte il contenuto della valigia che ci viene tramandato risulta a noi sconosciuto e incomprensibile benché si risolva nella manifestazione quotidiana delle nostre azioni, interazioni, scelte. Inoltre, mantenendo ben sommersa la sua identità, accade spesso che diventi il fattore scatenante di un conflitto di coppia.
Il copione che si ripete
Quando si crea un legame di coppia ciascun individuo porta con sé le caratteristiche della storia familiare di appartenenza e, di conseguenza, anche il risultato del proprio processo di separazione-individuazione. Detto ciò, molto spesso le problematiche di coppia possono essere associate alla mancata differenziazione dalle figure significative della propria infanzia. Questo avviene perché risulta molto difficoltoso costruire una nuova relazione affettiva prima ancora di essere riusciti a separarsi da quella originaria. In questi casi, quest’ultima sembra avere ancora una posizione privilegiata. «Tu non sei mai cresciuto, sei ancora il cocco di tua madre», «Non hai mai preso le mie difese», «Chi hai più a cuore? La tua famiglia attuale o i tuoi genitori?», o ancora «Tua madre è sempre presente, anche nel nostro letto».
Questi sono solo alcuni dei racconti emersi nel setting terapeutico. Situazioni in cui uno dei due partner continua a mantenere un legame speciale con un genitore, o entrambi, quasi fosse un alleato da non poter tradire. Di conseguenza, l’altro membro della coppia può sentirsi privato di quel ruolo privilegiato che aveva acquisito al momento della costruzione della coppia.
Lealtà familiari sbilanciate
A questo proposito, Boszormenyi-Nagy introduce il concetto di lealtà invisibili. Si tratta di alleanze spesso negate o minimizzate, che se riferite ad un livello transgenerazionale si sviluppano verticalmente e risultano radicate molto più nel profondo rispetto a quelle orizzontali (nei confronti di fratelli, partner). Secondo questa teoria ciascun membro della famiglia ha una determinata posizione all’interno del sistema e per dimostrare la sua lealtà deve mantenere obblighi, impegni e ruolo precisi, rimandati a tempo debito alla nuova generazione. L’omeostasi del sistema è mantenuta dall’intreccio di ruoli e aspettative dei membri del sistema. In quest’ottica una famiglia può essere definita funzionale se si esprime attraverso la reciprocità. In ogni famiglia esiste un bilancio implicito, invisibile nel quale viene annotato quanto è stato “dato” e quanto si è “ricevuto”. Questa contabilità, che prende in considerazione più generazioni, ha una natura dialettica e ha come temi principali lo scambio di amore, affetto e sostegno che circola tra i singoli membri.
Ciascuno di noi, durante il ciclo vitale, rivestirà il ruolo sia di creditore che di debitore: ci si attenderà una giusta ricompensa per i propri contributi e una per i benefici ricevuti da terzi significativi. Quando si costituisce una nuova coppia in questa vengono uniti anche i due sistemi di merito familiari dai quali ciascun membro proviene. Ora, però, divengono necessari anche nuovi impegni di lealtà di tipo orizzontale, ossia verso il proprio partner, contestualmente a quelli verticali. È proprio in questo preciso momento che la coppia dovrà essere capace di riequilibrare le vecchie aspettative con quelle attuali. Questo nuovo legame richiederà ai due partner un impegno maggiore verso il nuovo sistema familiare che sta formarsi, superando le rispettive lealtà originali di appartenenza. Se ciò non dovesse avvenire si potrebbero originare conflitti nella coppia.
Differenziazione e creazione di una famiglia
Uno dei compiti principali di ciascun sistema familiare dovrebbe essere quello di sostenere i figli verso la ricerca di una propria autonomia e differenziazione. Questo avrà lo scopo di maturare nell’individuo una propria identità e una propria vita emotiva. In un secondo momento, nella vita adulta e contestualmente alla costituzione della coppia, a quest’ultima si rimanderebbe il compito di riequilibrare gli obblighi di lealtà. Si tratta sia di quelli verticali, verso le rispettive famiglie d’origine, sia di quelli orizzontali, verso il partner. In questo modo verrà sottolineata la necessità di definire una propria identità in quanto coppia. A questo proposito, un contesto terapeutico di coppia può essere uno spazio all’interno del quale entrambi i membri possono sperimentarsi.
Qui avranno la possibilità di ricercare uno scambio di lealtà più funzionale e di maggiore reciprocità con le proprie figure significative. Entrambi avranno modo di raccontarsi e riascoltarsi. Le loro rispettive storie familiari potranno avere spazio per essere ripensate condivise e digerite. Aspettative, mandati, miti e ruoli che tenevano legati alla generazione precedente potranno essere portati alla luce e dotati di nuovi significati. Le rispettive storie familiari potranno continuare ad essere tramandate alla generazione futura in modo più consapevole. La coppia potrà trovare sollievo e procedere nel suo percorso di sviluppo non sentendosi costretta ad attuare silenziosamente le richieste provenienti dal passato.
Scritto da Michela Magnanelli, psicoterapeuta ad orientamento Sistemico-Relazionale. Da anni si occupa di sostegno, educazione e formazione con bambini e adolescenti con disabilità nel contesto scolastico e all’interno di gruppi educativi.
Riferimenti bibliografici
Andolfi, M. (2009). Manuale di psicologia relazionale: La dimensione familiare (2nd ed.). Roma:Accademia di Psicoterapia della Famiglia.
Boszormenyi-Nagy, I. & Spark, G.(1988). Lealtà invisibili: La reciprocità nella terapia familiare intergenerazionale. Roma: Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore.
Bowen, M. (1979). Dalla famiglia all’individuo. Roma: Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore.
Bowlby, J. (1989). Una base sicura: Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento. Milano: Raffaello Cortina Editore.
Loriedo, C. & Picardi, A. (2017). Dalla teoria generale dei sistemi alla teoria dell’attaccamento: Percorsi e modelli della psicoterapia sistemico-relazionale (12thed.). Milano: Franco Angeli.




