Skip to main content

Vi presento Fulvia Ferrante

Ho personalmente conosciuto Fulvia Ferrante, persona sempre gentile e sorridente, soddisfatta del proprio lavoro: la riabilitazione equestre per i bambini con disturbo dello spettro autistico. Fulvia, non insegna solo ai bambini autistici, ma anche ai bambini normotipici da tanti anni e svolge il suo lavoro con passione a La Collina Storta, uno spazio immerso nel verde dove i bambini e i ragazzi possono svolgere molte attività con i cavalli, con gli asini e giocare tra di loro in mezzo alla natura. La cooperativa sociale “Tutti giù per terra” mette a disposizione questo spazio e organizza per i ragazzi con disturbo dello spettro autistico tantissime attività e laboratori per stimolare la socializzazione e soprattutto per permettere a questi ragazzi di integrarsi all’interno della società. Ho deciso di intervistare Fulvia per capire quali sono i benefici della riabilitazione equestre e com’è nata la passione per i cavalli e per il suo lavoro.

Ecco a voi l’intervista completa.

 

Ci racconti la tua storia personale? Com’è nata la passione per i cavalli e per l’insegnamento?

Si molto volentieri… ho 52 anni e per me il cavallo era inizialmente una passione, facevo tutt’altro, poi nel 2013 c’è stato un concatenarsi di eventi nella mia vita tra cui un problema fisico di salute e non sono più potuta salire a cavallo. Mi piaceva comunque rimanere nell’ambito per cui ho deciso di prendermi il brevetto come insegnante di equitazione e questo è stato ciò che definisco “un primo passo”. Come insegnante ho lavorato in molte strutture, poi per una casualità mi sono imbattuta ne La Collina Storta, dove ho iniziato a insegnare equitazione ai ragazzi.

Com’è nata l’idea della riabilitazione equestre per i bambini con disturbo dello spettro autistico?

L’idea della riabilitazione equestre nei bambini è nata grazie al mio lavoro qui nella struttura. Dopo un po’ di tempo che lavoravo qui come insegnante di equitazione, la coordinatrice della struttura mi ha chiesto di provare a svolgere l’attività equestre anche con i bambini autistici vista la mia pazienza e grande empatia nei loro confronti. Ho voluto provare! Inizialmente con un po’ di paura ma mettendomi in discussione ho costatato che riuscivo, che con loro ero molto paziente, che i bambini erano entusiasti dell’attività e mi ascoltavano. Questo mi faceva sentire soddisfatta del mio lavoro anche con loro, così nel 2016 ho deciso di prendere il brevetto di riabilitazione equestre ed il brevetto di equitazione integrata riguardante lezioni miste tra ragazzi/ bambini normotipici e ragazzi/bambini con disturbo dello spettro autistico. In poche parole, questo è stato il mio percorso e ti dico che a oggi mi piace di più fare le terapie piuttosto che insegnare ai ragazzi normotipici. Mi sento più portata, mi piace, loro mi ascoltano e mi sento veramente soddisfatta.

C’è una fascia d’età in cui la riabilitazione equestre è consigliabile? Quali sono le regole che i bambini/ragazzi devono seguire per montare a cavallo?

La fascia d’età? Dai tre ai cento anni, va bene sempre! Con obiettivi diversi ovviamente. In realtà, non ci sono regole rigide ma alcune direttive importanti come, ad esempio, indossare il casco per salire a cavallo, non passare mai dietro al cavallo, non urlare e non correre. Queste regole vanno ovviamente rispettate da tutti, sia da bambini normotipici sia dai ragazzi con disturbo dello spettro autistico. Infatti, quest’attività può aiutare i bambini autistici a capire, ad apprendere e rispettare il concetto di regola, ad aspettare il loro turno, a rimanere calmi e tranquilli alla presenza del cavallo e ad entrare in relazione con il cavallo stesso.

Quali sono Fulvia i benefici della riabilitazione equestre?

I benefici di quest’attività sono veramente tanti. Gli animali possono svolgere un ruolo importantissimo di mediatori nei processi terapeutici, riabilitativi e anche educativi. Ad esempio, nei bambini l’animale stimola l’attenzione, ma come dicevo prima non solo nei bambini. Negli adulti e negli anziani si evidenzia un giovamento sia sul piano fisico sia psichico, proprio perché le persone sono stimolate a compiere delle azioni motorie. L’impiego dell’animale, inoltre, non solo stimola e migliora la risposta del paziente ma spesso concorre alla riduzione dell’uso dei farmaci e, di conseguenza, la qualità della vita in generale migliora. In particolare, gli interventi assistiti con gli animali (con cani, gatti, asini, cavalli) sono rivolti sia a persone con disturbi fisici, neuromotori, psichici ma anche a persone sane e/o con disagio sociale.

Cosa può dirci di più rispetto a questi interventi assistiti con gli animali?

Che ne esistono diversi, e che ogni intervento è diverso. Ad esempio la Terapia Assistita con gli Animali (TAA) ha una valenza terapeutica ed è finalizzata alla cura dei disturbi della sfera fisica, cognitiva, emotiva ed è rivolta a soggetti con patologie fisiche e sensoriali di qualunque origine. Invece l’Educazione Assistita con gli Animali (EAA) è un intervento di tipo educativo e d’inserimento sociale, specialmente con persone con difficoltà. Può essere di gruppo, proprio per stimolare la socializzazione e può contribuire a migliorare la qualità della vita e l’autostima della persona. L’Attività Assistita con gli Animali (AAA), invece, è un intervento di tipo ludico-ricreativo attraverso il quale si promuove la corretta interazione tra uomo e animale e questa può essere svolta sia individualmente sia in gruppo, sempre allo scopo di favorire la socializzazione. Quindi attraverso la pratica sportiva, in altre parole con l’apprendimento delle tecniche utilizzate nell’equitazione, e attraverso l’esperienza del controllo dell’animale, il soggetto apprende competenze che possono essere utilizzate nella vita di tutti i giorni.

Quali sono i suggerimenti che potresti dare ai genitori di bambini con disturbo dello spettro autistico in merito alla riabilitazione equestre?

Direi loro senz’altro che è un’attività da cui il bambino o il ragazzo può trarre notevoli benefici. La routine di cura e di preparazione del cavallo, il rispetto verso l’animale, il lavoro di gruppo, il rispetto delle regole e dei turni ma anche lo scambio emotivo sono tutti elementi che il bambino ritrova nelle sue relazioni quotidiane e, dunque, utilizzabili in altri contesti della vita quotidiana aiutando il bambino con disturbo dello spettro autistico ad integrarsi con il mondo circostante. L’apprendimento del gesto equestre ha come obiettivo finale il raggiungimento di abilità motorie, caratteriali e sociali, attraverso il gioco e attraverso il contatto con l’animale. Non è il cavallo in sé a produrre un miglioramento, ma sono le competenze professionali e la conoscenza dello “strumento cavallo” che trasformano l’animale in “oggetto educativo e riabilitativo” efficace. In sintesi è un’attività che consiglio perché aiuta a sviluppare fiducia, coraggio, contribuisce ad aumentare il livello di autostima, migliora le capacità di attenzione e di autocontrollo.