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Età evolutiva

Autismo: le basi biologiche e la terapia della sabbia

13 Settembre 2019No Comments

Disturbo dello spettro autistico e fattori genetici e ambientali

Il disturbo dello spettro autistico è un disturbo del neuro sviluppo che si manifesta in età precoce, a volte anche durante i primi tre anni di età. Per fare diagnosi di autismo l’esame non è strumentale e dunque non riguarda test specifici a cui il bambino deve essere sottoposto ma riguarda l’osservazione del suo comportamento. Difatti i bambini con autismo mostrano dei comportamenti ripetitivi, hanno difficoltà nella comunicazione sia verbale che non verbale, hanno interessi ristretti e un attenzione molto bassa e spesso manifestano in maniera anomala le emozioni. Inoltre i bambini autistici mostrano difficoltà nell’organizzare, nel pianificare il proprio comportamento in base al contesto. Questi bambini hanno diritto ad un sostegno scolastico e vengono tutelati attraverso la stesura di un PEI (piano educativo individuale) che comprende gli strumenti utili all’apprendimento e viene redatto dalla collaborazione tra insegnati, terapisti e famiglia del bambino. Anche la tecnologia come computer e software possono aiutare il bambino nell’apprendimento.

Quindi programmi specializzati possono essere utili per l’apprendimento delle varie materie scolastiche, per lo sviluppo cognitivo, per lo sviluppo del linguaggio e delle abilità sociali. Purtroppo ancora oggi ci si chiede quali siano le basi biologiche dell’autismo ma una risposta unica e precisa non viene trovata vista la numerosità dei sintomi clinici che suggeriscono una molteplicità di cause. Gli studi che hanno preso in esame i gemelli omozigoti hanno evidenziato un’elevata concordanza (70-90%) per l’autismo, mentre nei gemelli dizigoti la concordanza risulta essere molto bassa in percentuale (0-10%) e questo è a favore dell’esistenza di una base genetica per quanto riguarda l’autismo. Tuttavia sono anche importanti i fattori ambientali che possono contribuire allo sviluppo della sindrome come l’esposizione delle madri durante la gravidanza ad infezioni virali come la rosolia oppure a sostanze chimiche come l’acido valproico utilizzato nel trattamento dell’epilessia e come stabilizzatore dell’umore.

 

Alcuni studi evidenziano che…

Dunque come precedentemente accennato i fattori genetici e i fattori ambientali possono cooperare tra loro ed intervenire nello sviluppo della sindrome anche durante la gravidanza o subito dopo la nascita del bambino. Uno studio recente riguardante il sequenziamento genetico, presentato al congresso nazionale American Society of Human Genetics 2018, ha evidenziato circa 102 geni associati allo sviluppo della sindrome autistica e ha permesso anche di capire quali di questi sono coinvolti e associati di più all’autismo (circa 52) e quali al ritardo dello sviluppo e alle disabilità intellettive (circa 47). Questi studi riguardanti la genetica sono importanti per riuscire a capire e spiegare l’ereditarietà e la biologia dell’autismo e sono anche importanti per riconoscere le varie manifestazioni genetiche distinguendo quali rientrano nel disturbo dello spettro autistico e quali invece riguardano problematiche diverse con caratteristiche che si sovrappongono a quelle dell’autismo. Questo studio è stato sostenuto da Mark J. Daly capo dell’unità di genetica analitica al Massachusetts General Hospital.

I bambini autistici mostrano dunque comportamenti ripetitivi, stereotipati e questi si evidenziano spesso anche nelle attività che essi svolgono. Proprio per questi motivi è utile stimolare il bambino con giochi di movimento per migliorare l’equilibrio e la coordinazione motoria. Per questo un attività che appunto insegna al bambino a rispettare i tempi, le regole, gli permette di socializzare e di coordinarsi è l’attività con i cavalli e dunque la terapia di riabilitazione equestre. Tuttavia altre attività che possono essere proposte riguardano giochi con paste colorate come il pongo oppure giochi con la sabbia. In merito a questo poniamo attenzione alla Sandplay, un metodo psicoterapeutico messo appunto da Dora Kalff negli anni 60. Questa terapia utilizzata principalmente in ambito evolutivo, consente al bambino di mettersi all’interno della Sandbox (cioè uno spazio dedicato pieno di sabbia) e giocare con degli oggetti posizionati all’interno in modo libero e creativo ed esprimere i contenuti più profondi del proprio animo.

 

I benefici della Sandplay Therapy

Innanzitutto come già anticipato questa terapia permette al bambino di esprimersi in modo creativo e totalmente libero, poi il contatto tattile con la sabbia che può essere asciutta, bagnata, modellabile può suscitare sensazioni positive nel bambino e stimolarlo a giocare con gli oggetti presenti nella Sandbox. Queste sensazioni funzionano anche come calmante per il bambino e aiutano nello sviluppo fisico, cognitivo e nella socializzazione. Lo sviluppo fisico viene incentivato perché scavando nella sabbia e raccogliendola per giocarci si attiva la muscolatura del bambino e anche la coordinazione motoria, e si incentiva la coordinazione occhio-mano soprattutto quando vengono utilizzate nelle attività di gioco le biglie, le formine e gli stampini. Le abilità cognitive possono essere sviluppate mediante misurini e tazze di diverse dimensioni che aiutano il bambino a comprendere alcuni concetti matematici (vuoto-pieno, pesante-leggero, più-meno, molti-pochi). Inoltre anche le abilità linguistiche possono essere rinforzate aiutando per esempio il bambino a descrivere i vari passaggi necessari per la costruzione di un castello.

La sabbia aiuta anche a socializzare, infatti i bambini spesso giocano insieme e si scambiano informazioni e condividono risorse per risolvere dei problemi reali anche di gioco, oppure possono essere coinvolti nella costruzione di castelli di sabbia e nell’invenzione di personaggi (questo va a stimolare sia le abilità linguistiche che la creatività e l’immaginazione) e queste attività potrebbero essere utili anche nei bambini autistici proprio per alimentare la fantasia e per aiutare la socializzazione con gli altri ma anche per migliorare la coordinazione motoria. La sabbia che viene utilizzata per questa terapia è la sabbia Kinetic una sabbia che non sporca ed è costituita il 98% da sabbia e il 2% di polimero non tossico quindi può essere utilizzata anche in casa (dunque anche i genitori possono stimolare i bambini a casa giocando con loro) ed è ideale da manipolare perché appunto ha un effetto calmante e quindi riduce lo stress e inoltre aiuta a mantenere l’attenzione (deficitaria nell’autismo dunque anche per questo si possono riscontrare notevoli benefici).

 

 

Riferimenti Bibliografici

Anastasis (2019) I disturbi dello spettro autistico.

(11/09/2019)

Santrock J.W. (Ed. 2). (giugno 2017) Psicologia dello sviluppo. Editore : McGraw-Hill.

Turner B.A., (maggio 2015) Manuale di terapia del gioco con la sabbia. Editore: Del Faro.