Le caratteristiche del bullismo
Il bullismo è un fenomeno estremamente diffuso, lo ritroviamo nelle scuole, nei contesti extrascolastici e perfino online. Difatti, con la diffusione dei mezzi tecnologici il bullismo può avvenire anche nel web attraverso foto e video compromettenti e messaggi indesiderati. Si parla in questo caso di cyber bullismo. Generalmente, il bullo prende di mira vittime deboli, introverse, non integrate al livello scolastico o extrascolastico attaccandole sia fisicamente sia verbalmente e portandole a isolarsi sempre di più e a non parlare della situazione che reca spesso vergogna. La parola bullismo deriva dal termine “bulling”, usato proprio per evidenziare prepotenze verbali o fisiche tra pari. Non c’è in questi casi un genere predominante, difatti sia i maschi sia le femmine possono compiere atti di bullismo ma in maniera differente. I maschi tendono ad agire attraverso aggressioni fisiche o verbali, mentre nel bullismo femminile si agisce di norma, ma non sempre, tramite provocazioni indirette o violenze psicologiche.
Le manifestazioni indirette al contrario di quelle dirette riguardano il pettegolezzo che costringe la vittima all’isolamento, il nascondere degli oggetti personali cui la vittima tiene, oppure il mandare messaggi e bigliettini offensivi e spiacevoli. Le caratteristiche del bullismo sono: l’intenzionalità, perché il bullo è consapevole del fatto che reca danno a un suo pari, la persistenza perché la vittima viene attaccata continuamente dal bullo, l’asimmetria perché il bullo sceglie generalmente una vittima debole che non è in grado di difendersi e rispondere in maniera adeguata agli attacchi e infine la mancanza di provocazione perché quando il bullo prende di mira una potenziale vittima la attacca senza una reale motivazione e senza che ci sia una provocazione diretta da parte di quest’ultima. Il bullismo compromette dunque la serenità e il benessere della vittima, può provocare gravi danni al livello fisico e al livello psicologico e può compromettere le relazioni della vittima con altri pari.
Quali sono le ripercussioni sia per la vittima che per il bullo?
Il bullismo che avviene nel contesto scolastico oltre a compromettere il benessere fisico e psicologico della vittima, può compromettere anche la prestazione scolastica, può portare la vittima a voler abbandonare la scuola ed alimentare l’insicurezza personale. È un fenomeno che indubbiamente va combattuto, perché tutti i bambini e ragazzi devono avere la possibilità di affrontare serenamente la scuola e hanno il pieno diritto di studiare per accrescere il loro bagaglio culturale. Un’altra caratteristica del bullismo riguarda i ruoli, perché il bullo non agisce mai da solo ma spesso è incoraggiato o sostenuto da altri compagni che lo fanno per non ottenere loro stessi le prepotenze da parte del bullo. Spesso, le vittime non sono difese proprio per paura del bullo e così le aggressioni e le provocazioni tendono ad aumentare nel tempo. Per questo motivo, gli effetti sulla vittima possono essere sia a breve termine che a lungo termine.
La vittima, oltre a provare paura, ansia, solitudine e bassa autostima potrebbe in un futuro sviluppare un disturbo depressivo fino ad arrivare a togliersi la vita, oppure diventare lei stessa impulsiva ed aggressiva, mentre il bullo potrebbe sviluppare un disturbo della condotta o compromettere la propria vita a causa di atti delinquenziali. Le problematiche della vittima invece possono portarla in età adulta poi, a non vivere serenamente relazioni amorose o d’amicizia, ad essere insicura in queste e nelle decisioni da prendere, a non affrontare in modo sicuro e determinato un attività e soprattutto ad isolarsi e non avere relazioni proprio per la paura che queste incutono. Cosi, la scuola dovrebbe rilevare precocemente atti delinquenziali, prevenirli e gestirli con efficienza proprio per non compromettere poi il futuro di entrambi i ragazzi, vittima e bullo. La rilevazione può avvenire anche tramite questionari compilati in maniera anonima per permettere alla vittima impaurita di rispondere in maniera sincera.
Come può agire la scuola per combattere il bullismo?
Gli insegnanti oltre ad osservare gli alunni sia nel contesto scolastico in classe sia durante le pause e la ricreazione possono appunto, somministrare dei questionari anonimi per capire se all’interno della scuola ci sono atti di bullismo. Può essere utile anche discutere e sensibilizzare i ragazzi spiegando loro cosa fanno realmente, cosa rischiano sia al livello di sanzioni che al livello personale, cercare di non ignorare ma di scoraggiare i comportamenti scorretti verso i compagni e soprattutto rendere partecipi i genitori del bullo per prendere provvedimenti. Questo perché molto spesso la famiglia del bullo può essere caratterizzata da ostilità, da poca attenzione nei confronti del figlio, da modelli educativi estremamente autoritari e stili educativi che sollecitano i comportamenti aggressivi. Chiaramente, il bullo associa cosi il comportamento aggressivo ad un mezzo per ottenere dagli altri tutto ciò che vuole e proprio per questo gli attacchi violenti non scaturiscono quasi mai da una provocazione da parte della vittima.
È importante anche, una volta individuato il bullo, capire i suoi comportamenti e le sue motivazioni e aiutarlo perché molto spesso si evidenziano problemi o difficoltà familiari come lutti, perdite, separazioni o rapporti conflittuali tra i genitori o familiari, difficoltà economiche e disturbi dell’affettività che vanno affrontati subito per non creare poi problematiche future. Lo stesso vale per la vittima, un aiuto psicologico è essenziale per non sviluppare un disturbo depressivo, per aprirsi alle relazioni e non isolarsi, per lavorare sulla bassa autostima e per impararsi a difendere nelle situazioni spiacevoli e a non farsi sottomettere. Dunque insegnanti, genitori, professionisti dovrebbero collaborare il più possibile per avere un quadro generale della situazione, capire come gestirla e affrontarla e, in questo modo, aiutare tutti gli studenti a vivere in maniera serena e piacevole il contesto scolastico per evitare un eventuale abbandono da parte dei ragazzi.
Riferimenti Bibliografici
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