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Ora ci sono anche gli autosessuali

Sul Corriere.it è stato pubblicato un articolo sugli autoasessuali. Sandro, un italiano di trentatré anni, è stato intervistato in quanto si dichiara, per l’appunto, autosessuale. L’uomo afferma che per lui l’autosessualità significa sentirsi abbastanza indipendenti dal bisogno di consumare rapporti sessuali. Non nega di poterne avere, ma ha sostenuto periodi di astinenza lunghi anche degli anni. Il trentatreenne ha detto di piacersi molto, tanto da voler fare l’amore con se stesso, prova una forte attrazione nei suoi stessi confronti. Una scoperta recente la sua, ossia quella di essere un autosessuale. Credeva che tutti si sentissero attratti da loro stessi e che addirittura si amassero, sentimento per il quale è stato coniato il termine autoromantici. Sembrerebbe essere davanti ad un’acuta forma di narcisismo, ma gli interessati tengono a precisare che in realtà è un vero e proprio orientamento sessuale.

Per sapere qualcosa in più del fenomeno è stata intervistata la sessuologa Roberta Rossi, presidentessa della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica. La Rossi afferma che se ne parla apertamente adesso, ma gli autosessuali sono sempre esistiti. La novità consiste nel fatto che oggi gli è stato dato un nome, riconoscendolo come orientamento sessuale che un individuo può avere. Uomini e donne che posso tranquillamente costruire un rapporto, sia sessuale che romantico, con il loro corpo e il loro cuore. Mario Rossi ama Mario Rossi, e infatti le cronache ci hanno abituato anche ai matrimoni single, di tanto in tanto; persone che convolano a nozze con loro stesse. Questo non preclude il fatto che possano intessere relazioni con il prossimo (chissà se lo vivono come un tradimento, una scappatella). La dottoressa non la definisce una forma di narcisismo estremo, bensì una sua estensione. Nell’intervista continua affermando, però, che sono molto rari e in trent’anni come psicoterapeuta casi del genere non gli sono mai capitati.

 

Un fenomeno limitato

Il Corriere ne parla e per questo esiste la notizia, ma non vuol dire che sia un fenomeno così diffuso, lo diciamo solo a fini statistici e non perché lo si voglia trattare come un orientamento deviato, e lo conferma Sandro, il quale dichiara di conoscere pochissimi autosessuali. Lo ha capito gradualmente, di essere un autosessuale, inizialmente ridendoci su e poi prendendo la cosa sempre più seriamente. Non ha mai avuto una cotta o avvertito le farfalle nello stomaco, specifica di essere un eterosessuale, però ha provato attrazione per uomini che gli ricordavano alcune sue peculiari caratteristiche. Trovarsi come dinnanzi ad una sorta di specchio rivelatore. Ha scoperto l’autosessualità anche grazie ai rapporti con le sue partner. Secondo Sandro, quando gli piace una ragazza gli appare naturale che debba piacersi moltissimo anche lei. Non ha problemi a parlare del suo orientamento e lo fa tranquillamente con le donne che frequenta.

Un argomento ancora poco discusso, motivo per cui lo preserva da stereotipi e pregiudizi. Quando apre il tema gli interlocutori, solitamente, reagiscono mossi dalla curiosità o minimizzano scherzandoci sopra. Credono che riguardi solo la sfera sessuale. Ma per lui, come detto all’inizio, significa essere piuttosto indipendenti dal bisogno di avere rapporti sessuali. Nei lunghi periodi di astinenza gli è accaduta una cosa insolita: essersi come dimenticato come fare l’amore con un’altra persona e cosa si sente relazionarsi intimamente con una donna, al punto di tornare a provare curiosità e a praticare sesso come fosse la prima volta. Ma per quanto dichiari di amarsi, non si sposerebbe mai con se stesso, come vuol fare la scrittrice statunitense Ghia Vitale dichiaratasi autosessuale e intenzionata a suggellare il suo amore con il matrimonio. Sandro non lo farà, semplicemente perché non crede nell’istituzione del matrimonio. Se ne vedrebbero delle belle nel momento in cui dovesse voler divorziare.

 

Narcisismo o disinteresse, paura, dell’altro?

A parte le facili battute, dette senza cattiveria, lungi da me fare considerazioni scientifiche, non ho titoli per farlo, ma qualche domanda sorge spontanea e delle considerazioni si possono fare, senza pronunciare sentenze o giudicare sbagliato un orientamento sessuale. La modernità ci ha abituato alle più svariate forme di pratiche sessuali, l’essere umano è libero di esercitare le forme di sesso che più aggradano, ovviamente rispettando il consenso dell’altro, non abusando di minori e di chi non è in grado di intendere e volere. Fatte le dovute specifiche, rimango colpito dal boom di pratiche che conducono gradualmente l’uomo, e con uomo copro tutti i generi oggi riconosciuti, a pratiche sessuali dove l’altro è escluso o mercificato. L’esplosione dei sex toys, delle bambole del sesso sempre più realistiche, dell’autoerotismo assurto a forma primaria dell’appagamento sessuale, porta alla ribalta fenomeni in cui regna la solitudine. Abbiamo notizia di uomini e donne che amano degli oggetti, come la propria automobile o un candelabro (una donna si è sposata con la Torre Eiffel,) tanto da dichiararlo pubblicamente.

L’autoerotismo è importante ma dovrebbe rimanere sullo sfondo: aiutare nei rapporti con un partner, mitigare un desiderio, scaricare la tensione erotica. L’altro diventa marginale, nei momenti del bisogno è solo uno strumento. Già, perché anche gli autosessuali alla fine cercano l’altro, anche se a distanza di tempo. Troppo spesso dimentichiamo uno dei fondamenti dell’essere umano: è un animale sociale e i tempi che stiamo vivendo sembra ci stiano portando da tutt’altra parte. Un profondo amore per se stessi esclude l’altro. Non avere rapporti intimi significa anche disinnescare l’empatia e avere sempre maggior diffidenza verso il prossimo. La comprensione dell’altro si regge sempre di più sullo stereotipo e sul giudizio superficiale. I social hanno aiutato l’isolamento, illudendo di poter avere rapporti sociali costruttivi tramite uno schermo e una tastiera. Gli autosessuali potrebbero obiettare molte cose in merito, ma il dubbio che non sia solo una forma di narcisismo può sorgere. In fondo viviamo in un’epoca dove il culto dell’ego è portato a livelli parossistici, e sempre allo stesso punto capitoliamo: l’altro è tagliato fuori.

 

Davide Testa

Segretario di Psicotypo ODV