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Il coming out

Per coming out si definisce la dichiarazione pubblica e volontaria del proprio orientamento sessuale. Molto spesso questo termine è confuso con quello dell’outing, che invece si riferisce alla rivelazione dell’orientamento sessuale di una persona senza il suo consenso. Svelare il proprio orientamento sessuale è una condizione importante per raggiungere un equilibrio personale tra l’identità pubblica e quella privata; per comprendere meglio questo concetto occorre fare riferimento alla teorizzazione di Vaughan e Waehler (2010) denominata Coming Out Growth (COG); secondo questi autori ci sono cinque caratteristiche legate all’orientamento sessuale: onestà/autenticità, identità personale/sociale, salute mentale/resilienza, sociale/relazionale e sostegno/generatività; in conformità a queste caratteristiche l’individuo oscilla in un continuum tra lo svelarsi ed il rimanere nascosto. Lo svelarsi (disclosure) comporta una lunga pianificazione piena di ansie e incertezze, mentre la dissimulazione porta alla messa in atto di strategie autocontrollanti che limitano il proprio sé.

Relazioni familiari e coming out

È stato rilevato da numerosi studi un legame tra coming out e relazioni familiari; la rivelazione dell’orientamento sessuale da parte di un membro della famiglia porta a una ridefinizione degli equilibri della famiglia e può essere paragonato ad un vero e proprio stressor. La disclosure mette in dubbio tutte le aspettative, i ruoli e credenze familiari e diverse possono essere le reazioni di entrambi i genitori. Alcuni genitori reagiscono sostenendo le scelte dei figli mentre nella maggior parte dei casi reagiscono con reazioni negative caratterizzate da shock e senso di colpa. Le madri sembrano reagire con maggiore rabbia e sensi di colpa mentre i padri reagiscono con maggiore rifiuto e preoccupazione circa il futuro dei figli (Barbagli & Colombo, 2001); sembrano non esserci differenze per i padri riguardo al coming out tra figli maschi e figlie femmine mentre per le mamme appare maggiore preoccupazione per il coming out delle figlie.

Affermano La Sala (2000) e Saltzburg (2004) che i genitori nel momento del coming out vivono quella che si potrebbe definire come una ferita narcisistica, sperimentano un senso di fallimento sia delle loro funzioni genitoriali e sia un contrasto tra i sentimenti di affetto sperimentati per il proprio figlio ed un vissuto di non accettazione o addirittura di disprezzo per la sua identità sessuale. Gli effetti del coming out risentono anche dell’eventuale religiosità dei genitori; più i genitori sono religiosi è maggiore è la probabilità che reagiscano in maniera aggressiva al coming out dei propri figli. Secondo numerosi autori (Bertone & Franchi, 2008; Schope, 2002; Lease et al., 2005) la rigidità e le posizioni conservatrici della chiesa in merito a tali argomenti, insieme al vissuto religioso genitoriale di tipo tradizionalista, possono essere alcune delle cause che spingono a reazioni negative di fronte alla disclosure ed al coming out dei propri figli.

Caratteristiche del nucleo familiare

Le caratteristiche familiari che giocano un ruolo rilevante nell’adattamento familiare al coming out sono: la coesione / adattabilità, gli stili di attaccamento, il livello di coesione/vicinanza nella diade genitore / figlio, genitori come reti di sostegno e di supporto sociale. Per coesione intendiamo il vincolo emozionale che lega ciascun membro della famiglia ad un altro e l’adattabilità si riferisce a tutte quelle dinamiche di negoziazione ed organizzazione dei ruoli familiari; entrambi questi processi, se bilanciati nella famiglia prima del coming out, predicono reazioni genitoriali meno negative (Willoughby et al., 2006) entrambe queste componenti agiscono come fattori protettivi. Gli stili di attaccamento sicuro aiutano le persone a fronteggiare le manifestazioni di omofobia, aiutano anche a ricevere reazioni genitoriali meno negative e riportano meno pensieri depressivi. Viceversa chi esperisce stili di attaccamento insicuro sperimentano difficoltà di accettazione, alti livelli di omonegatività interiorizzata e problematiche di futuro svelamento (Mohr & Fassinger, 2003).

Ulteriori variabili da considerare sono: il livello preesistente di vicinanza, apertura e conflitto nella diade genitore-figlio; il tempo trascorso insieme; l’importanza dei genitori come fonte di supporto sociale e la disponibilità di altre fonti di sostegno; (Green, 2000; Heatherington & Lavner, 2008). Un contesto che garantisce e promuove l’autonomia è in grado di mediare la relazione tra disclosure e vissuti di paura, depressione e autostima, mentre le situazioni vissute come stigmatizzanti annullano questo effetto e offrono un deterrente rispetto allo svelamento (Legate, Ryan & Weinstein, 2011).
Un coming out elaborato positivamente dal sistema familiare può essere definito come una serie di adattamenti reciproci tra tutti i membri della famiglia e implica l’auto-accettazione e l’affermazione da parte del figlio della propria identità omosessuale, l’apertura del sistema familiare verso l’esterno, la crescita di tutti i membri della famiglia, il coinvolgimento delle famiglie d’origine e del contesto sociale allargato.

 

Uno studio su coming out femminile e contesti familiari

Chiari (2006) ha condotto una ricerca che metteva in relazione le reazioni familiari, a breve ed a lungo termine, alla notizia di coming out, confrontandole con alcune caratteristiche dei componenti della famiglia. Si comunica la notizia prima alla madre e sono in un terzo dei casi al padre; le reazioni di questi ultimi al coming out sono, nella maggior parte dei casi, di rifiuto, comprensione e indifferenza rispetto a quello delle madri che esprimono rifiuto e preoccupazione. La differenza potrebbe essere valutata nell’ambito di una differente interiorizzazione dei ruoli di genere; i padri tenderebbero maggiormente ad essere maggiormente rifiutanti mentre le mamme a provare un forte senso di colpa e di rabbia. Occorre in ultima analisi valutare come secondo Savin-Williams e Dubé (1998), il rifiuto sia necessario nell’elaborazione del coming out dei figli, in quanto permette di creare uno spazio di elaborazione ristabilendo, all’interno della famiglia, un nuovo equilibrio.

Considerando le relazioni tra fratelli e sorelle assistiamo alle seguenti reazioni: comprensione, solidarietà ed indifferenza. La comprensione è presente in misura maggiore nel rapporto tra fratelli e sorelle rispetto a quelli tra genitori e figlie; questo dato si potrebbe spiegare alla luce della vicinanza generazionale che intercorre tra fratelli ed alla diversità di ruoli all’ interno del nucleo familiare. Lo studio di Chiari ha analizzato e confrontato le reazioni al coming out con la professione dei genitori; è emerso come le casalinghe abbiano maggiori reazioni comprensive rispetto alle madri insegnanti che oscillano tra il rifiuto e la comprensione. Considerando la professione paterna è emerso come il libero professionista ha reazioni di comprensione ed indifferenza rispetto alla dichiarazione della figlia. Dopo il coming out si è visto come i rapporti con le madri sembrano essere maggiormente a rischio mentre quelli con i padri ed i fratelli tendono a rimanere gli stessi.

 

L’importanza del lavoro terapeutico

È utile che noi professionisti del campo psicologico e terapeutico accogliamo questi ragazzi e queste ragazze e le loro famiglie al fine di poter agevolare il processo di disclosure e di coming out, facilitando le risorse comunicative e relazionali tipiche di ogni famiglia. In tal caso è importante che noi professionisti rimaniamo costantemente aggiornati in merito a tali tematiche e che per ulteriori informazioni in merito ci rifacciamo alle “Linee Guida per la consulenza e per la psicoterapia con persone gay, lesbiche e bisessuali” elaborate da Vittorio Lingiardi e Nicola Nardelli ed approvate Consiglio dell’Ordine degli Psicologi del Lazio l’11 febbraio 2013. Questo documento ci permette di avere una panoramica storica circa la tematica, un confronto con le norme e linee guida europee ed internazionali e ci consente di analizzare strumenti e risorse personali, sociali e familiari utili ai professionisti della salute e del benessere mentale.

Scritto da Valeria Natalello, Psicologa –  www.valerianatanello.altervista.org

 

Riferimenti bibliografici

Baiocco, R., Marasco, B., Astuto, A., Lonigro A. (2012). Qualità della relazione con i propri genitori, funzionamento familiare e coming out in giovani gay e lesbiche. Counseling. Giornale italiano di ricerca e applicazioni, 5, 193–206

Lingiardi, V., Nardelli, N., (2014). Linee guida per la consulenza psicologica e la psicoterapia con persone lesbiche, gay e bisessuali, MI: Raffaele Cortina Editore

Zambelli, L., (2013). L’omosessualità femminile in Italia: donne e coming out tra famiglia, amici e lavoro. Quaderni di Donne & Ricerca, 32/2013