Spuzzare uno spray può essere letale
La tragedia è maturata in pochi minuti, nella discoteca Lanterna Azzurra in provincia di Ancona. Come riporta il Fatto Quotidiano, intorno all’una di notte nel locale, pieno per l’attesa del concerto di Sfera Ebbasta, noto trapper che spopola tra i giovanissimi, un giovane incappucciato utilizza uno spray urticante scatenando il panico. I ragazzi sono fuggiti, molti dei quali tramite l’uscita di sicurezza. La balaustra di ferro ha ceduto e i giovani sono caduti in massa. Cinque minorenni, tutti tra i 14 e i 16 anni sono morti, oltre ad una donna di 39 anni, madre di una piccola fan del cantante. Una vicenda riportata ampiamente da tutti i media, dove si possono vedere centinaia di video postati dai ragazzi, che rendono bene l’idea dell’accaduto.
Ci sono stati molti feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni, sette di loro sono in rianimazione e rischiano di non farcela. Una discoteca molto piccola, la capienza nella sala, dove si sarebbe dovuto tenere il concerto, è di neanche cinquecento persone. L’evento aveva suscitato un forte richiamo tra i giovani, tanto che si sono organizzati dei trasferimenti in autobus dai paesi limitrofi. Oltre un migliaio di ragazzi, molti di più di quelli che il locale poteva contenere, si parla di 1400 biglietti venduti. Le indagini da parte della procura sono in corso, ma quello che appare evidente è l’insieme di cause concatenanti che hanno portato in pochi minuti a una tragedia, soprattutto l’incoscienza di chi commette un’azione senza mai valutare le conseguenze. Ovviamente saranno da valutare anche se le norme di sicurezza del locale siano state rispettate, anche se ad una prima impressione sorgono dei dubbi, non è questo il contesto per dare giudizi definitivi.
Il “giallo” del finto concerto circola su facebook
Ad alimentare lo sconcerto per il tragico evento si aggiunge un giallo che sta circolando su Facebook, e riportato dal quotidiano Leggo.it. Un ragazzo ha postato sul suo profilo del social un video alle due del pomeriggio di domenica nove dicembre. Il giovane afferma di essere stato alla Lanterna Azzurra, definisce l’accaduto più che sconcertante e domanda: se Sfera Ebbasta si doveva esibire alla mezzanotte e quaranta, perché a mezzanotte e dieci si trovava ancora sul palco dell’Altromondo, un altro locale di Rimini? Inoltre, perché Sfera Ebbasta non ha mai scritto, sui suoi social, che si sarebbe esibito al Lanterna Azzurra? Tutto per dire che l’evento è stato inventato per attirare gente e, sempre secondo il giovane, lo spray urticante sarebbe stata la “trovata” per far annullare il concerto, che nella realtà non era in programma. Sono tutte affermazioni che sicuramente andranno al vaglio degli investigatori, ma una cosa certa è che i biglietti per i due eventi sono stati stampati identici, stessa grafica, stesse tonalità di colore e stessa foto del cantante.
Oltre a questo, nei biglietti non c’era scritto l’orario di esibizione né tantomeno se si sarebbe trattato di un concerto o di un dj set. Però, sui biglietti vidimati dalla Siae, per il concerto al Lanterna Azzurra, l’orario indicato era quello delle ventidue. E, infine, la commissione provinciale, cui spetta la pianificazione dei servizi d’ordine e sicurezza all’esterno dei locali, non era stata avvisata del concerto. Un fatto di cronaca drammatico e surreale. Il dato certo è che dei giovani hanno perso la vita in una sera di festa. Norme di sicurezza non rispettate, forse un la creazione di un falso evento e il gesto scellerato di un giovane che decide di spruzzare spray urticante nel bel mezzo della sala. Un mix letale, dove la superficialità regna sovrana e ci si rende conto come, oggi, molti agiscano non prendendo mai in considerazione le possibili conseguenze di ciò che fanno.
Tornare a saper valutare le conseguenze
Il mondo cambia e i giovani che lo popolano seguono tendenze, ideali, musiche diverse da vent’anni fa. Un cantante oggi spopola tramite il web, prima che dal lancio di una casa discografica. E i trapper ne sono un esempio lampante. Organizzano il loro successo grazie ai social, a vent’anni hanno un successo sbalorditivo e diventano i portavoce degli stili di vita, i sogni, gli ideali che guidano i loro coetanei. Muovono soldi e interessi impressionanti. Intorno a loro si muovono anche i gestori di locali come il Lanterna Azzurra, che lucrano sulle loro esibizioni, vere o presunte che siano. Locali che non rispettano le norme di sicurezza, dove si aggregano giovani armati di telefonino, pronti a riprendere ogni istante della loro vita, in cerca di un senso di appartenenza. Giovani che si vogliono divertire possono incontrare il loro destino dentro un locale, dove potrebbe esserci chi decide di commettere un atto senza vagliare le conseguenze.
Già, uno dei grandi mali del nichilismo, che avvolge questa epoca, è proprio il non pensare mai al futuro in maniera concreta. Agire senza mai chiedersi degli effetti possibili sugli altri e su se stessi. Non capire quanto possa essere pericoloso utilizzare uno spray in un luogo affollato, non comprendere che riempire oltre il dovuto una discoteca, non valutare che un eccessivo ritardo dell’esibizione dell’artista, sono tutti elementi che messi insieme, e anche presi singolarmente, possono avere conseguenze come quella di venerdì notte. Si agisce sempre in nome del personale interesse e divertimento, non valutando mai la giustezza delle proprie azioni nei confronti dell’altro. Il prossimo ridotto solo ad un tramite e non un qualcuno con cui condividere realmente i motivi per cui ci si è ritrovati in un posto, sono alla base di tragedie assurde come questa.




