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Il Geographical Offender Profiling e le indagini sui crimini seriali

Nato nei paesi anglosassoni, il GOP è uno degli ultimi approcci all’offender profiling. Questo strumento è stato sviluppato all’interno della comunità scientifica per aiutare le investigazioni di polizia. L’obiettivo del GOP è delimitare un’area geografica quale probabile luogo di residenza dell’autore di una serie di crimini. La presunta conoscenza della zona in cui si ritiene che il ricercato risieda, permette un razionale impiego delle forze impegnate nelle indagini. Essa rappresenta infatti un criterio aggiuntivo per l’elaborazione della lista dei sospetti (Picozzi & Zappalà, 2002). Negli anni recenti questo processo di analisi è stato notevolmente semplificato grazie allo sviluppo di nuove tecnologie informatiche (Soria & Villalba, 2017). Il geographical profiling è stato originariamente ideato per le indagini sugli omicidi seriali. Successivamente, questo metodo è stato applicato a numerosi altri tipi di crimini seriali: stupro, rapina, incendio doloso, ma anche ai crimini informatici e per studiare i modelli geospaziali di comportamento delle cellule terroristiche.

Nella sua forma più elementare, la creazione di profili geografici implica l’utilizzo della conoscenza dei siti del crimine per prevedere la più probabile posizione della residenza (o qualche altro punto di ancoraggio, come il luogo di lavoro) dell’autore. Molti profiler sono attenti a sottolineare che questa procedura non risolve i casi di reato. Piuttosto, è un modo di gestire le informazioni al fine di supportare le investigazioni sui crimini seriali e dare un ordine di priorità ai sospetti (Bennell & Corey, 2007). Negli anni Novanta sono stati sviluppati diversi sistemi computerizzati di geographical profiling. In sostanza, sulla base di una quantità di dati sul comportamento spaziale dell’autore di reato, funzioni matematiche vengono applicate per produrre una superficie di probabilità. La ricerca ha dimostrato che la maggior parte degli offender seriali percorre distanze relativamente brevi dalla propria casa per commettere crimini. Il luogo di abitazione di molti criminali seriali può quindi essere cercato nella loro area di attività criminale. Per questo motivo i sistemi di geographical profiling possono produrre profili sufficientemente accurati.

 

Fondamenti teorici e modelli

I fondamenti teorici alla base del profilo geografico sono tre approcci che collegano lo spazio fisico con il comportamento criminale. Secondo la Rationale Choice Theory gli individui sono esseri razionali che eseguono comportamenti diversi come risultato di un processo decisionale complesso influenzato da fattori interni (personalità, interessi, disturbi mentali, esperienza, ecc.) ed esterni (condizioni di vita, livello di impegno, grado di sicurezza, gravità della punizione, ecc.). La critica principale a questo approccio teorico è rivolta all’assunzione che i processi cognitivi siano la determinante fondamentale dell’atto criminale. Di conseguenza, le aggressioni sessuali o gli omicidi caratterizzati dalla spontaneità e dall’impulsività dell’atto, che mancano di un ulteriore beneficio, rimarrebbero inspiegati. In base alla Routine Activity Theory, invece, un atto criminale è dovuto alla coincidenza di tre fattori: un individuo motivato, un obiettivo desiderabile, l’assenza di un controllo. Il problema principale di questa seconda teoria sta nell’accoglimento del ruolo passivo dell’aggressore rispetto all’azione deviante.

La Crime Pattern Theory di Brantingham e Brantingham combina la Rationale Choice Theory, la Routine Activity Theory, i principi della psicologia ambientale e quelli della scuola di criminologia ecologica. Essa stabilisce che le opportunità di delinquere sono distribuite in modo né equo né casuale nello spazio e che non tutti gli individui le percepiscono in modo simile. Questo terzo approccio utilizza concettualizzazioni di entrambe le teorie precedenti. In primo luogo, ritiene che ogni essere umano generi modelli mentali basati sull’informazione circa lo spostamento nello spazio fisico e nel tempo. In secondo luogo, assume che le persone predisposte a delinquere producano strutture mentali con informazioni utili per commettere uno specifico crimine. Questi schemi vengono sviluppati attraverso le attività quotidiane e anche tramite l’interazione con gli altri. La teoria inoltre riconosce l’importanza della motivazione affettiva o strumentale, così permettendo l’integrazione di quei crimini le cui caratteristiche sono l’impulsività e la spontaneità (Soria & Villalba, 2017). Infine, secondo la cosiddetta “legge di decadimento” l’attività criminale decresce all’aumentare della distanza dell’ipotetico luogo del reato dall’abitazione del reo.

Tra i principali modelli del GOP ci sono il metodo di localizzazione elaborato dal “Centre of Investigative Psychology” di Liverpool, diretto da David Canter, e quello sviluppato dal team guidato da Kim Rossmo, ispettore capo del dipartimento di polizia di Vancouver. Il team di Canter ha sviluppato un software chiamato “Dragnet” per delimitare l’area di residenza del reo. Il programma analizza i siti del crimine nell’insieme piuttosto che uno alla volta e produce una mappa di priorità per indicare in quali zone si trova, con una certa probabilità, la residenza del reo. Rossmo ha sviluppato un modello chiamato “Criminal Geographic Targeting”. Il CGT elabora una mappa tridimensionale denominata “jeopardy surface”, in cui l’altezza di ogni punto è proporzionale alla probabilità che il domicilio del reo si trovi in quella posizione. La mappa si sovrappone a una cartina topografica della zona in cui sono stati commessi i crimini ottenendo così un geoprofilo (Picozzi & Zappalà, 2002).

 

Possibile applicazione nell’ambito degli attacchi terroristici

Il geographical profiling coadiuva le indagini sui crimini seriali sfruttando modelli spaziali identificabili esibiti dai criminali allo scopo di isolare la probabile posizione della loro abitazione. Se un tale compito potesse essere portato a termine con un grado relativamente alto di accuratezza nel campo militare e dell’Intelligence, risulterebbe vantaggioso nell’attuale guerra al terrorismo. Il ciclo dell’Intelligence prevede infatti delle fasi di raccolta ed elaborazione delle informazioni che possono essere molto gravose. Il GOP potrebbe consentire di ridurre la quantità di dati da vagliare. L’utilizzabilità delle tecniche di geographical profiling in questo contesto dipende in gran parte dal fatto che il comportamento spaziale dei terroristi sia simile a quello dei criminali seriali. Si possono in effetti ravvisare alcune somiglianze tra l’offender seriale e il tipico terrorista. Ad esempio entrambi commettono reati multipli, pur perpetrando i loro crimini per motivi diversi. Se c’è sufficiente somiglianza tra i due tipi di autori di reato, e in alcune occasioni c’è, allora dovrebbe essere possibile produrre un geographical profiling accurato.

Essenzialmente, perché un geographical profiling computerizzato risulti preciso si devono dare cinque condizioni: 1. Il profilo deve essere basato su più siti del crimine; 2. I reati devono essere collegati allo stesso autore; 3. L’autore dei reati non può essere pendolare, cioè non deve compiere l’attività criminale al di fuori della propria area di conoscenza; 4. La distribuzione dei possibili target deve essere relativamente uniforme intorno alla residenza dell’offender; 5. L’offender non può spostare i propri punti di ancoraggio o operare da punti di ancoraggio multipli. Probabilmente i primi due assunti saranno frequentemente soddisfatti nel contesto terroristico. Attacchi terroristici multipli sono solitamente commessi dai terroristi e queste attività potranno in genere essere collegate tra loro. Infatti i gruppi terroristici sono soliti rivendicare ufficialmente le loro azioni. Gli ultimi tre assunti solo a volte verranno soddisfatti, e dipenderà dal gruppo e dai suoi obiettivi. Nonostante necessitino ulteriori ricerche, il GOP potrebbe risultare utile nel caso del terrorismo interno, piuttosto che in quello internazionale (Bennell & and Corey, 2007).

 

Possibile applicazione nell’ambito dei crimini informatici

Il crescente utilizzo dei dispositivi cellulari e l’incremento dell’uso di internet su di essi, ha favorito un aumento consistente del numero e del tipo di crimini informatici. Lo sviluppo delle tecnologie mobili di informazione e comunicazione ha trasformato e continuerà a trasformare i modelli spaziali della criminalità per tre ragioni: 1. Gli offender usano le nuove tecnologie quando commettono un crimine; 2. Le forze dell’ordine si affidano alle nuove tecnologie per indagare sulla criminalità e prevenirla; 3. I ricercatori usano le nuove tecnologie per studiare il crimine (Vandeviver & Bernasco, 2017). Per la maggior parte dei tipi di crimine informatico, le fasi della procedura non sono casuali. Per esempio, la scelta della vittima e la scelta del luogo seguono una logica che potrebbe fornire informazioni utili sull’autore del reato. Il geographical profiling si può applicare in questi casi, ma a determinati tipi di crimine e a determinate condizioni. Nelle indagini sui crimini informatici, le forze dell’ordine devono modificare le tecniche utilizzate con i crimini tradizionali per incontrare requisiti e caratteristiche unici dello spazio virtuale.

Il cyberspace crea situazioni particolari in cui la pratica investigativa classica non può essere pienamente applicata. In primo luogo, la distanza geografica tra la vittima e l’offender può essere maggiore. Inoltre, internet contiene una quantità significativa di informazioni personali; fornisce ai delinquenti un maggiore accesso ai bersagli; consente ai trasgressori di nascondere la propria identità e rende capace un predatore di cercare particolari tipi di potenziali vittime. La ricerca ha dimostrato che alcuni tipi di cybercrime soddisfano i requisiti per un geographical profiling di successo. Il motivo è che i criminali informatici seguono una certa logica e la maggior parte dei loro atti presenta degli schemi. Nonostante ci siano limiti associati all’uso del GOP nel cybercrime, i benefici sembrano promettenti, soprattutto quando il crimine ha un chiaro requisito o un’aspettativa di una dimensione fisica. Per esempio nel caso del “credit card skimming” o dello “spear phishing”, frodi per cui dei truffatori si procurano illegalmente i dati delle carte di credito o ottengono con l’inganno un accesso non autorizzato a dati sensibili.

 

Scritto dalla dr.ssa Anna Calabresi, psicologa clinica, esperta in Psicologia giuridica, investigativa e criminale, in Psicodiagnostica e in Psicologia delle Dipendenze. Ha svolto attività di ricerca nell’ambito della criminalità informatica e del terrorismo di matrice jihadista. Ha frequentato il Corso di Perfezionamento in Intelligence e Analisi delle Fonti Aperte presso l’Università di Roma LUMSA. Si sta specializzando in Psicoterapia Breve Strategica.

 

Riferimenti bibliografici

Bennell, C., & and Corey, S. (2007). Geographic Profiling of Terrorist Attacks. In Kocsis, R. N. (Ed.). Criminal Profiling: International Theory, Research, and Practice (189-203). Totowa, NJ: Humana Press Inc.

Butkovic, A., Mrdovic, S., Uludag, S., & Tanovic, A. (2018). Geographic Profiling for serial cybercrime investigation. Digital Investigation, 18, 1-8.

Picozzi, M., & Zappalà, A. (2002). Criminal Profiling: Dall’analisi della scena del delitto al profilo psicologico del criminale. Milano: McGraw-Hill Education.

Soria, M. A., & Villalba, D. (2017). Review: Principles of Geographical Profiling. Journal of Forensic Biomechanics 8 (1), 1-3. DOI: 10.4172/2090-2697.1000133.

Vandeviver, C. & Bernasco, W. (2017). The geography of crime and crime control. Applied Geography, 86, 220–225.