Il movimento QAnon e l’assalto al Campidoglio
QAnon è una teoria del complotto di estrema destra emersa tra il 2016 e il 2017 e rapidamente salita alla ribalta negli Stati Uniti. Si tratta di un assemblaggio di teorie cospirazioniste secondo le quali Donald Trump starebbe conducendo una guerra segreta contro una congrega internazionale di pedofili satanisti. Di quest’ultima farebbero parte celebrità hollywoodiane, miliardari e democratici dediti a culti satanici e sacrifici umani. Il movimento QAnon rappresenta un riconosciuto pericolo per la sicurezza pubblica e l’’FBI lo ha identificato come una potenziale minaccia terroristica interna. è infatti comprovata la capacità delle teorie del complotto di promuovere la violenza terroristica. Il movimento QAnon ha contribuito alla radicalizzazione di diverse persone che hanno poi condotto gravi atti di violenza. Alcune narrazioni delle teorie cospirazioniste possono sostenere o legittimare tacitamente azioni violente. è ragionevole presumere che grazie ai social media gli individui più estremisti possano essere facilmente esposti a teorie del complotto potenzialmente dannose. In questo modo le loro opinioni possono venire rinforzate e, di conseguenza, essi possono essere indotti a compiere azioni criminali (Amarsingam & Argentino, 2020).
Il 6 gennaio 2021 a Washington si è verificata una situazione senza precedenti nella storia americana moderna: il Congresso degli Stati Uniti d’America, tempio sacro e simbolo di democrazia, è stato preso d’assalto da migliaia di sostenitori di Donald Trump. Convinti che la vittoria di Joe Biden sia frutto di brogli elettorali, gli assalitori volevano trovare e distruggere i voti espressi dai grandi elettori. Il tutto nel vano tentativo di impedire la sconfitta di Trump. I dimostranti hanno fatto irruzione in Campidoglio interrompendo la procedura di ratifica dell’elezione di Joe Biden da parte delle Camere riunite in seduta congiunta. Tra gli assalitori spiccavano i seguaci di QAnon capeggiati da Jake Angeli, lo “sciamano” di QAnon, una figura ormai nota alle autorità e agli studiosi delle teorie complottiste. Armato di lancia e bandiera americana, copricapo con le corna, torso nudo e pelliccia di bisonte, Angeli è diventato l’uomo simbolo della giornata di disordini.
Come nasce e come funziona QAnon
Nato negli Stati Uniti, il fenomeno QAnon investe oggi più di 70 Paesi nel mondo, grazie anche alla pandemia di COVID-19 e alla diminuzione della fiducia nelle istituzioni. Il movimento QAnon è sorto all’indomani delle elezioni presidenziali americane del 2016 che videro il candidato repubblicano Donald J. Trump prevalere sulla candidata democratica Hillary Clinton. Il brand QAnon congloba al suo interno i sostenitori delle rivelazioni cospiratorie di “Q”, un anonimo utente internet (Molle, 2021). I post (drops) di “Q” sono criptici e formati da briciole (breadcrumbs) oscure di informazione e domande poste al lettore in merito a eventi nazionali e globali. Le ipotesi sono formulate in modo da stimolare l’interpretazione dei partecipanti. Queste briciole di informazione vengono poi riprese da una vivace comunità che fornisce un’interpretazione collettiva (Marwick & Partin, 2020). I membri di QAnon partecipano pertanto attivamente alla creazione e alla diffusione della conoscenza sulla cospirazione. Per i suoi contenuti e le sue attività, compresi l’assalto a Capital Hill, si dà la necessità di monitorare questo movimento, che pone un serio problema di radicalizzazione.
I movimenti che avevano supportato la campagna elettorale di Trump si sono alla fine raccolti sotto l’etichetta di QAnon. Essi hanno creato un network dotato di un sistema parallelo di social media, come le piattaforme 4chan, 8chan, gab.com, Parlor e Telegram. Tramite i social media, i seguaci di QAnon diffondono teorie e idee e reclutano nuovi membri. Il punto di riferimento è costituito dalle teorie di “Q”, ma ciascun utente può incrementare, adattare e modificare i contenuti diffusi. Secondo i sostenitori di QAnon il presunto “deep state” combattuto da Donald Trump avrebbe l’obiettivo di raggiungere l’immortalità e dominare le masse. La mancata rielezione di Trump costituirebbe per i simpatizzanti del movimento la prova definitiva dell’esistenza della cospirazione (Molle, 2021). Sebbene l’origine di QAnon sia relativamente recente, la base cospirazionista su cui poggia è una costante della politica americana almeno a partire dalla Guerra Fredda. Quanto accaduto a Capitol Hill, non è da imputare strettamente e unicamente alle vicende elettorali americane, ma è il risultato di un mondo sempre più radicalizzato.
Fattori psicologici alla base dell’attrazione per le teorie del complotto
Le teorie complottiste forniscono spiegazioni di eventi particolarmente grandi e significativi che tirano in ballo cospirazioni segrete di gruppi potenti e malvagi. Ma quali sono i fattori psicologici alla base della popolarità delle teorie del complotto? La credenza nelle cospirazioni sembra essere sostenuta da tre tipi di motivazioni: motivazioni epistemiche (comprendere il proprio ambiente); motivazioni esistenziali (sentirsi al sicuro e pensare di avere il controllo sul proprio ambiente); motivazioni sociali (conservare un’immagine positiva di sé e del proprio gruppo sociale). Queste motivazioni, insieme alla carenza di informazioni disponibili, di adeguate capacità cognitive e di pensiero critico, possono contribuire all’adesione alla cospirazione. Le teorie del complotto possono inoltre rinforzare convinzioni a cui si è già affezionati, per esempio che la vaccinazione sia dannosa. La fede nelle teorie del complotto è più forte quando mancano chiare spiegazioni ufficiali e quando le persone sperimentano l’angoscia dell’insicurezza. Quanto alle conseguenze psicologiche dell’aderenza alla cospirazione, sono necessarie indagini longitudinali e sperimentali controllate in particolare sulle popolazioni più svantaggiate e minacciate (Douglas, Sutton & Cichocka, 2017).
Il movimento QAnon è nato su Internet e lì continua a reclutare membri. Per quanto bizzarre possano sembrare, le teorie del complotto di QAnon non rappresentano nulla di nuovo, si tratta di congetture datate e raggruppate in una sola ipotesi. Quello che ha fatto l’utente “Q” è stato galvanizzare le persone attorno a una serie di idee e armarle. Questi individui, pur mancando una struttura centralizzata, percepiscono un senso di appartenenza al gruppo, condividono un senso di destino comune e si supportano a vicenda. Si può supporre che i meccanismi di radicalizzazione siano molto simili a quelli dei gruppi estremisti di matrice religiosa. In entrambi i casi è centrale il ruolo dei social media nel promuovere un percorso di auto-radicalizzazione. Al momento non si può tracciare un profilo dei potenziali simpatizzanti di QAnon. Si può tuttavia affermare che il rischio di una radicalizzazione di massa è concreto, soprattutto tra le fasce più giovani e meno istruite della popolazione.
Il rischio di radicalizzazione legato a QAnon e la necessità di sviluppare un pensiero critico
Il carattere interattivo e i contenuti cospiratori rendono l’esperienza di fruizione delle teorie di QAnon estremamente avvincente. La radicalizzazione è un processo attraverso il quale le persone diventano progressivamente più motivate a usare la violenza per raggiungere degli obiettivi. Si tratta di un percorso nel quale intervengono fattori sia individuali che sociali. In particolare sembrano avere peso fattori come il desiderio di appartenenza, l’influenza dei media, la ricerca di un’identità. Il cammino verso la radicalizzazione vede diverse fasi: si parte da una fase in cui il soggetto prova una semplice simpatia per un movimento o un’ideologia; si passa poi per una fase di identificazione e indottrinamento, in cui si sviluppa un senso di appartenenza e una distinzione netta tra ciò è dentro il gruppo e ciò che è fuori; si giunge quindi a una fase in cui si è pronti ad attivarsi e ad agire per raggiungere gli obiettivi del gruppo.
I seguaci di QAnon nutrono assoluta devozione per il loro leader “Q”. Le persone che hanno credenze più forti sulla teoria della cospirazione sono più propense ai crimini quotidiani e hanno intenzioni comportamentali ostili più forti nei confronti degli altri gruppi (Sternisko, Cichocka & Van Bavel, 2020). Le teorie del complotto di maggior successo si trasformano e si evolvono per conservare il loro potere attrattivo. Sono sensazionalistiche, presumono che nulla sia casuale e hanno bassi standard di prova: sono principalmente costruite intorno a lacune e ambiguità o a domande senza risposta (Beene & Greer, 2021). La velocità e la facilità con cui la teoria di QAnon si diffonde desta serie preoccupazioni. Il timore è legato anche alla capacità di QAnon di ispirare azioni violente di stampo terroristico. La pervasività della disinformazione osservata di recente nelle visioni del mondo cospirative di QAnon porta a riflettere sull’urgenza di sviluppare fin da giovani un pensiero critico per contrastare le visioni cospirazioniste.
Riferimenti bibliografici
Amarsingam, A. & Argentino, M. A. (2020). The QAnon Conspiracy Theory: A Security Threat in the Making? CTC Sentinel, 13 (7), 37-44.
Beene, S. & Greer K. (2021). A call to action for librarians: Countering conspiracy theories in the age of QAnon. The Journal of Academic Librarianship, 47. Retrieved January 10, 2021 from https://doi.org/10.1016/j.acalib.2020.102292
Douglas, K. M., Sutton, R. M. & Cichocka, A. (2017). The Psychology of Conspiracy Theories. Current Directions in Psychological Science, 26 (6), 538–542. DOI: 10.1177/0963721417718261
Marwick, A. & Partin, W. (2020). The Construction of Alternative Facts: “Qanon” Researchers as Scientistic Selves. Paper presented at AoIR 2020: The 21th Annual Conference of the Association of Internet Researchers. Virtual Event: AoIR. Retrieved January, 10 2021 from http://spir.aoir.org.
Molle, A. (2021). Il movimento terrorista QAnon: la sua evoluzione dal Pizzagate all’attacco al Campidoglio. Retrieved January 10, 2021 from https://www.startinsight.eu/il-movimento-terrorista-qanon-la-sua-evoluzione-dal-pizzagate-allattacco-al-campidoglio/
Sternisko, A., Cichocka, A. & Van Bavel, J. J. (2020). The dark side of social movements: social identity, non-conformity, and the lure of conspiracy theories. Current Opinion in Psychology, 35, 1–6.




