Oggi si possono comprare anche le emozioni
Interessante articolo, a firma di Giorgio Gandola, sul quotidiano “LaVerità” del 20 settembre 2018 (pag. 11). Il giornalista prende spunto dalla vicenda del cantante J-Ax, ex Articolo 31 e reduce da una proficua collaborazione con il gettonatissimo Fedez, fresco marito di una delle più “potenti” influencer del web nel campo della moda, Chiara Ferragni. L’artista, all’anagrafe Alessandro Aleotti, ha scritto una canzone dedicata al figlio ottenuto in provetta, “Tutto suo madre“. Un concentrato di buoni sentimenti, tutti legati al progresso che deve passare attraverso la procreazione assistita e al diritto ad avere figli anche per una coppia gay. Il giornalista riconosce al rapper, non più giovanissimo, intelligenza e ottime capacità nel marketing, giustificando così il lungo post su Instagram, elaborato per spiegare le scelte di principio che lo hanno portato a creare il brano. Il desiderio di paternità, le delusioni che fiorivano ad ogni tentativo fallito, attese vane e il dubbio che dietro ci fosse una sorta di punizione divina per lui e la sua compagna.
J-Ax scrive: “In Italia siamo tantissimi, ma per qualcuno siamo troppi. Dovremmo essere zero. Leggiamo spesso di iniziative che questo governo vorrebbe prendere contro la fecondazione assistita e tante altre procedure che aiutano decine di migliaia di coppie italiane a creare una famiglia insieme. Trovo assurdo che un governo, almeno fatto per la parte gialla, di persone che ho sempre rispettato e ammirato per la scelta di portare avanti principi di libertà e giustizia possa rendersi artefice di un’ingiustizia simile. Anche perché di certo non è una scelta di nessuno trovarsi in una situazione così”. Qui si fa interessante l’opinione del giornalista, il quale vede nelle dichiarazione del cantante la proclamazione dei diritti su un tema dove in natura un certo diritto non esiste, quello alla procreazione. Una gravidanza a tutti i costi porta, chi se lo può permettere, a comprare un’emozione, molto più “totalizzante di un caffè consumato al nuovo Starbucks di Milano, al supermarket della vita”. Parole ironiche quelle di Gandola, ma che inducono a riflettere da un’angolazione diversa sul tema della procreazione assistita.
Il “diritto al figlio” non esiste
Il cantante evidenzia il fatto che sia un qualcosa che colpisce in modo trasversale tutti, ogni ceto sociale, credo politico, fede religiosa. Negare la possibilità a migliaia di italiani il diritto ad avere un figlio, significa negare di colmare un vuoto del genere con l’amore, e nessuno ha il diritto di fermarlo. Questa, in sintesi, l’altra parte del post di J-Ax. Gandola, ragionando su queste dichiarazioni, afferma che un figlio non è un giocattolo, un bene di consumo, ed è ciò che diventa una volta ottenuto con un utero in affitto. Avere figli, in natura, non è un diritto, sicuramente si può ascrivere nella lista dei desideri, uno dei più nobili che un uomo può avere, indubbiamente. Ma da qui a credere di essere stati deturpati di un qualcosa di dovuto ce ne passa. Un tema molto delicato, affrontarlo come se il bambino che verrà fosse un oggetto di consumo è superficiale e porta alle aberrazioni del turismo procreativo.
Listino prezzi su cataloghi online, foto con tratti somatici e relativo test attitudinale del donatore in allegato, lussuose banche del seme. Inoltre si possono trovare anche fiere, come una tipica dei fiori, della riproduzione per gay organizzata a Bruxelles. Perché, visto che ce lo possiamo assemblare, lo vogliamo bello e con le caratteristiche che più si avvicinano al nostro gusto e desiderio. Gandola si, e ci, domanda: “Questo è amore o un passo verso lo scientismo procreativo da dottor Josef Mengele?” Un quesito a cui ognuno può rispondere con la propria visione della vita, lasciando da parte diatribe di stampo religioso. Perché qui è in ballo la personale concezione del mondo che verrà e, se si avalla la possibilità di comprare un sentimento, altererà in modo definitivo l’ordine naturale dell’evoluzione, mettendo in discussione l’eventualità che non si possa avere un figlio perché la natura ha così deciso.
La società e la sua idea di essere umano
Una società, che muta sotto le possibilità che la tecnologia e la scienza offrono quotidianamente. Ma questa facilità nel mutare porta conseguenze, è inevitabile. Conseguenze che avranno la loro visibilità e i loro effetti solo a lungo termine. Negarlo, pensando che chi pone delle domande ed esprime dubbi sul diritto alla maternità, e alla paternità, sia solo un retrivo con la testa piena di retaggi cattolici, Gandola cita il pensiero di un filosofo di estrazione marxista, Giuseppe Vacca: “Come si fa a dire che avere un figlio è un diritto? Come si può pensare a declinare tutto nella chiave della libertà individuale, come se ciò che accade prescindesse dal modo in cui si compongono le volontà e le coscienze dei gruppi umani? Così la sinistra subisce una deriva nichilista”. Già, la sinistra, la parte politica che, storicamente, si occupa dei diritti dei più deboli, che promulga ideali di uguaglianza sociale, condivisione e cultura per tutti, è accusata di deriva nichilista da un filosofo marxista.
Ridurre un figlio a un diritto del genitore comporta molteplici implicazioni, stando alle opinioni di Gandola. Sicuramente offre degli spunti a una riflessione molto più ampia sulla questione della fecondazione assistita, non lasciandosi rapire dalle sirene dei diritti ad ogni costo. Viviamo in un mondo che subisce continue mutazioni sociali, con sempre meno tempo a disposizione per elaborarle. Un mondo affollato, dove ogni minoranza reclama diritti a profusione, in ogni momento e luogo. Diritti sacrosanti, quasi sempre, ma in nome del diritto, forse, di questi tempi sembra che si voglia soddisfare ogni tipo di capriccio, desiderio, sogno, non prendendo mai in considerazione la possibilità che le conseguenze, a livello sociale, non saranno sempre positive e atte a fare del mondo un posto migliore. Proprio per questo motivo è opportuno discutere certe tematiche quando ad affrontarle sono dei vip con un grosso seguito anche sui social, e che per questo influenzano molto le opinioni della gente.




