Vi presento Nora Iosia
Nora Iosia ha circa 50 anni e svolge la sua attività musicale principalmente con i bambini organizzando piccoli gruppi anche nei nidi dove i bambini possono liberamente muoversi, ascoltare e giocare con la musica ma anche con adulti che desiderano esprimersi attraverso il canto. Tuttavia, il suo lavoro consiste anche nell’organizzare mostre ed eventi accanto ad un artista. Quindi mette insieme queste due realtà lavorando su diversi fronti. In particolare riferisce di lavorare bene con i bambini perché accolgono, ti mettono davanti ai tuoi limiti e sono spontanei totalmente per questo cerca di dare sempre il meglio. Nora ha voglia di crescere, di imparare, di provare cose nuove e dice che l’importante è lasciare traccia di sé, è importante esporsi nella vita senza nascondersi e questo lo ha imparato proprio dai bambini perché con loro “non puoi assolutamente nasconderti”.
Come è nata la passione per la musica?
La passione per la musica è sempre esistita, io ho iniziato a cantare da piccolissima intorno ai 5/6 anni perché sostanzialmente ero una bambina che strillava e allora mia madre mi portò a cantare. È stata una gioia per me, una felicità indescrivibile soprattutto il mio primo concerto con altri bambini nel coro. Poi dopo un periodo ho smesso ma ho ripreso a cantare intorno ai 16 anni e il mio sogno era di diventare cantante d’opera nei teatri ma ciò non è accaduto e ho intrapreso la strada dell’insegnamento.
In cosa consiste la tua attività? e che cosa ti ha portato ad insegnare ai bambini anche molto piccoli?
Ormai sono dieci anni che insegno ai bambini, ho acquisito esperienza nel tempo… proprio oggi mi ritrovo a leggere i libri di Piaget perché vorrei partecipare al concorso nelle scuole per insegnare la musica ai ragazzi e bambini. Io principalmente svolgo la mia attività al Melograno, un centro nascite, dove le attività vengono svolte in piccoli gruppi di bambini (massimo12) con i genitori o con una figura di riferimento, mentre le attività che svolgo negli asili nido prevedono la collaborazione di un educatore come figura di riferimento. La mia è un attività dove il linguaggio parlato non entra è solo linguaggio cantato, e i piccoli gruppi sono eterogenei quindi vengono coinvolti sia bambini normotipici che bambini con difficoltà. Quello che ho imparato negli anni è a non chiedere, a lasciare i bambini di esprimersi liberamente. Comunque io non avrei mai immaginato di lavorare con i bambini ma quando è nata mia figlia sono entrata nell’infanzia e poi da li ho iniziato piano piano a lavorare con i bambini e adesso non potrei farne a meno, perché “ciò che dai i bambini loro lo raccolgono e lo condividono con te”.
In cosa il canto e l’attività musicale può essere utile ai bambini?
Il canto aiuta principalmente sia nei bambini ma anche negli adulti la relazione, il contatto con l’altro, è veramente un legame speciale quello di fare musica insieme ed entrano in gioco tantissime emozioni. Inoltre il canto aiuta l’apprendimento, perché anche solamente rimanendo in ascolto il bambino apprende ed è piacevole perché non c’è richiesta avviene tutto spontaneamente senza imporsi, si rispettano i tempi di ogni singolo bambino. Poi il gioco, i bambini in gruppo giocano, si muovono liberamente con la musica e questo li aiuta anche a socializzare tra di loro e ad esprimere le loro emozioni.
Quali benefici hai riscontrato nei bambini con difficoltà?
Ho riscontrato grandissimi benefici, il primo è che si sentono mediamente in una situazione dove non c’è richiesta questo perché il linguaggio musicale viene prima delle parole è diretto quindi c’è una libertà di espressione. Loro se vogliono possono cantare oppure ascoltare suoni. Questo ascolto è mediato dal movimento, per cui anche il bambino che non riesce a partecipare può ascoltare e muoversi liberamente. Inoltre per i bambini con disturbi dello spettro autistico l’attività musicale può essere utile sia per l’apprendimento di regole ( togliersi le scarpe nel nido, non disturbare, non urlare ) e sia per quanto riguarda la relazione, infatti attraverso la musica il bambino può entrare in contatto con l’altro spontaneamente senza richiesta. Questa attività può anche essere consigliata ai bambini che parlano poco o hanno problematiche per quanto riguarda il linguaggio o per bambini con disabilità intellettiva. In particolare in questi bambini quello che ho notato è la facilità di stare nelle lezioni, non c’è il problema della comunicazione perché è una comunicazione totalmente diversa fatta di sguardi, di movimento per cui anche molto liberatoria.
C’è una fascia d’età specifica per iniziare l’attività musicale?
Per me un bambino può iniziare anche da piccolissimo, anche a pochi giorni di vita, però in quel caso è importante la partecipazione della madre che deve aver istaurato un buon legame con lui e soprattutto che il bambino sia in una situazione di non stress. Il canto può essere utile in questo, sia per quanto riguarda l’instaurare una relazione e un contatto con la mamma e sia per tranquillizzare il bambino, infatti quando il bambino cosi piccolo viene messo insieme alla mamma che canta ad ascoltare la musica alla fine ciò che percepisce è proprio la voce della mamma stessa. Questo può essere utile anche al bambino quando piange a casa per tranquillizzarlo e anche per la mamma perché dopo il parto acquisisce uno spazio altro rispetto ai doveri e uno spazio proprio dove potersi anche confrontare con le altre mamme se gli incontri vengono svolti in gruppo, distrarsi dalla routine quotidiana e può aiutarla a superare dei momenti difficili che si possono manifestare subito dopo la nascita del bambino.
Vuoi aggiungere qualcos’altro?
Avrei voluto fare quest’ultima domanda a Nora, grande professionista ma soprattutto gran persona, ma preferisco riportare io una frese che lei mi disse molti anni fa in prossimità di una mia esibizione e che mi è tornata molto utile nel corso della vita… io le dissi che avevo molta paura di cantare davanti a tante persone, che avevo paura di sbagliare, cosi lei si chinò e mi disse di portare con me la mia peggior paura, di guardarla, di immaginarla e di tenerla sotto braccio sempre, e che proprio quella terribile paura mi avrebbe dato il coraggio di fare del mio meglio. Effettivamente fu cosi, diedi veramente il meglio di me, cosi anche oggi quando ho paura ripenso a quella frase che mi rimase impressa, prendo la mia paura la metto sotto braccio e vedendola, in qualche modo, è proprio lei a darmi coraggio. Con questo voglio dirti Nora che in me hai lasciato una grande traccia e anche io ho imparato a non nascondermi, proprio ciò che tu hai imparato dai bambini. Dunque l’attività musicale può aiutare anche il bambino o l’adulto ad acquisire maggiore sicurezza in se stesso e ad affrontare più serenamente certe situazioni.




