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Caratteristiche della sindrome di Munchausen

La sindrome di Munchausen è un disturbo in cui le persone fingono di avere una malattia fisica o psicologica per attirare l’attenzione. Il nome di questa sindrome deriva dal barone di Munchausen, personaggio letterario comparso in una serie di racconti fantastici del 1785 ad opera dello scrittore Rudolf Erich Raspe. Il Barone infatti nei racconti è noto per le sue storie inverosimili riguardanti le sue imprese belliche. Nel 1951, l’endocrinologo ed ematologo britannico Richard Asher fu il primo ad usare, in un articolo della rivista Lancet, la dicitura “sindrome di Munchausen” riferendola ad un paziente autolesionista che si inventava la presenza di sintomi di varie patologie al solo scopo di ottenere attenzioni e cure anche mediante il ricovero ospedaliero. Esiste anche la sindrome di Munchausen per procura. In questo caso, la persona simula o produce segni e sintomi fisici o psichici in un’altra persona che è affidata alle sue cure.

Nel DSM 5 la sindrome di Munchausen rientra all’interno del Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati sotto la dicitura di Disturbo fittizio. Tale disturbo ha ad oggi una incidenza di circa l’1% accertata ma si presume che la prevalenza di tale disturbo possa essere superiore, anche se è molto difficile da calcolare con precisione a causa del ruolo svolto dall’inganno nei soggetti affetti da tale disturbo. La sua caratteristica principale, infatti, è la simulazione e, quindi, per avere una diagnosi certa è necessario dimostrare che l’individuo stia volontariamente simulando o contraffacendo mediante comportamenti volti ad esagerare, inventare, ecc. Questo tipo di disturbo arreca un grande disagio psicologico nei soggetti e spesso anche una loro compromissione funzionale, provocando danni a se stessi o ad altri. Anche coloro i quali entrano in contatto con questa categoria di persone, siano essi amici, familiari o anche operatori sanitari, vengono spesso influenzati negativamente dal loro comportamento.

 

Criteri diagnostici e diagnosi differenziale

È possibile diagnosticare la sindrome di Munchausen utilizzando i seguenti criteri diagnostici:

  1. Falsificazione di segni o sintomi fisici o psicologici, o autoinduzione di un infortunio o di una malattia, associato a un inganno accertato.
  2. L’individuo presenta se stesso agli altri come malato, menomato o ferito.
  3. Il comportamento ingannevole è palese anche in assenza di evidenti vantaggi esterni.
  4. Il comportamento non è meglio spiegato da un altro disturbo mentale, come il disturbo delirante o un altro disturbo psicotico.

Qualora dovessero essere presenti questi criteri in un soggetto allora probabilmente ci troveremo davanti ad un caso di sindrome di Munchausen. I soggetti con questa patologia si rivolgono frequentemente a servizi ospedalieri e a diversi specialisti. Simulano nella maggior parte dei casi sintomi clinici difficilmente verificabili, come ad esempio mal di testa o dolori articolari. Talvolta possono addirittura arrivare anche a procurarsi lesioni pur di attirare l’attenzione su di sé.

Frequentemente la sindrome di Munchausen viene confusa con l’ipocondria. Gli ipocondriaci sono persone spaventate dall’idea di avere una malattia e che colgono in ogni sintomo del proprio corpo la possibilità di incorrere in una grave patologia. Mentre chi ha è affetto da ipocondria teme davvero per la sua salute fisica o mentale e percepisce i suoi sintomi come reali, chi presenta la sindrome di Munchausen sa perfettamente di non avere alcuna patologia, la quale invece viene solamente simulata, o qualora questa fosse presente, viene ingigantita. In chi presenta sindrome di Munchausen lo scopo principale è attirare l’attenzione, elemento assolutamente assente in soggetti ipocondriaci. Un altro disturbo con cui facilmente la sindrome di Munchausen viene confuso è il disturbo da sintomi somatici. In questo ultimo possono essere presenti attenzione e richiesta di cura per i disturbi somatici riportati ma non vi è alcuna prova che l’individuo stia simulando, ingigantendo o ingannando.

 

Sindrome di Munchausen per procura

La sindrome di Munchausen per procura è una particolare sfaccettatura della stessa in cui la figura di accudimento arreca un danno fisico o psichico alla persona di cui si prende cura per attirare l’attenzione su di sé. Questo tipo di sindrome è molto presente negli adulti che accudiscono dei minori, ma esistono casi anche di casi in cui la vittima è anche un adulto, per lo più però disabile o anziano, in questo caso ad opera di familiari, badanti, medici o infermieri. L’esempio per eccellenza però di sindrome di Munchausen per procura viene rappresentato dalle madri che arrecano danni fisici/psichici ai loro figli ed i metodi utilizzati per farlo possono essere di diversa natura e spesso anche crudeli, come, ad esempio, ricorrere all’uso di punture di spillo sul corpo o alla somministrazione di lassativi e così via. Spesso queste madri sono appassionate di medicina o addirittura ricoprono ruoli in strutture sanitarie.

Judith Libow, Herbert e Shreirer hanno classificato la sindrome di Munchausen per procura sulla base della tipologia dei genitori, così suddividendoli: 1) cercatori di aiuto: generalmente provocatori di un singolo episodio e subito ben disposti a farsi aiutare 2) responsabili attivi: sono le madri che attivamente provocano dei sintomi nei loro figli e sono collaborative verso i medici; 3) medico-dipendenti: le madri sono convinte che i figli siano realmente malati, sottopongono i figli a numerosi esami medici inutili e si risentono se i medici non confermano le loro presunte diagnosi. Con l’assunzione di comportamenti estremi chi è affetto da questa sindrome può pregiudicare le condizioni di salute della vittima e nei casi più gravi anche condurla alla morte. Non bisogna dimenticare, infine, che la sindrome di Munchausen per procura non è solo una patologia ma costituisce anche una forma di abuso, la quale, pertanto, può essere anche perseguibile per legge.

 

Riferimenti Bibliografici

Asher R. (1951), Munchausen’s Syndrome, The Lancet 257(6650), 339-341.

American Psychiatric Association DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. Milano: Raffaello Cortina, 2014.

Godfryd M. Munchhausen (sindrome di) in Dizionario di psicologia e psichiatria. Newton Compton editori, Roma, 1994.

Schreier M.D., Herbert A., Libow J. A. Hurting for love: Munchausen by proxy Syndrome. The Guilford Press, NY, 1993.