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Toulouse-Lautrec, da nobile a bohèmien

Nella Parigi di fine Ottocento un artista “stravagante” inizia a far parlare di sé, delle sue cattive abitudini e delle sue opere testimoni della vita di Montmartre. Ballerine, circensi, avventori notturni, prostitute sono le figure che popolano le opere di Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901). Ogni artista racconta il mondo in cui è immerso, spesso quello che sente più affine a se stesso: è curioso che Toulouse-Lautrec, conte discendente da una casata nobiliare francese antichissima, si esprima in questi termini. Ma una ragione, più di una, c’è. Henri è figlio di due consanguinei ed è per tanto condannato geneticamente: a dieci anni gli viene diagnosticata una deformazione ossea congenita, che gli provoca atroci dolori. A 14 anni cade e si rompe il femore sinistro, l’anno dopo è la volta della gamba destra. Questi tragici eventi impediscono lo sviluppo degli arti inferiori del giovane, che crescendo avrà il busto da adulto e le gambe da bambino.

Henri de Toulouse-Lautrec

Henri de Toulouse-Lautrec

Diciassettenne si trasferisce a Parigi per dedicarsi completamente alla pittura. Nel 1884 apre il suo atelier a Montmartre e si immerge nel mondo frizzante e sregolato della bohème parigina. Il suo stile di vita ne minerà la già fragile costituzione prima dei trent’anni: contrae la sifilide nei bordelli dov’era ormai di casa e cede al vizio dell’alcool, che lo perseguiterà per il resto della sua breve vita. Inizia a soffrire di crisi paranoiche e allucinazioni sempre più frequenti. Diventa spesso violento e dopo l’ennesima crisi etilica il “nano bevitore”, come si divertono a chiamarlo, è ricoverato in una clinica per malattie mentali. Dopo tre mesi di degenza è dimesso, ma la situazione mentale e fisica non migliora. Al contrario le sue opere iniziano a riscuotere un grande successo. Nel 1900 torna dalla madre nella tenuta familiare ormai molto debilitato. Il 9 settembre 1901, pochi mesi prima del suo trentasettesimo compleanno, Henri muore.

Le luci e i colori di Montmartre

Toulouse-Lautrec è stato definito l’anima di Montmartre, il quartiere parigino dove risiede e apre l’atelier. Questa sua scelta non incontra il favore dei genitori: il sobborgo costellato da locali (café, cabaret, maisons closes) non è adatto ad un uomo del suo censo. La madre, donna notoriamente bigotta e conservatrice, ritiene il quartiere moralmente discutibile e il padre teme per il buon nome della famiglia (i primi tempi impone ad Henri di firmare le opere con pseudonimi). Il rapporto dell’artista con i genitori è da sempre piuttosto conflittuale, almeno da quando avevano deciso di separarsi, e a Parigi il giovane pian piano si emancipa dall’immagine di nobile aristocratico per diventare un vero bohèmien. Ben presto inizia a familiarizzare con gli abitanti e i vari avventori dei locali – Moulin de la Galette, il Café du Rat-Mort, il Moulin Rouge (inaugurato nel 1889) – dai quali trae linfa vitale per le sue opere.

 

Due donne danzano

Due donne danzano

Ballo al Moulin Rouge

Ballo al Moulin Rouge

Le prime a renderlo famoso sono proprio le scene di danze frenetiche, tra cui il celebre cancan, che parte dell’opinione pubblica ritiene particolarmente licenziose. La vita vivace e colorata conquista Toulouse-Lautrec, il quale, pur non disdegnando la compagnia di intellettuali e artisti che si avvicendano in questi luoghi, si sente a suo agio con quelli che siamo soliti definire emarginati, diseredati, vittime: le ballerine e i cantanti sfruttati, le modelle, i teatranti, i circensi, le prostitute, gli alcolizzati. A causa della sua natura fisica è molte volte schernito, per questo motivo si sente lui stesso un escluso, un emarginato. È uno di loro e solo con loro può essere se stesso senza giudizi pronti a colpirlo. Nelle sue opere dietro i lustrini e i costumi c’è una ricerca psicologica profonda. Henri assorbe i volti, le atmosfere e i colori per poi tradurli in sensazioni palpabili. Il “nano bevitore” coglie nel ritmo vorticoso di Montmartre la brama di vivere.

Donna che mette le calze

Donna che mette le calze

Le maison closes: il genere laido

Henri trascorre molto tempo nelle maisons closes diventando testimone della vita più intima delle figure che le frequentavano. Nel 1896 realizza la serie intitolata Elles con stampe dedicate alla realtà dei bordelli. Molti tra i ben pensanti sono scandalizzati dalla spregiudicatezza eccessiva con la quale Henri affronta la tematica. Non sono i soggetti a destare clamore, quanto piuttosto il fatto che l’artista immortali la prostituzione come uno dei tanti fenomeni della società, meritevole di essere rappresentato con dignità. Le scene nei postriboli sono prive di caricature, drammi o giudizi. Henri si astiene da tutto ciò per raccontare in maniera disincantata una semplice realtà. Non solo, dalle sue opere è bandito l’aspetto volgare. Le prostituées non ammiccano all’osservatore, non cercano di sedurlo, ma sono colte in momenti quotidiani intimi: mentre si infilano le calze, si pettinano o aspettano il cliente. Il mestiere delle filles de maison non è messo in scena palesemente: la presenza del cliente si può dedurre dal cappello lasciato sulla sedia o da un’ombra.

Il bacio a letto

Il bacio a letto

Henri approfondisce anche i teneri rapporti omosessuali che legano molte ragazze delle case di tolleranza: Il bacio a letto (1892-93) ne è un esempio. Dunque le vere protagoniste dell’opera di Toulouse-Lautrec sono le donne e le loro peculiarità psicologiche, che il suo pennello implacabile non smette di indagare con una sensibilità acutissima. La sua arte rende immortali le donne umiliate e abbandonate, le donne amate e disperate, le donne sfatte che vendono l’amore, le donne frizzanti e appariscenti, le donne di classe. Henri attinge a questo universo variegato in cerca di amore, vicinanza emotiva denunciando una fragilità interiore che si mescola a un pesante senso di smarrimento. Non è da trascurare che il punto di riferimento nella vita di Henri resterà sempre la madre. Nonostante le visioni esistenziali diametralmente opposte è da lei che tornerà ormai in fin di vita.

 

 

Riferimenti bibliografici

CAPRONI, G. (1969). L’opera completa di Toulouse-Lautrec. Milano : Rizzoli

LA MURE, P. (1952). Moulin Rouge : il romanzo di Toulouse Lautrec. Milano : Martello

Immagini

Foto di Toulouse-Lautrec

Toulouse-Lautrec, Ballo al Moulin Rouge, 1890

Toulouse-Lautrec, Due donne danzano al Moulin Rouge, 1892

Toulouse-Lautrec, Donna che mette le calze, 1894

Toulouse-Lautrec, Il bacio a letto, 1892-93