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“Nell’oscurità l’immaginazione lavora più attivamente,

che in condizioni di piena luce.”

-Immanuel Kant

 

Cos’è l’acluofobia?

La paura del buio, identificata come “acluofobia” è  caratterizzata da una forte sensazione di angoscia, paura e ansia quando un individuo – bambino o adulto – si trova in ambienti oscuri, privi di qualsiasi fonte di luce. Molto spesso l’acluofobia non è relativa al buio in sé, ma nasce dal timore dei pericoli che potrebbero incombere una volta che si è al buio. L’individuo, infatti, inizia a sperimentare forti stati di paura ed ansia poiché senza la presenza della luce si trova impotente e senza controllo di ciò che accade.

Diversi studiosi, tra cui Sigmund Freud, hanno valutato e collegato la paura del buio al disturbo dell’ansia da separazione: la fobia, infatti, si manifesta principalmente durante l’infanzia, periodo cardine in cui i bambini iniziano ad esteriorizzarsi rispetto alle figure genitoriali e a percepirsi come realtà indipendenti. Tale paura inizia ad essere sempre più presente quando i genitori decidono di spostare il bambino nella propria cameretta. Se prima c’erano mamma e papà a proteggerlo da ogni pericolo possibile, adesso l’infante inizia a sentirsi vulnerabile senza di essi, poiché privo di qualsiasi forma si protezione.

A differenza degli adulti, i bambini sono in grado di esprimere più facilmente e senza veli le loro paure, specialmente quella del buio: dichiarano, infatti, di non voler restare da soli poiché hanno paura delle tenebre e dei luoghi scuri.

Se non lo manifestano a parole, saranno i fatti a parlare per loro, come:

  • Non voler più dormire nella loro cameretta ma tornare nel letto con i genitori
  • Svegliarsi la notte di soprassalto piangendo
  • Avere difficoltà a prendere sonno con conseguenti risvegli notturni continui.

Anche se con minor incidenza, l’acluofobia si può manifestare anche in età adulta. I soggetti, nonostante siano pienamente consapevoli che tale paura non ha nessun fondamento reale o concreto, vivono comunque un fortissimo stato di ansia se restano al buio, ritrovandosi costretti a passare la notte con le luci accese.

In età adulta il disturbo molto spesso si manifesta con battito cardiaco accelerato, respirazione affannosa, forti brividi che pervadono tutto il corpo, tremolio alle braccia e alle gambe.

La causa dell’acluofobia in età adulta può dipendere da diversi fattori, tra cui:

  • Ansia da separazione genitoriale sviluppata sin dall’infanzia: seppur adulti, i soggetti sviluppano la paura del buio a seguito di un distacco – anche fisiologico – dalle proprie figure di attaccamento
  • Episodi traumatici che hanno avuto luogo durante la crescita e che hanno sviluppato paure nell’individuo
  • Difficoltà del soggetto di percepirsi come realtà individuale: molto spesso alcuni soggetti non riescono a percepire se stessi come individui unici e di conseguenza non riescono nemmeno a riconoscere il mondo circostante
  • Timore per situazioni che credono di non poter controllare.

Le paure nei bambini

La paura è uno stato fisiologico che porta a comportamenti di freezing in cui si attiva il sistema nervoso simpatico e ci segnala la presenza di un pericolo o di una minaccia proveniente dal mondo esterno. Essa sembra anche avere una base neurale: nel nostro corpo, infatti, il nucleo centrale che regola la paura è costituito dall’amigdala, la quale interagisce con il sistema limbico. L’amigdala è fondamentale anche nel riconoscimento facciale delle emozioni altrui: persone con lesioni in quest’area non riescono ad identificare le espressioni facciali come indicatori di affidabilità.

Quando un individuo prova paura, i primi sintomi evidenti sono aumento del battito cardiaco, accelerazione respiratoria, pupille dilatate, intensa sudorazione. Tutta questa serie di attivazioni fisiologiche portano l’individuo a scegliere tra due vie: l’attacco o l’immobilizzazione, nella quale si attiva il sistema nervoso parasimpatico con conseguente afflosciamento muscolare.

Le paure nei bambini possono essere suddivise in 3 categorie:

  1. Paure innate: presenti fin dalla nascita
  2. Paure legate alla crescita, le quali si presentano nelle differenti tappe di età
  3. Paure apprese in seguito ad eventi traumatici o particolarmente destabilizzanti

 

Stili educativi

Sono stati individuati 3 tipi di stili educativi che determinano la possibilità della presenza delle paure nei bambini:

  1. Stile ipercritico: caratterizzato da continui rimproveri e critiche rivolte al bambino con conseguente svalutazione della sua personalità e capacità. I genitori con questo tipo di stile educativo tendono sempre a sottolineare i difetti del piccolo, ma mai i pregi. Ciò fa nascere nei bambini la paura di non essere abbastanza e di sbagliare continuamente.
  2. Stile perfezionistico: tipico dei genitori i quali pensano che i propri figli debbano essere perfetti in tutto ciò che fanno. I bambini iniziano a sviluppare di rimando un animo perfezionistico diventando molto ansiosi quando sperimentano qualcosa di nuovo per paura di ricevere critiche a cui non sono abituati.
  3. Stile iperprotettivo: caratterizzato da un’eccessiva preoccupazione da parte dei genitori per l’incolumità del bambino e di conseguenza tendono a proteggere in maniera quasi ossessiva il figlio da ogni minimo allarme. Al bambino vengono quindi trasmesse le ansie che appartengono in primis ai genitori, relative al fatto che i pericoli possono essere dappertutto.

 

Come gestire la paura?

Ovviamente, per chi ha paura del buio, la notte è il momento più critico: si inizia ad essere incastrati in un inevitabile circolo vizioso in cui il soggetto inizia a rimandare sempre più spesso il momento di andare a dormire. Diminuendo progressivamente le ore di sonno, il corpo inizia ad accusare in maniera negativa gli effetti della privazione del sonno. In una situazione come questa – e soprattutto se si tratta di un bambino – i genitori sono un supporto fondamentale per aiutare i figli a superare la paura.

È innanzitutto importante aiutare il bambino a gestire le proprie emozioni, al fine di sentirsi al sicuro anche quando si ritrova da solo. Bisogna fargli capire che tutti quanti hanno delle paure e che questo non deve essere una fonte di vergogna, anzi. Questo aiuterà a non farlo sentire diverso ed essere, invece, tranquillo. Un ulteriore aiuto molto importante è la lettura delle favole la sera prima di andare a dormire: questo è utile per farli addormentare in tutta tranquillità, circondati da pensieri confortevoli e dal calore del genitoriale. Le fiabe sono spesso colme di difficoltà da superare e ostacoli da scavalcare, potranno dunque favorire nel bambino la capacità di reazione alla paura, proprio come fanno gli eroi nelle fiabe.

La paura del buio fortunatamente può essere sconfitta facilmente, sia nei bambini che negli adulti. Per questi ultimi sarebbe consigliato di iniziare a mettere in pratica piccoli gesti quotidiani che sopprimano i pensieri negativi, portando a sentirsi bene anche quando il sole tramonta. L’importante è ricordare sempre che non bisogna mai vergognarsi di chiedere aiuto, se necessario; il confronto con l’altro è la base principale per affrontare i problemi.

 

Riferimenti bibliografici

  1. Preuschoff, G.,(1998). Come capire e superare le paure nei bambini. Milano: Red Edizioni
  2. Binetti, P., Ferrazzoli, F. & Flora, C., (1999). Ho paura. Che cosa spaventa i bambini: un modo per conoscere e capire le loro paure. Roma: Magi Edizioni