Perché nessuno parla dei rischi dei tossicodipendenti?
Del Corona Virus sappiamo che attacca il tratto respiratorio e che sembra avere un tasso di mortalità elevato soprattutto per gli anziani e per chi ha patologie pregresse, come diabete, cancro e difficoltà respiratorie. Però, sappiamo ancora molto poco di COVID-19 e ancor meno della sua interferenza con i disturbi da uso di sostanze. Ma possiamo ipotizzare, sulla base delle esperienze passate, che le persone con problemi di salute a causa del fumo e le persone con dipendenza da oppioidi, metanfetamina, cannabis e altre sostanze potrebbero trovarsi più a rischio di contrarre COVID-19 e più a rischio di essere coinvolti nelle sue complicanze più gravi per molteplici ragioni fisiologiche, sociali e ambientali.
Le persone che usano oppioidi ad alte dosi dal punto di vista medico hanno una maggiore possibilità di incorrere in gravi rischi per la loro salute respiratoria. Questo perché gli oppioidi agiscono nel tronco cerebrale rallentando la respirazione, quindi, il loro uso non solo mette in pericolo di morte la persona causando un’overdose fatale, ma può anche causare una riduzione dannosa dell’ossigeno nel sangue (ipossiemia). La mancanza di ossigeno può essere particolarmente dannosa per il cervello; infatti, le cellule cerebrali possono resistere a brevi periodi di basso ossigeno, ma possono subire danni quando questo stato persiste per un tempo prolungato. È già noto che le malattie respiratorie croniche aumentano il rischio di mortalità per overdose tra le persone che assumono oppioidi, e quindi una ridotta capacità polmonare da COVID-19 potrebbe allo stesso modo mettere in pericolo questa popolazione.
Alcuni rischi nel dettaglio
Chi fa uso di metanfetamina deve sapere che la metanfetamina restringe i vasi sanguigni, che è una delle proprietà che contribuisce al danno polmonare e all’ipertensione polmonare nelle persone che lo usano. I medici devono essere preparati a monitorare i possibili effetti avversi dell’uso della metanfetamina, come altre sostanze, la cui prevalenza è in aumento nel nostro Paese, nel trattamento di quelli con COVID-19. Altri rischi per le persone con disturbi da uso di sostanze comprendono la riduzione dell’accesso alle cure sanitarie, l’insicurezza abitativa e una maggiore probabilità di incarcerazione. L’accesso limitato alle cure sanitarie mette le persone con dipendenza a maggior rischio per molte malattie, ma se gli ospedali e le cliniche sono allo stremo delle loro capacità, potrebbe essere che le persone con dipendenza, che sono già stigmatizzate e accedono con difficoltà al sistema sanitario, vivranno ancora di più ostacoli al trattamento per COVID-19.
Cosa si può fare?
Oggi la pandemia da coronavirus sta rendendo difficile la vita di tutti noi. Problemi legati al consumo di sostanze ai tempi del Covid-19 possono spaziare dalle problematiche di “reperibilità” delle sostanze, alle forme di aiuto per le persone dipendenti, dalla possibile restrizione nell’operatività di alcuni servizi per le dipendenze, alle difficoltà di ridurre o interrompere i consumi da soli. In caso di dipendenza patologica il Servizio Pubblico Dipendenze (SERD) di zona può essere abbia alcune difficoltà operative, assolutamente comprensibili e giustificate, ma esiste sempre la possibilità di fare qualcosa per migliorare la situazione.
Anche se le difficoltà operative dei Servizi di cura diventassero più grandi, sconsiglio il “fai da te” nel momento in cui si decide di affrontare la propria dipendenza da sostanze. Bisogna agire sempre sotto il controllo o almeno la supervisione di un medico. E se proprio si vuole fare qualcosa da soli, per agevolare il percorso, in attesa, magari, di essere presi in carico e fare passi ulteriori, una ragionevole, moderata e progressiva riduzione del consumi, può essere una buona scelta. ATTENZIONE! La riduzione deve essere ragionevole, moderata e progressiva, per non provocare reazioni avverse e pericolose dell’organismo e malesseri che possono portare ad un peggioramento della situazione. Ciò tenendo presente che, ritornare ai dosaggi precedenti dopo aver ridotto i consumi, potrebbe causare una overdose, soprattutto ma non esclusivamente, in chi usa oppiacei. Quindi… PRUDENZA! Anche chi usa droghe deve capire che il mondo è cambiato e cambierà … e fare la sua parte, come tutti.
Non sappiamo quanto questo periodo durerà, ma dipende da te il modo in cui affrontarlo. E forse è arrivato il momento di fermarsi, proprio come tutto (o quasi) si è fermato intorno a noi: anche una pausa di riflessione, a volte, aiuta a capirsi meglio e scoprire nuove risorse e possibilità.
Riferimenti bibliografici
NIDA. (2020, 12 marzo). COVID-19: Potenziali implicazioni per le persone con disturbi da uso di sostanze. Estratto da https://www.drugabuse.gov/about-nida/noras-blog/2020/03/covid-19-potential-implications-individuals-substance-use-disorders on 2020, March 13




