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Gli animali domestici e la loro presenza

Il numero degli animali da compagnia è in costante aumento, vengono emanate sempre più leggi a tutela degli animali e in Italia vi è l’obbligo dei microchip per i cani, portando a un vero e proprio censimento. È interessante notare che si danno sempre più attenzioni a questi amici a quattro zampe. Si registra una maggior affluenza nei veterinari, anche solo per visite periodiche. Inoltre, le industrie che producono alimenti per cani hanno aumentato le vendite. Oggi vengono realizzati sempre più oggetti pensati per i nostri amici a quattro zampe. Se in passato i vestiti per gli animali erano acquistati solo dai divi di Hollywood; oggi questo atteggiamento è diffuso anche fra persone comuni. Vengono venduti collari sempre più particolari, cucce, materassi ortopedici e accessori  (Sabato, 2018).

I padroni dei cani li considerano membri della famiglia e quando vanno in vacanza, cercano delle strutture che li accolgano, infatti se non si ha la possibilità di portarli con sé, si opta per sistemarli nelle pensioni oppure si è disposti a rinunciare alle vacanze. Le attenzioni rivolte a questi animali sono sempre in crescita. Durante le feste, anche loro ricevono qualche regalo. I cani, vengono sempre più coccolati, si fanno delle cene in intimità con loro; ci si occupa sempre più del loro benessere psicofisico; esistono casi in cui è possibile regalare accesso alla spa in caso di stress, per cui non si tratta solo di essere considerati parte della famiglia ma piuttosto di essere trattati come esseri umani, con bisogni e pensieri simili (Sabato, 2018). In prevalenza fra i padroni di cani si annoverano persone anziane, famiglie senza figli ed in misura minore anche persone con figli. Tale prevalenza potrebbe derivare dall’istinto da parte dell’essere umano di accudire gli altri, siano essi persone o animali.

 

Attaccamento cani-padroni

Il cane è un’animale molto sociale con elevate capacità socio-cognitive, comunicative e relazionali. Topal e colleghi (1998), nel loro studio effettuato su 51 cani, hanno dimostrato che esiste uno schema di attaccamento fra cane e padrone.  I cani, così come avviene nei bambini, possono sviluppare un attaccamento sicuro o insicuro. In questo studio è stato utilizzato un meccanismo simile a quello della Strange Situation ideata dalla psicologa Ainsworth (1958) per misurare l’attaccamento fra madre e bambino. I risultati furono simili, infatti  i cani giocano ed esplorano di più l’ambiente circostante in presenza del padrone rispetto a quando è presente l’estraneo. Inoltre, sono più entusiasti quando arriva il loro padrone e risentono di più della sua mancanza. Infatti, quando il padrone lascia la stanza sostano per più tempo davanti alla porta. Tutto questo, ha fatto supporre l’esistenza del legame di attaccamento. I cani, mostravano di preferire nettamente il proprio padrone rispetto all’estraneo.

Tuttavia, tale studio non ha tenuto conto di altri fattori, quali lo stress e la protesta che l’animale manifesta durante la separazione con il padrone. Questi parametri sono stati considerati nello studio condotto da Prato Previde e colleghi (2003). Lo studio è stato svolto in una stanza vuota di tre metri per cinque metri e mezzo, divisa in cinque ambienti delineati da linee sul pavimento. Nella stanza erano presenti due sedie uguali, una per il padrone e l’altra per l’estraneo, inoltre c’erano dei giochi, quali bottiglie di plastica, corde, palline, pupazzi, una ciotola con l’acqua e due telecamere. La strange prevedeva 8 episodi da tre minuti ciascuno:

  1. Il cane rimane da solo con il suo padrone, ma i due partecipanti interagiscono solo quando il cane insiste;
  2. Nella stanza entra un estraneo che sta per un minuto in silenzio, poi dialoga per un minuto con il padrone e nell’ultimo minuto cerca di interagire con il cane;
  3. Il cane rimane solo con l’estraneo che cerca di giocare con lui o comunque di rassicurarlo;
  4. Il padrone incontra il suo cane e sosta per pochissimo sulla porta e poi lo saluta come al solito quando rientra a casa;
  5. Il cane rimane da solo nella stanza ma il padrone vede attraverso il monitor cosa accade in modo da poter interrompere il test, se lo reputava necessario;
  6. L’estraneo entra nella stanza e sosta per poco tempo sulla porta poi allo scadere del tempo si toglie le scarpe e lascia un indumento;
  7. Il padrone entra nella stanza e permane per poco tempo sulla porta e poi lascia le scarpe ed un suo indumento;
  8. Infine, il cane rimane solo con gli oggetti del padrone e dell’estraneo.

È emerso che i cani giocano di più quando sono con il padrone e in presenza di quest’ultimo, interagiscono di più anche con l’estraneo. Inoltre, sono stati registrati segni di stress acuto nei cani quando si accorgevano dell’assenza del padrone.

 

L’antropologia dei cani

È giusto provare affetto verso gli animali domestici, ma non si può prescindere dalla loro natura. Il cane trattato da umano potrebbe perdere se stesso, il problema infatti non è dare affetto agli animali ma l’ esagerazione. Un esempio è l’eccessiva ricompensa spesso traducibile in cibo, che incide sulla salute del cane, il quale rischia l’obesità. Oppure, può capitare che il cane faccia i capricci o sia spaventato e che esprima questi sentimenti abbaiando, portando il padrone a consolarlo attraverso altre ricompense. Questo atteggiamento provoca ambivalenza nel cane, il quale viene rinforzato nel suo comportamento e continua a ripeterlo. Siamo di fronte a un vero e proprio condizionamento operate in cui ad ogni comportamento si associa una risposta che, se positiva, garantisce una maggiore probabilità di essere ripetuta nel tempo (Artani, 2008).

Chiaramente i comportamenti problematici rinforzati dal padrone portano a  difficoltà nella gestione del cane. Oggi non è infrequente l’intervento di un addestratore, il quale gestisca l’educazione del nostro amico a quattro zampe. Non è sbagliato nutrire un immenso affetto verso i nostri cani tuttavia non è corretto non rispettare la loro natura e per farlo bisogna anche non proiettare su di loro i nostri stessi bisogni ed educarli sin da piccoli in modo da non compromettere né il loro né il nostro benessere nella convivenza quotidiana.

Scritto da Concetta Rametta, laureata in psicologia clinica, esperta in neuropsicologia clinica: età evolutiva, adulti ed anziani.

 

Riferimenti bibliografici

Ainsworth, M.D.S. and Ainsworth, L. H. (1958). Measuring security in personal adjustment. Toronto: University of Toronto Press.

Il comportamento verbale, trad. Aldo Artani, Roma: Armando, 1976; n. ed. 2008.

Dodman, N.H., Brown, D.C., Serpell, J.A. (2018).Associations between ower personality and psichological status and the prevalence of canine behavior problems. PlosOne,13(2). Doi: 10.1371/journal.pone.0192846.

Prato Previde E., Rotta B., Spiezio C., Poli M. (2003). Il legame affettivo tra cane e uomo: uno studio osservativo nella strange situation.  Ricerche di psicologia, 3.

Sabato G. (2018). Umani a quattro zampe.Mind, mente & cervello,164, 70-77.

Topal J., Miklosi A., Csanyi V., e Doka A., 1998. Attachment behavior in dogs (Canis familiaris): A new application of Ainsworth’s (1969) strange situation test. Journal of Comparative Psychology, 112(3), 219-229.