Integratori… fra ieri e oggi
In media ogni Italiano assume quattro confezioni e mezzo di integratori alimentari all’anno. Un giro d’affari da 2,6 miliardi: un mercato esploso tra il 1990 e il 2000 e da allora in costante crescita. Inizialmente, i primi a farne uso sono stati i body builder con lo scopo di raggiungere una elevata estensione e tonicità muscolare, attraverso l’uso di amminoacidi (Arginina, Taurina, Carnitina), proteine e vitamine, insieme a cibi iper proteici e nutrienti. Questi supplementi svolgono spesso una funzione dopante, che migliora le prestazioni atletiche.
Ad oggi, però, non soltanto i body builder fanno uso di tali sostanze, poiché ne utilizzano grandi quantità anche i non sportivi. E ciò risulta preoccupante da un punto di vista della salute, dato che questi integratori non richiedono prescrizione medica. Secondo una ricerca del 2015 di Gfk Eurisco il mercato e il giro d’affari dei multivitaminici nel nostro Paese è in forte crescita e il numero di persone, tra i 55 e i 74 anni, che ne fa uso sarebbe quadruplicato negli ultimi 20 anni, passando dall’11% al 39%.
Oggi gli integratori non vengono utilizzati in base alle reali necessità cliniche, ma in un certo senso si possono definire come una “moda”, legata a logiche locali e di mercato. In un comunicato stampa, l’Associazione Scientifica Farmacisti Italiani (ASFI) esprime profonde preoccupazioni rispetto la continua immissione in commercio di nuove sostanze “salutari”, notificate al Ministero della Salute come “integratori alimentari”, presentati spesso come veri e propri medicinali dotati di proprietà terapeutiche, da prescrivere su ricetta medica, ma poi reperibili in commercio senza l’intermediazione esperta di un farmacista. Ciò genera confusione e disorientamento, sia tra i farmacisti che operano a contatto con il pubblico, sia tra i pazienti, anche a causa della tipologia di confezionamento adottato, a prima vista indistinguibile da quello dei medicinali.
Quali danni per la salute?
Ogni anno negli Stati Uniti gli integratori alimentari mandano circa 20mila persone al pronto soccorso. Lo scorso anno, il più grande produttore di integratori al mondo, GNC Holdings Inc, si è accordato per pagare 2,25 milioni di dollari per evitare azioni penali federali per l’accusa di vendita di pillole e polveri illegali. Innanzitutto, quindi, gli integratori dovrebbero essere assunti solo in caso di necessità e previa consultazione del medico, sia per avere indicazioni rispetto all’integratore più adatto per i propri bisogni, sia perché spesso all’interno ci sono delle componenti alle quali si può essere allergici senza saperlo.
Anche per ciò che concerne le vitamine bisogna prestare attenzione: la vitamina A, dato che potrebbe accumularsi nel fegato e intossicare l’organismo, richiede grande prudenza. La vitamina E potrebbe avere effetti negativi sulle piastrine del sangue.Troppe proteine, inoltre, insieme a aminoacidi, potrebbero intossicare i reni, il fegato e scatenare malattie latenti, per esempio autoimmuni.La papaya fermentata, l’SOD, cioè il super osside dismutase, tuttavia, secondo quanto sostiene il premio Nobel Luc Montagner sembrano essere potenti antiossidanti per tutti: se la papaya non è fermentata, non funzionerebbe a favore dell’organismo.
Molto spesso su siti internet stranieri è possibile scegliere fra una vasta gamma di integratori alimentari; per quanto possano essere invitanti, è opportuno fare attenzione a dei dettagli, come il fatto di essere descritti in maniera riduttiva e fuorviante, oppure sono consigliati dei dosaggi che talvolta infrangono le norme italiane, o ancora i foglietti illustrativi sono scritti in lingue incomprensibili. Certamente l’acquisto online non è la strada più sicura se ci si vuole tutelare, poiché spesso ci si affida a pubblicità suggestive, senza avere reale consapevolezza di cosa ci sia all’interno del prodotto: alcuni, infatti, possono influire sulle attività ormonali, possono avere effetti anabolizzanti oppure iperstimolanti, grazie al loro elevato contenuto di caffeina.
Pranzo completo? No, grazie!
Roberto Pani, psicologo e psicoterapista, professore di Psicologia clinica e psicopatologia dell’Alma Mater, che ha studiato molteplici casi di compulsione da integratori e barrette dietetiche, afferma che tali casi siano circa il 30% nella fascia 20-45 anni. Invece del panino divorano la barretta proteica. Al posto dell’insalata si scolano l’energy drink. A colazione solo yogurt e vitamine in pillole. E prima della palestra aminoacidi in polvere per il tono muscolare. All’inizio sono piccole scorciatoie perché non si ha tempo, o voglia, di cucinare. O perché c’è qualche chilo di troppo da smaltire. Poi diventano le uniche possibilità per alimentarsi. Non si concepisce altro: barrette, beveroni, pillole. Fino a farne una malattia.
Come mai questi prodotti hanno così tanto potere su di noi? Probabilmente l’idea che esista una “pillola” magica che, senza fatica, ci permetta di stare in salute e, ad esempio, di perdere peso, può risultare attraente per molti. Certo è che le notizie che sempre più spesso sentiamo in materia di inquinamento, contaminazioni e rischi ambientali ci spingono verso un interesse sempre maggiore per la salute e, soprattutto per la prevenzione, tanto da cercare ad ogni costo di intervenire per preservarla da qualunque tipo di mancanza o malattia. Nel tentativo di perseguire tale obiettivo, però, si corre il rischio di sfociare nell’effetto opposto e indesiderato: proprio perché vi è la falsa credenza che tali integratori siano miracolosi, vengono assunti in eccesso, tanto da diventarne dipendenti ed ottenere un effetto negativo. Da non sottovalutare, chiaramente, il potere suggestivo del “risultato spettacolare in tempi brevi”, soprattutto per ciò che concerne barrette dietetiche ed energy drink, che conferisce un potere altamente pericoloso a tali prodotti, soprattutto se assunti in modalità autonoma e senza consultazione medica.
In conclusione, quindi è opportuno affermare che nessun prodotto è miracoloso e il benessere fisico dipende da molti fattori che si intrecciano l’uno all’altro per garantirci di raggiungere i nostri obiettivi di salute e bellezza.
Riferimenti bibliografici
Study: Most weight loss supplements are not effective
Lose Weight Fast: How to Do It Safely




