Il legame sostituito dalla connessione
In un vecchio articolo di Repubblica ho ritrovato un’intervista del 2012 al grande sociologo Zygmunt Bauman, scomparso il 9 gennaio 2017 all’età di 92 anni. Il suo discorso ribadisce come l’uomo postmoderno abbia perso la capacità di coltivare la gioia lungo un tragitto che consolidi i rapporti, dando loro forza tramite la durevolezza. Bauman ha sentenziato che i legami sono stati sostituiti dalle connessioni. Disconnettersi è un gioco, mentre farsi amici offline richiede molto impegno. Amarsi e restare insieme una vita intera, un tempo era la normalità; oggi sembra quasi che si pronunci una blasfemia. Il solo pensarlo comporta tutta una serie di pensieri negativi, alimentati dalle mille controindicazioni che la società, come è attualmente impostata, mette sul piatto. Non solo, oggi si è facilmente esposti a miriadi di tentazioni e il concetto di fedeltà è, anno dopo anno, ritenuto sempre più obsoleto e poco funzionale alla liquidità delle relazioni del nuovo millennio.
Rimanere fedeli non è più scontato, ma si può trasformare in un modo per evitare ai sentimenti di entrare nel tritacarne del rapido consumismo, come fosse una maglietta buona per una stagione o uno smartphone, idoneo fino all’uscita del modello successivo. In “Amore Liquido”, edito nel 2003 da Laterza, Bauman analizza il divario creatosi tra la continua necessità di provare nuove emozioni e il bisogno di un amore autentico. Bauman spiega che la necessità di essere amati e di amare, in una continua ricerca di appagamento, non avendo mai la certezza di essere adeguatamente soddisfatti, è ciò che spinge alla ricerca costante di nuove relazioni sentimentali. E l’amore liquido si basa su un amore diviso tra il desiderio di emozioni e il terrore del legame duraturo. Sembra una sentenza definitiva: infedeltà e relazioni a breve scadenza sono i tratti distintivi di una vita sentimentale. Il sociologo, davanti a tale osservazione, ribadisce che nessuno è “condannato” a vivere così, la scelta spetta comunque a noi. Certo, optare sempre per le situazioni meno impegnative, condurrà inevitabilmente a stili di vita senza lunghe storie dietro, ma a miriadi di brevi esistenze, per ciò che riguarda le relazioni interpersonali.
L’amore duraturo
Bauman ha vissuto un lungo amore con sua moglie Janine, scomparsa prima di lui. Parlando del rapporto intercorso con lei, ha tenuto a precisare che l’amore non è un oggetto preconfezionato, pronto all’uso. L’amore ha bisogno di un impegno costante, di ri-generazione, di ri-creazione. L’amore va resuscitato quotidianamente. Un sacrificio enorme, all’apparenza, ma che, se perseguito, ripaga tutta la cura dedicatagli in maniera meravigliosa e appagante. Di questi tempi ciò che è più intollerabile è la noia della quotidianità in un rapporto; la sua routine, l’idea dell’invecchiare insieme. Bauman segna il punto proprio sull’incapacità dell’uomo postmoderno di invecchiare. La prospettiva di invecchiare è puro terrore e la si combatte a suon di “novità”. In una società di consumatori, la “novità” è stata elevata al grado più alto nella gerarchia dei valori di un essere umano, riconoscendogli il ruolo di chiave universale per la felicità.
Fin da piccoli si è educati a rincorrere oggetti “usa e getta”, in un continuo circolo fatto di nuovi rimpiazzi. La gioia delle cose durevoli non alberga più nell’animo delle persone. I sentimenti si sono trasformati in merci e il mercato ha fiutato lo spasmodico bisogno che ne ha l’uomo. Un settore, quello dei sentimenti, fonte di enormi profitti. La continua promessa dello sviluppo moderno, proiettato sempre sul futuro, senza soste, ammalia le menti con il miraggio di ottenere tutto con facilità: senza processo di apprendimento, senza sacrificio, senza allenare la pazienza. L’amore, invece, richiede tempo ed energia. Oggi ascoltare l’altro è un esercizio che sta cadendo in disuso, fosse anche chi diciamo di amare. Andare incontro alle sue esigenze e desideri è diventato superfluo, acquistare regali in un negozio basta a colmare la nostra mancanza di compassione, amicizia, attenzione. Tutto si può comprare, di certo non l’amore. Non lo troveremo esposto in qualche vetrina di un centro commerciale.
Accumulare relazioni per evitare i rischi dell’amore
Accumulare relazioni, dando credito alla quantità per illudersi di avere a disposizione sempre seconde scelte ed evitare le inevitabili pieghe dolorose nei rapporti di lunga durata. Bauman sottolinea come sia molto invitante muoversi da un luogo all’altro, colmo di promesse perché non ancora sperimentato. Risulta più facile ricominciare con nuovi attori piuttosto che adoperarsi in una lunga opera di riparazione delle crepe nell’abitazione attuale, per renderla una vera e propria casa e non posto dove vivere. Le tentazioni moderne sono molte, ed è lo stato dell’“essere tentati” ciò che in realtà, l’uomo di oggi, desidera, non l’oggetto che la tentazione promette di donare. Quando viviamo la tentazione crediamo di essere liberi, abbiamo posto l’orizzonte oltre la routine, ma non abbiamo ancora ceduto alla tentazione. Esattamente subito dopo, se cediamo, il senso di libertà evapora ed è sostituita da una nuova routine.
La gratificazione immediata e libera da legami è il prodotto del mercato, il quale ha individuato fonte di capitalizzazione nell’attitudine dell’uomo a vivere il presente. I legami tra le persone sono stati sostituiti dalla “connessioni”. I legami richiedono impegno, costanza, tolleranza, mentre connettersi e disconnettersi è un gioco facilissimo da apprendere. Sui social, Instagram, Facebook, si possono avere migliaia di amici muovendo un dito, nella realtà è moto più complicato. Guadagniamo in quantità e perdiamo in qualità; guadagniamo in facilità, confusa per libertà, e perdiamo in sicurezza. In questi anni così affollati respiriamo una solitudine inquietante, trasportata da le nuove forme di comunicazione che permettono una moltitudine di contatti contemporaneamente, ma rimangono impersonali, privi dell’anima necessaria a far sì che un rapporto soddisfi realmente il nostro bisogno di relazione con l’altro. L’uomo vive di socialità, ha la stessa valenza dell’acqua, del cibo, dell’aria, e se manca è un morto che cammina.




