Le caratteristiche del disturbo dello spettro autistico
L’autismo è definito come un disturbo del neuro sviluppo che si manifesta con differenti livelli di gravità per questo si parla di disturbo dello spettro autistico perché si evidenzia un continuum di variabilità. Nell’autismo è presente un’alterazione e compromissione dell’interazione sociale, della comunicazione e sono presenti modelli di comportamento limitati, stereotipati e ripetitivi. I comportamenti stereotipati possono essere diversi, dal battere le mani al ripetere in maniera continua la stessa parola o frase. La diagnosi avviene spesso in età precoce, in genere nei primi tre anni di vita anche se molti ragazzi ad alto funzionamento arrivano alla diagnosi tardi in età adulta. Molti bambini e ragazzi hanno difficoltà nel comprendere il linguaggio sia verbale che non verbale e nell’esprimersi, hanno interessi ristretti e manifestano in maniera anormale le emozioni, nonché possono avere difficoltà nel riconoscere le emozioni altrui. Le difficoltà riguardano anche le capacità esecutive come la panificazione, l’organizzazione e l’attenzione dunque si evidenziano difficoltà nel passare da un attività all’altra e ad affrontare i cambiamenti.
Esistono diversi fattori di rischio che contribuiscono allo sviluppo del disturbo dello spettro autistico e sono fattori biologici, genetici e ambientali. La combinazione di questi fattori porta allo sviluppo del disturbo. In questi casi più che di terapia si parla di interventi, quelli più utili sono quelli di tipo comportamentale mirati a migliorare la socialità nei bambini e lo sviluppo della loro autonomia nella vita quotidiana specialmente se vengono iniziati in età precoce. Anche i genitori hanno un ruolo fondamentale nel fornire al bambino sostegno, possono contribuire nell’educazione, nell’istruzione e possono offrire al bambino un ambiente stimolante. Inoltre i bambini possono essere coinvolti in diverse attività di gioco che mirano a sviluppare la socialità, a mantenere l’attenzione, a sviluppare le capacità specialmente quelle in cui il bambino manifesta una maggiore flessibilità di pensiero. Le attività possono riguardare anche quelle con gli animali come i cavalli e gli asini che aiutano il bambino ad entrare in contatto con loro stessi e con la natura.
Quali attività e giochi possono essere proposti a questi bambini?
Il gioco è importante per il bambino e per il suo sviluppo perché questo lo aiuta ad esprimersi sia al livello corporeo che mentale, aiuta ad esprimere creatività e fantasia. Attraverso il gioco individuale e con gli altri i bambini iniziano ad esplorare e conoscere il mondo circostante, apprendono le regole e pianificano una serie di azioni. Ogni fase di crescita è caratterizzata da una tipologia di gioco diverso, si passa cosi dai giochi esplorativi ai giochi sociali, da quelli più semplici a quelli più strutturati e cosi i bambini tendono a mettersi alla prova. Dunque, il gioco per i bambini è importante perché in tutte le fasi evolutive stimola le abilità fisiche, di coordinamento motorio, didattiche e stimola anche la socializzazione. Per i bambini autistici è importante valorizzare il gioco ed organizzare delle attività che rispettino la neurodiversità e stimolino i loro canali espressivi. È importante quindi offrire al bambino giochi gratificanti per lui senza forzarlo a svolgere attività che non vuole svolgere.
Spesso i bambini con autismo preferiscono fare giochi ripetitivi focalizzandosi sulla seriazione. Alcuni giochi interessanti sono i mattoncini lego per creare delle costruzioni alternando magari diversi colori. Inoltre, interessanti possono essere i giochi con le paste colorate tipo il pongo, per svolgere insieme al bambino delle attività creative. Anche alcuni giochi di movimento possono essere presi in considerazione perché consentono al bambino di muoversi, di migliorare equilibrio e coordinazione motoria. I bambini dovrebbero anche essere stimolati a giocare insieme tra di loro per favorire la socializzazione. Altre attività che favoriscono l’apprendimento di regole, l’equilibrio e la coordinazione sono le attività svolte con i cavalli che aiutano il bambino ad entrare in contatto con gli animali e la natura. Queste attività sembrano infatti molto produttive, i bambini possono imparare a dosare la forza per pulire il cavallo, a mantenere l’equilibrio e ad aspettare il proprio turno per salire a cavallo.
In cosa consiste la riabilitazione equestre?
La riabilitazione equestre è un tipo di terapia che si svolge con il cavallo. Questa forma di terapia viene svolta da un equipe multidisciplinare che programma, progetta e gestisce interventi adeguati rispetto al tipo di problematica portata. In realtà questi interventi con il cavallo non sono tipici dell’età moderna, ma provengono dalla tradizione greco-romana che considerava già da allora le attività equestri come benefiche per la salute umana. Successivamente, nel dopoguerra queste attività con il cavallo prendono il nome di “ippoterapia” e questa assume un ruolo sempre più importante all’interno dei programmi di riabilitazione fisica e psichica. Infatti nel campo della medicina riabilitativa molti riscontri al livello scientifico evidenziano effetti a medio termine persistenti dati dalle attività con il cavallo. Un altro motivo per cui la figura del cavallo viene riconosciuta come interessante è che nello stesso tempo con il cavallo si può lavorare sia sulla parte neuromotoria sia su quella relazionale.
Dunque, questa attività può essere interessante per i bambini con disturbo dello spettro autistico perché sollecita l’intero organismo sia da un punto di vista neuromotorio e sensoriale che da un punto di vista affettivo-relazionale e cognitivo. Il terapista inoltre adatta l’intervento al bambino quindi questo programma riabilitativo risulta individualizzato. La finalità di questo programma è quella di raggiungere degli obiettivi educativi e motori. Inoltre il montare il cavallo aiuta il bambino autistico nell’equilibrio e nella coordinazione motoria (per rimanere in sella) e aiuta il bambino anche a sviluppare un senso dell’orientamento, di autocontrollo e riduzione delle stereotipie. In alcuni esercizi il bambino deve anche rimanere concentrato quindi questa attività favorisce l’attenzione, la concentrazione e anche la memorizzazione di alcune regole e la comprensione delle consegne ( come pulire il cavallo, quali strumenti utilizzare, come salire sul cavallo ecc..). Possono essere proposti anche esercizi come il salto di ostacoli oppure il loro aggiramento e anche qui il bambino impara ad orientarsi (saltare l’ostacolo lentamente e girare a destra oppure a sinistra).
Riferimenti bibliografici
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