Una panoramica generale
In questo periodo, l’anziano è costretto a rinunciare a molte cose, soprattutto è obbligato a rimanere in isolamento. Le persone anziane non possono vedere i propri cari, questo per proteggere gli anziani stessi e anche i sistemi sanitari ormai sovraccarichi. Tutti siamo costretti a seguire delle regole, come il coprifuoco e le varie restrizioni, tutto questo per cercare di contrastare la diffusione del coronavirus 2 (SARS-COV-2) (Armitage et al., 2020). In questo caso, le persone che hanno un’età superiore ai 60 anni sono costrette ad isolarsi per proteggersi e a rinunciare anche alle visite dei propri nipoti. È vero che il Covid può colpire persone di tutte le età, però gli over 60, sono considerati gruppi ad alto rischio e più vulnerabili rispetto ad altri. Per proteggere la loro salute pagano un prezzo molto alto. Oltre a non poter vedere le persone care, spesso è a repentaglio anche la loro salute sia fisica che mentale (Lee et al., 2020).
Gli anziani sono autorizzati a spostarsi per motivi di necessità assoluta, quindi molto spesso non fanno le visite di controllo programmate a discapito della loro salute. Infatti, i loro problemi di salute potrebbero aumentare, come patologie cardiovascolari, malattie autoimmuni, patologie neuro-cognitive e mentali. Loro sono in isolamento sociale e hanno più probabilità di sviluppare ansia e depressione. Di fatti, l’anziano non può vedere amici e familiari ed è costretto a rimanere in casa, non può uscire neanche per fare la spesa. Per contrastare l’effetto dell’isolamento si dovrebbe pensare di intervenire anche per prevenire la salute fisica e mentale di queste persone. Questo rischio è più aumentato per le persone che sono sole e che si devono affidare ai vari centri di volontariato. Poiché è necessario garantire anche la qualità della vita, è utile valutare i punti di forza di ogni singolo anziano per poterli sfruttare a loro vantaggio nell’intervento (Lee et al.,2020).
Il virus e la salute mentale
Un altro aspetto preoccupante è che la pandemia possa causare non solo danni fisici ma anche danni psicologici, portando ad una forma di stress acuto collettivo. Infatti, assistere o vivere un disastro in prima persona può provocare uno shock mentale, quindi ansia e depressione, a livello collettivo. Questo trova conferma nel passato, infatti il virus Ebola ha portato paura e panico a tutta la collettività e anche sintomi psicotici. Inoltre, lo studio condotto da Meng e colleghi (2020) conferma che il 37,1 % degli anziani ha sperimentato ansia e depressione durante la pandemia. La risposta emotiva degli over 60 era più evidente rispetto ad altri gruppi di età (Qiu et al., 2020). Per comprendere gli effetti della pandemia è utile considerare alcune emozioni come paura e rabbia. La paura è un’emozione utile perché ci avvisa di un pericolo ma se c’è uno squilibrio, può contribuire allo sviluppo di alcune patologie psicologiche.
Durante la pandemia ci ritroviamo a provare spesso sentimenti di rabbia e di paura e ciò aumenta l’ansia e lo stress in gruppi sociali vulnerabili, come gli anziani o le persone con patologie psicologiche. A tutto ciò si aggiunge la problematica inerente l’aggravamento delle patologie pregresse. Infatti, sono consentite le visite mediche considerate urgenti e questo potrebbe portare allo sviluppo o all’aggravarsi di patologie preesistenti, come patologie cardiocircolatorie, malattie neuroimmuni, patologie neurodegenerative, come già detto. Tutto questo rischia di compromettere la salute dei singoli individui e di creare un grosso problema al sistema sanitario. Potrebbero aumentare anche i morti per altre patologie che vengono trascurate per via del Covid.
Cosa si può fare?
Gli anziani in questo periodo potrebbero anche sentirsi discriminati e a volte, lo sono. Può capitare che le persone decidano di non avere a che fare con loro perché considerati fascia “debole” e questo indipendentemente dalle restrizioni. Le persone anziane potrebbero soffrire di ciò e molti hanno manifestato il loro disappunto anche sulle disposizioni stesse, puntando sull’idea che la pandemia è un fenomeno che potrebbe coinvolgere chiunque, non solo loro. È opportuno agire cercando di tutelare sia la salute fisica che quella psicologica, per tanto è utile considerare diversi fattori prima di stilare le linee guida. Vanno considerati tutti i fattori, sia quelli di rischio che quelli protettivi, in questo modo è possibile costruire un intervento su misura. Tra i vari fattori che dovrebbero essere potenziati rientrano le capacità di coping e delle strategie di gestione dello stress. Oltre allo stress indotto dalla pandemia vanno considerati: l’auto-integrazione, l’autoefficia, la resilienza, il supporto sociale e l’attività fisica.
L’esposizione a livelli elevati di stress può portare alla riduzione delle aspettative verso il Se. Questo potrebbe portare ad una perdita di autostima e ad un incremento di depressione (Lee et al., 2020). L’autoefficacia dell’anziano, ossia la fiducia che l’anziano ha verso le sue capacità di portare avanti un’azione, a causa del Covid, potrebbe essere ridotta. Un fattore protettivo è rappresentato dalla resilienza ossia la capacità della persona di adattarsi alle situazioni avverse. Tuttavia, è bene ricordare che tutti abbiamo a disposizione le moderne tecnologie, anche gli anziani. Proprio queste dovrebbero essere utilizzate al meglio da tutti. Per tanto, è auspicabile spiegare agli anziani come si usano, in modo da limitare la profonda solitudine che altrimenti si creerebbe. Potrebbe essere utile anche attuare e massificare i servizi telefonici esistenti, inoltre potrebbero essere erogati dei servizi di psicoterapia a distanza, per migliorare la salute e il benessere mentale di questa specifica fascia di popolazione.
Riferimenti bibliografici
Armitage, R. & Nellums, L.B. (2020). COVID-19 and the consequences of isolating the eldery. Lancet Public Health, 5 (5): e256. DOI:10.1016/S2468-2667(20)30061-X.
Lee, K., Jeong, G. & Yim, J. (2020). Consideration of the psychological and mental health of the elderly during COVID-19: A theoretical review. Int J Environ Res Public Health, 17 (21):8098. DOI:10.3390/ijerph17218098.
Meng, H., Xu, Y., Dai, J., Zhang, Y., Liu, B. & Yang, H. (2020). Analyze the psychological impact of COVID-19 among the eldery population in China and make corresponding suggestion. Psychiatry Res., 289: 112983. DOI:10.1016/j.psychres.2020.112983.
Qiu, J., Shen,B., Zhao, M., Wang, Z., Xie, B. & Xu, Y. A nationwide survey of psychological distress among Chinese people in the COVID-19 epidemic: Implications and policy recommendations. Gen. PSychiatry, 33: e100213. DOI:10.1136/gpsych-2020-100213.




