Skip to main content

Che cosa intendiamo per apprendimento cooperativo?

Abbiamo sentito tante volte parlare dei DSA ovvero i disturbi specifici dell’apprendimento. Queste difficoltà riscontrabili al livello scolastico, riguardanti principalmente la scrittura, la lettura e l’abilità di calcolo, possono portare all’abbandono della scuola e soprattutto possono influenzare la motivazione dei studenti. Tuttavia, esistono delle attività che possono incrementare la motivazione degli studenti, come le attività di apprendimento cooperativo. Difatti, la cooperazione può spingere i ragazzi ad affrontare le attività scolastiche in maniera stimolante e divertente e può aiutare anche questi ragazzi a socializzare tra loro. Le attività di apprendimento cooperativo possono essere organizzate sia in ambito scolastico che in ambito extrascolastico e la loro efficacia dipende sia da fattori personali (personalità, motivazione dello studente) sia da fattori ambientali (ovvero il modo in cui questa esperienza viene condotta). Le attività che vengono condotte in un contesto extrascolastico non devono riguardare necessariamente le materie scolastiche o i temi oggetto di studio, dunque i ragazzi possono scegliere una tematica su cui lavorare.

L’apprendimento cooperativo è dunque un metodo di insegnamento che vede il gruppo come risorsa. In questi casi infatti i ragazzi devono collaborare tra di loro e trasmettere l’uno all’altro il proprio sapere. Diverse ricerche scientifiche hanno affrontato questa tematica, e hanno riportato come queste esperienze cooperative possano facilitare l’apprendimento. In particolare i comportamentisti parlano di un incremento della motivazione poiché i ragazzi devono collaborare per raggiungere un obiettivo comune, mentre i costruttivisti sostengono che l’interazione dei ragazzi con abilità diverse possano portare alla formazione di nuove conoscenze, nuovi modi di pensare e quindi pongono l’accento su quanto sia importante il confronto per la crescita personale. Questo tipo di apprendimento dunque facilita l’interazione, l’organizzazione e la collaborazione necessarie in molti contesti della vita quotidiana. Lavorando in gruppo, i ragazzi non sono facilitati ma solamente guidati e quindi si trovano ad affrontare situazioni complesse imparando a dare il meglio di loro stessi.

 

La formazione del gruppo e i ruoli

Alcune ricerche sul peer tutoring mostrano come i ragazzi apprendono molto di più quando il sapere viene trasmesso da un loro coetaneo piuttosto che da un insegnante e da un Tutor. In merito a ciò, non è facile organizzare questo tipo di situazione perché l’apprendimento cooperativo richiede innanzitutto dei tempi più lunghi e poi la sua efficacia è legata strettamente al gruppo. Nel gruppo il clima deve essere favorevole e positivo e inoltre si richiedono abilità relazionali e sociali per poter condividere le risorse e le informazioni con gli altri membri senza entrare in competizione. Infatti per evitare situazioni competitive, bisogna ascoltare l’altro, valorizzarlo e non screditarlo, accoglierlo e fidarsi del gruppo e delle sue capacità. All’interno del gruppo poi, ogni studente acquisisce un ruolo che è tenuto a rispettare e può essere assegnato sia da chi conduce il gruppo e quindi da un tutor o da un insegnante oppure può essere assegnato dal gruppo stesso.

Durante questa esperienza di apprendimento, il ruolo del Tutor o dell’insegnante deve essere quello di dare delle indicazioni rispetto al compito, esplicitare gli obiettivi da raggiungere, evitare e gestire alcuni situazioni conflittuali che possono presentarsi e verificare che ciascun membro rispetti la sua posizione e il suo ruolo e infine stimolare la collaborazione, lo scambio di informazioni e di idee. Al termine del lavoro, l’intero gruppo riceverà una valutazione che sarà complessiva e riguarderà non solo il compito in sé ma anche il comportamento dei membri del gruppo e dunque le loro abilità relazionali e sociali. I gruppi possono essere formati sia in maniera casuale (ovvero tramite sorteggio) oppure in maniera pianificata (cioè secondo criteri ben precisi). Quelli formati in maniera pianificata possono essere eterogenei oppure omogenei rispetto alle competenze scolastiche. Quelli eterogenei offrono però maggiori possibilità di aiuto reciproco e valorizzazione delle diversità rispetto a quelli omogenei.

 

Quali sono le attività per favorire un clima positivo nel gruppo?

Prima di iniziare a svolgere le attività proposte, è importante creare appunto nel gruppo un clima positivo e favorevole, soprattutto quando i ragazzi non si conoscono tra loro, per poi lavorare insieme al meglio. Il tutor o l’insegnante può quindi proporre delle attività utili a favorire la conoscenza dell’altro. Per fare ciò le attività possono essere molteplici ma sicuramente il Circle-time è quella che viene utilizzata maggiormente. I studenti quindi, prima di iniziare, devono disporsi a cerchio seduti in uno spazio apposito oppure su un tappeto, e pian piano che il tutor passa la parola, devono presentarsi tra di loro. Chi ascolta deve rimanere in silenzio e potrà parlare solamente quando sarà arrivato il suo turno. Un’attività simile è quella del gomitolo, in cui i ragazzi sono disposti sempre in cerchio e raccontando qualcosa di sé passano il filo del gomitolo ad un altro compagno che potrà da quel momento prendere la parola.

Queste attività aiutano i ragazzi a conoscersi, ad evitare l’imbarazzo e stimolano i ragazzi a conoscersi da un punto di vista personale e non solo scolastico. Poi, una volta finito, il tutor spiega agli studenti il compito da svolgere assegnando a ciascun membro un ruolo. Nell’apprendimento cooperativo dunque la risorsa sono i ragazzi stessi che mettono insieme le loro conoscenze e abilità per raggiungere un obiettivo comune mentre il tutor ha un ruolo marginale e di monitoraggio. Controlla le strategie utilizzate dai ragazzi per far fronte al compito, valuta la comprensione degli studenti e le loro abilità relazionali per poi appunto dare una valutazione quando i ragazzi hanno terminato il compito e hanno terminato la presentazione. Nella valutazione finale il tutor favorisce l’autovalutazione sia rispetto al compito e agli obiettivi raggiunti, sia rispetto alle modalità di cooperazione. Questo è estremamente utile perché spinge i ragazzi a riflettere sia sul lavoro svolto e sulle modalità lavorative utilizzate.

 

Riferimenti Bibliografici

Pearson (2019) L’apprendimento cooperativo https://it.pearson.com/genitori/primaria/parole-della-scuola/apprendimento-cooperativo.html (15/11/2019)

Gentile M., (2019) Dall’apprendimento cooperativo alla didattica per competenze. Casa Editrice: Il Capitello. (16/11/2019)

Le idee di Mari (12 agosto 2019) I ruoli nel cooperative learning https://leideedimari.com/i-ruoli-del-cooperative-learning/

(16/11/2019)

Johnson D.W., Johnson T.R. (2015) Apprendimento cooperativo in classe. Migliorare il clima emotivo e il rendimento. Casa Editrice: Erickson. (17/11/2019)