Covid-19 e tecnologia
Durante la pandemia mondiale da COVID-19, molte sono le cose che sono cambiate nella nostra società. Dal modo di lavorare al modo di studiare attraverso la didattica a distanza fino al modo di relazionarci con gli altri. Durante il lockdown tutti siamo rimasti in contatto con i nostri cari attraverso videochiamate, messaggi, social network. Ancora oggi molti adolescenti, in seguito all’aumento del contagio non sono potuti ritornare sui banchi di scuola e questo li ha costretti a casa davanti ad uno schermo. Anche le occasioni di assembramenti, uscite sono state ridotte proprio perché gli adolescenti potrebbero nelle loro attività contrarre il COVID-19 e trasmetterlo alle fasce più a rischio come gli anziani. Sebbene inizialmente ci siamo abituati a questa situazione, ad oggi molte persone non sentono il bisogno di uscire rimanendo nel luogo sicuro che è la loro casa. Molti adolescenti avendo interrotto le attività anche sportive in presenza escono sempre meno e si rifugiano nella tecnologia.
Dalla didattica a distanza alle chiamate Skype per sentire gli amici, all’allenamento, al gioco online attraverso videogiochi e piattaforme. Sebbene la tecnologia ci ha aiutato a mantenere il contatto con gli altri e a scoprire nuove modalità di interazione e di studio, a lungo andare questa situazione potrebbe portare gli adolescenti a interagire sempre meno viso a viso e ad un eccesso di utilizzo della tecnologia. Questo crea un paradosso, perché se da una parte la tecnologia permette alle persone di non isolarsi e di interagire, dall’altra crea una relazione virtuale a cui l’uomo animale sociale non è abituato. Attraverso l’interazione con gli altri noi pensiamo, ragioniamo, cresciamo e modifichiamo le nostre reazioni e comportamenti in base all’interlocutore e dunque adattiamo il nostro comportamento e ovviamente attraverso lo schermo l’interazione è molto limitata. Oltre ciò la tecnologia a lungo andare potrebbe portare ad una dipendenza senza sostanza e questo non aiuterebbe i ragazzi a rapportarsi con gli altri nel futuro, ma li costringerebbe a casa schiavi dell’online.
Il meccanismo della dipendenza
La dipendenza da internet, come le altre dipendenze con e senza sostanza, è caratterizzata dai più comuni sintomi di dipendenza, dall’assuefazione all’astinenza. Come ogni altra dipendenza, quello che accade quando utilizziamo la tecnologia è la produzione di una sostanza gratificante all’interno del sistema nervoso centrale. Si inizia a produrre la dopamina, un neurotrasmettitore endogeno, legato alla gratificazione e al piacere. Il punto è che come tutte le cose, quanto più utilizziamo la tecnologia e meno dopamina viene prodotta perché il nostro cervello si abitua a quel piacere e quindi serve una “dose sempre maggiore” per produrre la quantità di dopamina iniziale ed avere la stessa sensazione di piacere. È qui che entriamo nell’assuefazione e allora iniziamo ad utilizzare sempre di più la tecnologia fino a che i nostri amici diventano virtuali e la relazione con loro e con i nostri cari viene consumata dietro uno schermo anche per comodità, velocità e perché no anche un po’ di pigrizia. Arriviamo poi ad un punto in cui non possiamo poi farne a meno, altrimenti i sintomi comuni sono quelli dell’astinenza (attacchi d’ansia, irritabilità, irrequietezza ecc.).
Tra le altre cose, questo periodo ci sta spingendo verso quel versante perché anche molti di noi che non facevano uso della tecnologia hanno capito che online si può comprare (vestiti, spesa), studiare (lezioni Skype, corsi online) si può interagire con persone lontane da noi perché all’estero, si può giocare, insomma si possono fare molte più cose di cui prima, magari presi dalla vita frenetica, ignoravamo l’esistenza . Ovviamente fare acquisti via web, lezioni e tanto altro riduce i tempi, lo stress del traffico e della fila, è più comodo e immediato, in più in questo periodo di pandemia è più sicuro per via del contagio. Però ecco appunto il paradosso si sta spesso davanti allo schermo. Dai bambini che giocano con il tablet agli adolescenti che usano molto lo smartphone e il computer. Nei bambini l’interazione con i pari è molto importante perché consente lo sviluppo di molte abilità cognitive come il linguaggio, l’apprendimento, la pianificazione, il ragionamento e il problem solving e molto altro, negli adolescenti l’interazione consente la costruzione della propria identità e personalità, ma anche negli adulti è necessaria, per il contatto e il confronto perché lo sviluppo è un processo continuo.
Lo sviluppo e l’uso eccessivo della tecnologia
Introduciamo quindi il concetto di plasticità cerebrale. Nella concezione classica le modificazioni del sistema nervoso centrale avvenivano entro periodi specifici dello sviluppo mentre ad oggi questa concezione è stata superata. Le modificazioni avvengono continuamente perché i circuiti nervosi cambiano struttura e funzione in base agli stimoli ambientali e questo è un processo che si manifesta sia durante lo sviluppo sia nella vita adulta. Pensiamo all’apprendimento per esempio, noi apprendiamo continuamente e le nostre connessioni sinaptiche si rimodellano e questo dipende molto dagli stimoli che riceviamo dall’ambiente e dalle risposte che mettiamo in atto. Un esperimento condotto sui ratti, mostra che i ratti che vivono in un ambiente ricco di stimoli manifestano variazioni sia biologiche sia funzionali rispetto ai ratti che vivono in un ambiente impoverito perché ricevono più stimoli sociali, sensoriali e motori (Rosenzwieg et al., 1990). Pensiamo dunque quanto è importante anche per l’uomo vivere e interagire con un ambiente ricco di stimoli e di relazioni sociali autentiche.
Mentre prima del COVID-19 la tecnologia veniva utilizzata nei momenti di svago e relax adesso appunto viene utilizzata sia per quei momenti, che per attività come studio e lavoro. Probabilmente l’eccesso nell’uso verrà visto nelle generazioni successive, nei nativi digitali, i “nati nell’era della rete e di internet” e verranno valutati gli effetti che la rete potrebbe produrre: dall’isolamento alla relazione virtuale, all’incontro di nuovi partner sulle app, ma anche ai pericoli che si incorrono navigando e conoscendo nuove persone via chat. Detto ciò, quello che potrebbe aiutare a mantenere un equilibrio tra l’uso e l’uso eccessivo di internet sono sicuramente per i giovani delle regole e dei tempi prestabiliti da parte dei genitori nell’uso della tecnologia, stimolarli a fare attività diverse anche se all’interno della casa come giochi da tavolo, pittura, disegno, leggere libri, fare attività manuali e intellettuali che stimolino i ragazzi e i bambini, ovvero le fasce d’età che devono ancora sviluppare la propria identità, personalità e le proprie abilità cognitive per non essere unicamente stimolati dall’uso del computer.
Riferimenti Bibliografici
Bertelli G., ( 20 Marzo 2019) Dipendenza da internet https://www.my-personaltrainer.it/salute/dipendenza-da-internet.html
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Calvio C., ( 14 Ottobre 2018) La dipendenza da internet https://www.psicologiaperugia.it/approfondimenti/dipendenza-da-internet/
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Dara V., ( 1 Settembre 2017) Chi sono i nativi digitali? Un ritratto e qualche mito da sfatare https://www.insidemarketing.it/chi-sono-i-nativi-digitali-caratteristiche/
(29/11/2020)
Denes G., ( 2016) Plasticità cerebrale. Come cambia il cervello nel corso della vita. Editore: Carocci.
Masip Marc (2019) Disconnessi e felici. Riconoscere la dipendenza da internet e da cellulare per fare un uso adeguato delle nuove tecnologie. Editore: Il punto d’incontro.




