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Dipendenze

Disturbi di Personalità: incidono sul consumo di sostanze stupefacenti?

23 Settembre 2019No Comments

Disturbi di personalità e Disturbo da uso di sostanze: facciamo chiarezza

In generale i disturbi di personalità sono caratterizzati da un modo pervasivo e persistente di percezione, reazione e relazione che causano un disagio significativo o una compromissione funzionale della personalità del soggetto e, conseguentemente, del suo funzionamento personale e sociale. In particolare, il disturbo narcisistico di personalità è caratterizzato da un modello pervasivo di grandiosità, necessità di adulazione e mancanza di empatia. Chi soffre di un disturbo narcisistico di personalità sopravvaluta le proprie capacità e ingigantisce i propri successi, pensando di essere superiore agli altri, unico, speciale. La sovrastima del proprio valore lo porta a svalutare il valore degli altri e dei loro risultati. Generalmente chi ha questo disturbo ha un esagerato desiderio di essere ammirato per la propria intelligenza o bellezza e, proprio per questo, cerca di circondarsi di persone che siano in grado di apprezzare le sue doti. Sono persone sensibili e si infastidiscono facilmente se ricevono critiche dagli altri o falliscono in qualcosa, perché ciò li fa sentire umiliati e sconfitti.

Il disturbo da uso di sostanze riguarda quei comportamenti patologici che mettono in atto quei soggetti che continuano ad usare una sostanza nonostante vivano notevoli problemi legati al suo utilizzo. Ci possono essere anche manifestazioni fisiologiche, comprese le variazioni di circuiti cerebrali. L’uso di sostanze stupefacenti tale da essere riconducibile ad un vero e proprio disturbo, porta ad una compromissione nel funzionamento sociale (lavoro, scuola, amicizie, hobby), personale (la persona passa un tempo significativo ad ottenere, utilizzare, o riprendersi dagli effetti della sostanza ed ha un intenso desiderio di utilizzarla), oltre che ai sintomi di tolleranza (il soggetto necessita di aumentare progressivamente la dose della sostanza per arrivare all’effetto desiderato) e di astinenza (spiacevoli effetti fisici e psicologici che si verificano quando l’uso della sostanza viene interrotto).

 

Quali meccanismi psicologici possono spiegare l’associazione fra Disturbi di personalità e l’uso di sostanze?

Molti dati empirici supportano il collegamento esistente tra Disturbo da Uso di Sostanze e Disturbi di Personalità, suggerendo che il legame tra dipendenza da sostanze e tratti di personalità clinici non sia affatto casuale: la presenza di un mal funzionamento o di una patologia a carico della personalità inciderebbe non solo sull’esordio della dipendenza da sostanze, rendendolo più probabile, ma anche sul suo andamento, sull’aderenza all’eventuale trattamento e sulla prognosi (Vaillant, 1983). Più in particolare alcuni studi hanno messo in luce un collegamento fra Disturbo narcisistico di personalità e uso di cocaina, scoprendo che questi pazienti ricercano nella cocaina l’“auto-medicazione” per regolare stati d’umore disforici o depressi (“self-medicators”), quindi più in generale è possibile affermare che la cocaina viene utilizzata per regolare il tono dell’umore, quindi gli alti e bassi fra depressione ed euforia.

La cocaina che è uno stimolante del sistema nervoso, sembra essere la droga di elezione di persone che cercano una “spinta” sia dal punto di vista fisico che rispetto alla propria autostima per affrontare al meglio le sfide emotive e vivere un prolungato stato di eccezionalità al di sopra degli altri. La motivazione di questo sodalizio cocaina-narcisismo potrebbe essere ricercata nelle caratteristiche stesse della sostanza che ha proprio come effetti una sensazione di elevato benessere, grandiosità, accrescimento dell’autostima, senso di potere…tutte emozioni e sensazioni che il narcisista ricerca e predilige più di altre.

 

Perché è così difficile smettere?

La dipendenza, come anticipato sopra, si manifesta con un sentimento incontrollabile di desiderio (craving), che comprende una componente di ricerca di sensazioni legate al piacere ed un’altra componente “spiacevole” legata all’ansia anticipatoria dei sintomi di astinenza. Quando la persona smette di fare uso o di abusare della sostanza, resta comunque una dipendenza, tradizionalmente definita “psichica” che esprime la sola componente di ricerca di piacere: la persona rimane ancorata alle sensazioni di benessere che ha sperimentato durante i primi consumi della sostanza, al di là delle sensazioni fisiche, sono quelle psicologiche che tornano continuamente in auge, ricordando l’euforia, il senso di potere, le prestazioni amplificate, tutte caratteristiche che hanno rappresentato un terreno fertile sul quale poi si è sviluppata la dipendenza. Oltre a ciò, Khantzian sostiene che gli individui selezionino autonomamente le diverse sostanze sulla base dell’organizzazione di personalità e degli squilibri del suo funzionamento. Quindi, piuttosto che la ricerca di evasione, euforia o autodistruzione, i tossicodipendenti cercherebbero una “cura” per una serie di sintomi e sofferenze psichici e stati emotivi che sono fonte di malessere. Nonostante questo tentativo sia chiaramente destinato a fallire, visto il rischio e le conseguenze a lungo termine, queste sostanze li aiutano a gestire gli stati emotivi stressanti e una realtà altrimenti vissuta come non gestibile e schiacciante.

La sostanza a cui l’individuo si “affida” non è scelta a caso: nonostante chi fa uso, spesso, utilizza più sostanze contemporaneamente (poliabuso), la maggior parte preferisce utilizzarne solo una. Questo fenomeno in letteratura viene chiamato “fenomeno di scelta della droga” oppure “uso preferenziale” o anche, secondo Khantzian “processo di auto-selezione”. Se consideriamo la cocaina, alcuni suggeriscono che le proprietà stimolanti di questa sostanza creino dipendenza perché aiutano la persona a superare la stanchezza e la sensazione di vuoto associata agli stati depressivi. In altri casi la cocaina potenzia l’autostima e la sensazione di potere, la tolleranza alla frustrazione e scaccia via i sentimenti di noia. Alcune persone, invece, utilizzano la cocaina per sostenere uno stile di vita particolarmente frenetico e stressante.

In conclusione, quindi, la difficoltà di smettere è associata alle sensazioni di piacere che, soprattutto nei primi consumi, è capace di far sperimentare la sostanza. Oltre a ciò, nei casi in cui è presente un disturbo di personalità, come ad esempio il disturbo narcisistico, smettere risulta ancora più complicato, perché alla base del consumo vi sono i tentativi di eliminare esperienze di disagio e di sofferenza causate dal disturbo di personalità stesso, scenario nel quale la sostanza di consumo si innesta per fornire aiuto e sollievo, a breve termine, per soffocare questo disagio.

 

Riferimenti bibliografici

Dimaggio, G., Petrilli, D., Fiore, D., & Mancioppi, S. (2007). Il disturbo narcisistico di personalità: la malattia della grande vita. In G. Dimaggio & A. Semerari “I Distrurbi di personalità. Modelli e trattamento”V edizione (pp. 161-200), Laterza Editori.

Lingiardi, V. & Gazzillo, F. (2014). La personalità e i suoi disturbi. Raffaello Cortina, Milano.

Rigliano, P. & Bignamini, E. (2009). Cocaina. Consumi, psicopatologia e trattamento. Raffaello Cortina, Milano.

Vaillant, G.E. (1983). The natural history of alcoholism. Harvard University Press.

https://www.jpsychopathol.it/article/il-problema-della-personalita-tossicofilica-nella-patogenesi-del-disturbo-da-uso-di-sostanze-psicoattive-revisione-della-letteratura-e-recenti-acquisizioni/ (20/09/19)