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La storia di un farmaco diventato droga

Il fentanil – anche conosciuto come fentanile o fentanyl – è un farmaco oppiaceo derivato dalla morfina, il famoso alcaloide estratto dal papavero da oppio. Questo farmaco, però, è molto più potente della morfina, superando i suoi effetti di almeno 80 volte. La sua peculiarità è quella di svolere un’azione anestetica rapida e di breve durata. Il fentanyl nasce come un farmaco da utilizzare per trattare vari tipi di dolore cronico, soprattutto in patologie come la neoplasia o nei casi di dolore cronico di origine tumorale, oppure viene impiegato prima di effettuare interventi chirurgici in associazione ad altri farmaci e come sedativo e/o analgesico post-operatorio. Questa sostanza è stata creata dal Dr. Paul Jansen nel 1959 e, subito, dopo è stato introdotto sul mercato dei farmaci come uno dei più potenti analgesici in commercio. Inizialmente questo farmaco era venduto soprattutto sottoforma di cerotti dermici. Di lì a poco, però, visti i suoi effetti rapidi e di breve durata, questo farmaco è stato introdotto sul mercato illegale e venduto come una vera e propria droga, snaturando completamente il suo primordiale uso e, soprattutto, ignorando completamente gli effetti collaterali a livello fisico e psichico.

Tra il 2005 ed il 2007 in Messico i cartelli della droga si sono dedicati ad una massiccia produzione di fentanyl, tanto che in quel periodo attraverso il consumo del fentanyl prodotto da un singolo laboratorio, persero la vita più di mille persone. Questo è accaduto anche per il fatto che questa sostanza è così devastante che è molto facile andare in overdose: una singola pasticca potrebbe, infatti, portare alla morte. Il cantante americano Prince sarebbe morto il 21 aprile 2016 proprio per un’overdose di Fentanyl, farmaco che assumeva per alleviare il dolore causato da un operazione alla gamba: è molto difficile dosarne la quantità giusta, infatti, quella in grado di uccidere una persona potrebbe essere utile per alleviare il dolore di un’altra. Soltanto nel 2014 più di 18 mila statunitensi sono morti per overdose da oppioidi regolarmente prescritti. Di questi, 700 decessi sono dovuti al Fentanyl.

L’epidemia invisibile

Il fentanyl può causare diversi effetti collaterali: estrema sonnolenza, stanchezza e spossatezza, vertigini, emicranee, alterazione di alcuni organi di senso come olfatto e gusto. Inoltre, la sostanza può provocare disordini e squilibri a livello psichiatrico; infatti, non di rado si incorre in numerosi sbalzi di umore, sintomi depressivi o depressione, paranoie, disorientamento, difficoltà a dormire o veri e propri disturbi del sonno, ansia, stati di irrequietezza e agitazione. Altri effetti che possono essere provocati dal fentanyl sono: reazioni allergiche, disturbi visivi, perdita dell’appetito, depressione respiratoria, rigidità muscolare, dolore articolare.

Come gran parte degli oppiacei, anche il fentanyl e i suoi derivati (definiti fentanili) hanno anche effetti euforizzanti e narcotici, che uniti al basso costo di produzione li rendono sostituti perfetti dell’eroina: possono essere usati per tagliare la sostanza che arriva nelle strade, mischiati con cocaina o altri eccitanti per produrre l’equivalente dello speedball, o venduti tal quali come sostituti sintetici, ed estremamente economici, dell’eroina. Negli Stati Uniti nel 2015 il National Institute on Drug Abuse (NIDA) ha stimato quasi 10 mila morti in seguito all’utilizzo di oppiodi sintetici, molti dei quali risalenti al fentanyl e, nell’anno successivo le morti per overdose hanno raggiunto i 20 mila: in un solo anno si riscontra un raddoppiamento dei decessi.

Il giornale Guardian stima 46 morti per fentalnyl nel Regno Unito nel corso dello scorso anno, mentre nell’ultimo report dell’European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction il fentanyl e i suoi derivati sono risultati tra le cause probabili del recente aumento di decessi per overdose all’interno dell’Unione Europea. La sua crescente popolarità è un pericolo sia per chi ne fa uso, sia per addetti alla sicurezza e personale sanitario: la sola inalazione di poche particelle di Fentanyl può risultare letale.

Cosa fa la Legge?

Molto spesso il fentanyl ed altre sostanze stupefacenti introdotte sul mercato della droga negli ultimi tempi, viene venduto sfruttando internet e il mercato nero  del Deep Web. Su queste piattaforme vengono spacciati per sali da bagno o deodoranti per l’ambiente, prodotti apparentemente innocui e legali, ma che hanno semplicemente lo scopo di illudere le forze dell’ordine ed invitare gli acquirenti ad acquistare con più tranquillità. In questo modo gli spacciatori sfruttano dei limiti della Legge italiana per immettere nel mercato sostanze del tutto illecite e, soprattutto, dagli effetti sconosciuti: per la legislazione italiana infatti una nuova sostanza chimica è perfettamente legale fino a che non viene inserita nelle tabelle del ministero, e questo crea un gioco a rincorrersi tra criminalità, che produce di continuo nuove sostanze, e le istituzioni che si occupano di identificarle. Questo, ovviamente, porta gli esperti a dover aggiornare le suddette tabelle ogni 4-5 mesi, viste le continue modifiche da parte degli spacciatori delle sostanze: infatti, basta cambiare una singola molecola per ottenere una nuova sostanza.

Nella Relazione europea sulla droga 2018, stilata dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda), l’emergeza fantanyl è un tema caldo e discusso. Lo studio specifica che in Europa il consumo di oppiacei in generale – soprattutto di eroina, che risulta il più diffuso – è «relativamente modesto». Allo stesso tempo, l’84% delle morti per overdose sono state causate da questo tipo di sostanze. Nella stessa relazione si legge anche che «varie fonti suggeriscono un abuso crescente di oppiacei sintetici legali», tra i quali rientra anche il fentanyl. Anche se l’emergenza europea non può essere paragonabile a quella scoppiata negli Stati Uniti, «i decessi e i casi di overdose non mortali associati al fentanyl e ai derivati del fentanyl non controllati evidenziano la necessità di una vigilanza continua». Basti pensare che dal 2009 sono state individuate 38 nuove tipologie di fentanyl in Europa, di cui 13 segnalate per la prima volta nel 2017.

 

Riferimenti bibliografici

Black, J., Janssen, P. (2005). A personal perspective on Dr. Paul Janssen. Journal of Medical Chemestry, 48, 6, 1687-8.

Mayes, S., Ferrone, M. (2006). Fentanyl HCl patient-controlled iontophoretic transdermal system for the management of acute postoperative pain.  Annalls Pharmacotherapy, 40, 12, 2178–86.

Ray, B.R., Baidya, D.K., Gregory, D.M., Sunder, R. (2012). Intraoperative neurological event during cesarean section under spinal anesthesia with fentanyl and bupivacaine: Case report and review of literature. Journal of Anaesthesiol Clin Pharmacol, 28, 3, 374–7.