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La disregolazione emotiva: segnali e cause

La disregolazione emotiva è l’incapacità, da parte del soggetto, di saper riconoscere e successivamente gestire le proprie emozioni, che siano esse positive o negative. Molto spesso, colui che ne soffre gestisce le proprie emozioni in maniera disfunzionale, mettendo in atto comportamenti amplificati sia in situazioni di felicità che di tristezza, a causa di fattori biologici che portano, appunto, a presentare una discontinuità dell’umore e della propria immagine. I soggetti che presentano disregolazione dell’emotività manifestano improvvisi cambiamenti di umore, comportamenti aggressivi ed impulsivi, dipendenza affettiva nei confronti del caregiver, e spesso difficoltà a regolare i propri pensieri in situazioni di collettività. La disregolazione emotiva, infatti, implica in primis il non saper comprendere e decodificare correttamente le emozioni, di conseguenza non si è in grado di regolarle in maniera adatta al contesto in cui ci si trova. In alcuni casi, i soggetti non riescono nemmeno a decodificare le emozioni presenti negli altri, agendo così in maniera impulsiva e senza cognizione di causa.

E’ essenziale – ovviamente – per il nostro benessere psicofisico saper gestire le nostre emozioni ed essere in grado di adattare queste alle varie situazioni che la vita ci presenta davanti: situazioni estremamente positive, negative, di sfida, di eccitazione. Quando ciò non riesce ad essere gestito nella giusta maniera, si può dire di essere di fronte ad un caso di disregolazione. La disregolazione emotiva, spesso, si presenta a seguito di un trauma precoce che compromette il corretto funzionamento del problem-solving infantile. Un trauma infantile, infatti, compromette la futura capacità di regolare le proprie emozioni e interferisce con le successive funzioni fisiologiche quali il sonno, il battito cardiaco, la respirazione. La compromissione dell’auto-regolazione influisce negativamente sullo sviluppo psicofisico della persona, la quale si sentirà sempre più sopraffatta dalle situazioni che dovrà affrontare, creando all’interno di se un’instabilità continua. In particolare, bambini cresciuti in un ambiente conflittuale ed instabile tendono ad apprendere che, per ottenere ciò che vogliono, devono assumere lo stesso comportamento irruento e negativo adottato dalle proprie figure di riferimento.

La disregolazione emotiva è molto spesso associata al disturbo borderline di personalità, disturbo anch’esso collegato alla regolazione delle emozioni. Le persone affette da disturbo borderline riescono difficilmente a portare a termine qualsiasi tipo di progetto, a causa dei comportamenti disfunzionali messi in atto nelle situazioni. Inoltre, chi soffre di tale disturbo può mettere in atto comportamenti autolesionistici o pensare addirittura al suicidio per mettere fine alla confusione emotiva così pesante che sentono di avere. Il non avere una propria consapevolezza delle proprie emozioni porta a non accettare se stessi ed il proprio modo di affrontare le cose, da quelle più banali a quelle più serie. In età infantile, il disturbo della disregolazione emotiva ha un aspetto più ampio e prende il nome di disturbo da disregolazione dell’umore dirompente.

 

Il disturbo da disregolazione dell’umore dirompente nell’infanzia

Come sopracitato, il disturbo della disregolazione emotiva proviene a seguito di traumi infantili non correttamente interiorizzati. Fino a pochi anni fa si pensava che la mancata regolazione delle emozioni, e del conseguente umore, nel bambino fosse dovuto a cause non direttamente spiegabili, poiché si pensava che disturbi di questo genere fossero più comuni negli adulti rispetto ai bambini. Inoltre, cambiamenti frequenti dell’umore venivano considerati come indicatori di un progresso sviluppo nel bambino che si approcciava alla crescita. Solo da poco si è assisituto ad un aumento di studi sui bambini che ha portato ad inserire all’interno del DSM-V (APA, 2013) quello che oggi viene chiamato “Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente”, facente parte dei disturbi depressivi dell’età evolutiva. Tale disturbo si presenta come una cronica, grave e persistente irritabilità che si sviluppa attraverso:

  • Collera verbale e comportamenti irruenti contro cose e persone che esprimono una frustrazione interna, con o senza cause scatenanti
  • Umore irritabile e arrabbiato mantenuto costante durante la collera.

I bambini con disturbo da disregolazione dell’umore dirompente non riescono a gestire la loro intensa ed improvvisa emotività accompagnata da una rabbia estrema e apparentemente inspiegabile che non riescono a gestire, in quanto l’impeto è talmente improvviso e travolgente. I bambini che presentano questo tipo di disturbo, se non correttamente trattati, possono sviluppare nel tempo disturbi depressivi come il disturbo bipolare o disturbi d’ansia. Trascurare questo tipo di disturbo, infatti, può avere ripercussioni negative sullo stato psicofisico del bambino, in quanto ciò ostacola il normale processo di apprendimento e di gestione delle situazioni, da quelle negative a quelle positive. Le cause scatenanti il disturbo dell’umore dirompente non sono ad oggi molto conosciute; l’unica cosa certa è che i bambini che ne soffrono mostrano serie difficoltà nel gestire ed elaborare stimoli collegati alle loro emozioni e alla gestione dell’umore.

 

ADHD e regolazione delle emozioni: quali connessioni?

L’ADHD, più comunemente chiamato disturbo da deficit di attenzione e dell’iperattività, è caratterizzato da componenti prevalenti di comportamenti impulsivi, iperattivi, tali da rendere disfunzionale la vita di chi ne soffre. Le persone affette da ADHD hanno particolari difficoltà nel gestire le proprie risposte emotive, caratterizzate da ansia, depressione e senso di incapacità di problem-solving. Ad oggi, però, non è ancora chiaro quale relazione esista tra ADHD e disregolazione emotiva, nonostante siano state proposte numerose teorie scientifiche le quali dimostravano che entrambi i disturbi fossero radicati in una disfunzione nel modo in cui il cervello elabora le informazioni. A sostegno di ciò, è stato elaborato uno studio condotto nel Karolinska Instituet il quale afferma che sia l’ADHD che la disregolazione emotiva possano essere sovrapponibili a livello cerebrale. Ciò è stato dimostrato grazie allo studio sulle immagini strutturali del cervello condotto su circa 1000 adolescenti con ADHD e disturbo da disregolazione emotiva: i risultati affermarono che le aree del cervello tendevano a coincidere perfettamente.

Importante è sapere che, in bambini con ADHD, la disregolazione emotiva influisce in maniera estremamente negativa soprattutto dal punto di vista sociale: bambini con ADHD, infatti, hanno serie difficoltà ad instaurare relazioni sociali proprio perché non sono in grado di comunicare in maniera efficace con il gruppo dei pari e sono particolarmente oppositivi e contestatori. La disregolazione emotiva in soggetti con ADHD è uno degli indicatori di rischio fondamentali, in quanto se il disturbo non viene trattato in anticipo il rischio è che si protragga per tutto il processo di sviluppo fino all’età adulta, e ciò non può essere sottovalutato. Indagare su questo disturbo anche in ambito clinico può aiutare enormemente il terapeuta a comprendere eventuali connessioni tra il disturbo stesso ed il rapporto familiare ed intervenire al fine di rendere al minimo il suo decorso evitando anche lo sviluppo di comorbilità con altri tipi di disturbi.

 

Riferimenti bibliografici

Cornoldi, C., De Meo, T., Offredi, F., & Vio, C., (2001). Iperattività e autoregolazione cognitiva. Trento : Erickson

Grazzani Gavazzi, I. (2009). Psicologia dello sviluppo emotivo. Bologna: Il Mulino

Guidano, V., Liotti, G., (2018). Processi cognitivi e disregolazione emotiva. Un approccio strutturale alla psicoterapia. Firenze: Apertamenteweb