Incel, ovvero non trovare l’amore
In un articolo di Fanpage si tratta l’argomento degli uomini che odiano le donne e lo predicano in rete. L’ennesimo fenomeno scoppiato grazie al mondo del web, che permette a chiunque di poter esprimere i propri pensieri senza filtri e condividerli con il mondo. Ognuno di noi può ambire ad avere una platea virtuale su scala planetaria; e, in questo contesto, che fornisce una ghiotta possibilità, sono fioriti gli odiatori di donne seriali che, con il conio dell’immancabile inglesismo, possiamo definire Incel. Costoro, sono individui ben lungi dall’essere catalogati come maschi alfa, fisicamente poco attraenti e con doti caratteriali inadatte alla conquista dell’altro sesso. Esistevano anche prima dell’avvento dei social network, strano vero? Ma un tempo avevano la fortuna di recintarsi nell’anonimato, metabolizzare la loro condizione e comunque costruirsi una vita, trovando la giusta dimensione. Almeno nella maggior parte dei casi.
Oggi, nell’epoca dell’esibizionismo più sfrenato, della chirurgia plastica a basso costo, della dipendenza da Photoshop e di tutto il necessario per coltivare in modo compulsivo il proprio ego anche gli uomini meno attraenti si sentono in diritto di poter reclamare il proprio posto al sole, anche se nel cono d’ombra. Frustrati, comprensibilmente, dal non poter vantare doti spendibili per questa epoca si sono adoperati per rivendicare il loro dissenso, fino a sfociare nell’odio. La frustrazione sessuale è sublimata con la pratica del disprezzo verso le donne. Un odio inquietante, che striscia nel mondo virtuale, che non può non far riflettere, facendo temere che qualcuno decida di non fermarsi solo alle parole e passare ai fatti. Quando si legge che qualcuno ha postato un messaggio, in cui si augura che tutte le donne incinte meritano di cadere dalle scale e perdere il loro bambino, qualche domanda su questi personaggi e d’obbligo farsela.
Ti odio quindi esisto
Un odio viscerale, esibito senza vergogna che permette agli Incel di far sapere che esistono e che hanno dei sentimenti, feriti e vituperati nella loro condizione di scarso fascino, in questa epoca del culto della perfezione fisica e della bellezza raggiungibile a colpi di bisturi e liposuzione, i brutti si sentono ghettizzati come moderni paria. Incel è l’abbreviazione di “involuntarily celibate” che tradotto vuol dire celibato involontario. Quindi, questi uomini hanno provato a conquistare delle donne ma hanno fallito, probabilmente più di una volta o, forse, possono avere subito delle umiliazioni, quando hanno ricevuto i rifiuti. Tutto questo, e altri insondabili motivi, li ha autorizzati a rendere pubblica la loro condizione forzata e a perorarne il dissenso. Odiare per urlare al mondo la propria esistenza. Una sub cultura esplosa nel web molto pericolosa e non solo nel mondo virtuale.
Come quando Alek Minassian ha travolto, con la propria vettura, la folla su una strada di Toronto, il 23 aprile 2018, uccidendo dieci persone. Si è subito pensato ad un attentato dell’Isis, ma l’ipotesi è tramontata presto e le motivazioni addotte da Minassian, una volta tratto in arresto, non sono state meno inquietanti. Prima di compiere la strage l’universitario canadese aveva postato un delirante messaggio sulla sua bacheca Facebook, dove proclamava una sorta di “guerra santa” degli Incel, in onore al “supremo gentiluomo Elliot Rodger”, individuo a sua volta autore di un altro massacro, perpetrato in California nel 2014. Il “gentiluomo” uccise sei persone a causa delle proprie frustrazioni con l’altro sesso e poi si tolse la vita. Anche Rodger, prima di compiere la strage, pubblicò online una sorta di manifesto che incitava alla rappresaglia contro le donne, ree, secondo lui, della propria verginità e che gli rifiutavano di soddisfare piaceri sessuali che gli spettavano di diritto.
La frustrazione immersa nella solitudine della modernità
Questa facilità di comunicare in rete, in modo rapido e nel sicuro delle proprie stanze, permette la divulgazione di questi fenomeni. Nascono comunità virtuali, dove le persone si sentono “accettate” grazie alla propria disgrazia. Alimentano argomentazioni che sfociano nel delirio e, in questo brodo infernale, individui come gli Incel sentono di avere una sorta di potere, un diritto divino alla vendetta. Si riconoscono e creano un apposito linguaggio gergale, per differenziarsi dagli estranei che vogliono sondare la loro comunità. Nel movimento Incel si trovano anche persone che vogliono solo condividere la solitudine e sfogarsi con altri individui che si trovano nella medesima condizione. Ma ci sono anche coloro che non accettano passivamente i fatti e inneggiano alla violenza. Le donne sono l’obiettivo di tutti i malesseri sessuali, tanto da pervadere completamente lo stato emotivo, proiettando tutti i fallimenti verso il mancato approccio con il gentil sesso. Gli Incel fanno l’identikit del maschio preferito dalle donne: mascelle ben scolpite, solide strutture ossee, lineamenti regolari, e vivono questi privilegi come un’ingiustizia.
In Italia sono migliaia e anche loro interagiscono all’interno di gruppi online. Ciò che traspare con evidenza è il vittimismo. Le donne, secondo loro, sono interessate solo ai Chads (uomini sessualmente attraenti e vincenti nella vita) che qui in Italia è descritto anche con il nomignolo “Tommy” (Tommaso, nome che identifica il belloccio figlio di papà nell’immaginario Incel). Hanno una teoria che seguono come la bibbia ed è quella che va sotto l’acronimo inglese LMS, ovvero Look, Money e Status. Secondo loro sono i tre fattori principali che servono ad un uomo per conquistare le donne, tutto il resto sul romanticismo, conoscenza, comprensione sono solo delle fesserie. Relegati a maschi Beta, interpretano il mondo con canoni materiali, oggettivano la donna in modo esasperato, diventando loro stessi il simbolo di un’epoca che disprezzano per il modo in cui i rapporti sessuali sono vissuti, completamente mercificati e superficiali.




