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Le conseguenze psicologiche legate alla perdita di un genitore

La perdita di un punto di riferimento importante, come una figura genitoriale o una figura di riferimento che si è presa cura del bambino può generare in lui alcune reazioni che vanno valutate e accertate prontamente per impostare un intervento di supporto psicologico. Alcune manifestazioni che si presentano dopo un lutto improvviso o aspettato a causa di malattie non curabili posso essere: disturbi dell’alimentazione, disturbi del sonno, irrequietezza e irritabilità, mutismo selettivo, isolamento da familiari o amici o dipendenza, manifestazioni psicosomatiche, manifestazioni d’ansia, abbandono o rifiuto scolastico e difficoltà cognitive come scarsa concentrazione o memoria. In particolare queste manifestazioni possono presentarsi in presenza di familiari, amici, insegnanti ed è importante saperle riconoscerle ed intervenire per aiutare il bambino nell’elaborazione del lutto e nella ripresa di una routine giornaliera.

In particolare per quanto riguarda i disturbi dell’alimentazione il bambino può mostrare inappetenza, rifiuto di mangiare o abbuffate, nei disturbi del sonno ritroviamo l’incapacità di addormentarsi, incubi frequenti o ipersonnia, possiamo notare delle manifestazioni di rabbia improvvisa o pianto non gestibili e manifestazioni psicosomatiche come frequenti mal di pancia, mal di testa non spiegabili da sintomi fisici o regressione a fasi precedenti dello sviluppo e quindi uno scarso controllo sfinterico o incapacità di vestirsi, lavarsi, addormentarsi e svolgere compiti di routine in modo autonomo. Il bambino a seguito dell’evento traumatico può isolarsi dai familiari restanti e dai pari e rifugiarsi nel mutismo, potrebbe presentare fobie e paure specifiche non presentate prima come paura di perdere l’altro genitore e per questo dipendere sempre di più dal genitore che resta o dai familiari che si prendono cura di lui.

 

Il disegno della famiglia e della persona sotto la pioggia

Quando il bambino è piccolo e a causa dell’età o della situazione che sta vivendo non comunica verbalmente i propri sentimenti e le proprie paure, può essere utilizzato il disegno come strumento diagnostico e valutativo per raccogliere informazioni su di lui. Tuttavia è necessario, anche, raccogliere informazioni relative ai comportamenti problematici che presenta attraverso il genitore. Diversi test grafici ci aiutano a capire se il bambino è sotto stress, a tirar fuori le sue emozioni, a capire come sta reagendo alla perdita, ad indagare il modo in cui vive i rapporti affettivi con i familiari. Il disegno della famiglia può essere proposto al bambino in due modi: la consegna può essere “disegna la tua famiglia” (M.Porot, F.Minkowska, N.Fukada) o anche “ disegna la tua famiglia mentre i suoi componenti stanno facendo qualcosa” (A.Berge, L.Corman). Il bambino dunque in questo modo generalmente riporta nel disegno quella che è la sua famiglia reale, bisogna prestare attenzione al tratto, ai colori che utilizza, all’ordine con il quale si disegnano i vari personaggi, alle cancellature e a come e dove rappresenta se stesso.

Il bambino potrebbe disegnare anche le emozioni dei vari personaggi quindi è importante prestare attenzione anche ai loro volti e a cosa stanno facendo. Il disegno può darci informazioni su come funziona il bambino, su che immagine ha di sé e sulle sue relazioni in quel momento. Questo test può essere somministrato individualmente dai 6 fino ai 15 anni e non ci sono limiti di tempo. Quando il bambino mostra difese rigide nel disegnare la propria famiglia, si può proporre di disegnare una famiglia di animali perché lui tende a rappresentare le caratteristiche dei vari membri della sua famiglia attraverso gli animali. Un altro test che può essere facilmente utilizzato è quello della persona sotto la pioggia di Fay che ci permette di analizzare i meccanismi messi in atto in una situazione di stress. Per quanto riguarda il contenuto, quello che va osservato è la figura che il bambino disegna, se è sola o in compagnia di altre persone, se la persona disegnata è sorridente o triste e se si difende dalla pioggia con un ombrello, un impermeabile. Anche la pioggia da come è disegnata può farci capire se lo stress è forte o lieve.

 

Aiutare il bambino ad elaborare il lutto

Aiutare il proprio figlio durante l’elaborazione del lutto, per un genitore già sofferente a causa della perdita non è semplice. Molto spesso si pensa di tenere all’oscuro i bambini da alcune situazioni dolorose o ingannare i bambini magari raccontando che l’altro genitore è in viaggio. Ma questi atteggiamenti da parte dei genitori non aiutano il proprio figlio a capire e a farsi un idea chiara della situazione reale. I bambini sono molto attenti alle emozioni dei propri genitori e percepiscono che qualcosa non va, per questo bisognerebbe spiegare la situazione al bambino, aiutarlo a capire e metabolizzare ciò che è accaduto e ad esprimere le proprie emozioni e sentimenti legate alla perdita. Solamente in questo modo si instaurerà una relazione autentica basata sulla fiducia e sull’aiuto reciproco e non sull’inganno che potrebbe portare il bambino a non fidarsi degli adulti. Per questo è importante condividere con lui le proprie emozioni, essere sinceri, autentici.

Bisogna affrontare il tema della morte, aiutarlo a capire che è un evento che non si può evitare e che non è lui il colpevole. Non parlando chiaramente, il bambino potrebbe sviluppare sensi di colpa, pensare che l’adulto è andato via a causa sua per questo va rassicurato e aiutato a comprendere la situazione. Si possono raccontare lui delle storie, dei ricordi che si hanno con l’altro genitore, utilizzare fotografie per mantenere vivo il ricordo. Il bambino potrebbe chiudersi e isolarsi quando soffre per questo è importante stimolarlo al dialogo, al confronto, alla socialità per mantenere integri i rapporti sociali con i familiari e con i pari e mantenere una routine giornaliera che il bambino aveva prima dell’evento traumatico. Dunque il genitore ha un ruolo importante nell’elaborazione del lutto nel bambino, ha il ruolo di sostenerlo, supportarlo e osservare se presenta comportamenti disfunzionali e manifestazioni atipiche che richiedono un intervento immediato.

 

Riferimenti Bibliografici

Andreotti N., (5 Maggio 2020) Lutto: come aiutare i bambini ad affrontare le perdite https://www.nadiaandreotti.it/bambini-in-lutto/

(28/12/2020)

Ambrosio V., Come aiutare i bambini ad elaborare il lutto https://www.psico-pato-logia.it/author/valentina-ambrosio/

(30/12/2020)

Bandinelli A.C., Manes S., (2016) Il disegno del bambino in difficoltà. Guida all’interpretazione dei test della figura umana, della famiglia, dell’albero e della casa. Editore: FrancoAngeli.

Varano M., ( 2012) Come parlare ai bambini della morte e del lutto. Editore: Claudiana.