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Lo School Shooting

Con la parola “school shooting” facciamo riferimento ad una sparatoria di massa o un incidente che viene causato da armi da fuoco ed esplosivi all’interno di istituzioni come la scuola e le università. In questo caso, le armi possono essere utilizzate da studenti o da persone che sono esterne all’istituzione stessa. Uno dei casi più noti di school shooting è avvenuto in Colorado quando due studenti uccisero tredici persone tra studenti e insegnanti, ci furono molti feriti e i ragazzi dopo aver ucciso molte persone si tolsero la vita, suicidandosi. Questo fenomeno ha visto negli ultimi anni un notevole incremento e questi episodi non sono più limitati solamente agli Stati Uniti ma avvengono in tutte le parti del mondo. Difatti fenomeni di school shooting sono avvenuti in Germania, in Bosnia, in Olanda, in Svezia e anche in Finlandia. In questi casi è sicuramente difficile individuare il potenziale aggressore sia che si trovi tra gli studenti che frequentano l’istituto sia all’esterno.

Tuttavia, il National Safety Centre ha provato ad individuare alcune caratteristiche presenti nello “school shooter” ovvero la persona che entrando nella struttura scolastica attacca studenti, insegnanti, personale scolastico con armi da fuoco o con esplosivi. Secondo il National Safety Centre, gli school shooter possono avere esplosioni di rabbia e uno scarso controllo degli impulsi, problemi comportamentali e di condotta, scarso supporto e controllo da parte dei membri familiari, possono aver subito atti di abuso, violenza all’interno della famiglia o atti di bullismo a scuola e hanno inoltre una passione per armi, esplosivi. Spesso può esserci anche una dipendenza e un abuso di alcool e droghe. In generale l’aggressione non è impulsiva ma in questi casi tende ad essere pianificata con cura perché il giovane deve anche appunto procurarsi armi e per farlo potrebbe anche chiedere aiuto o informazioni per trovarle o crearle da sè. Per tale motivo, ci sono alcuni segnali che possono essere notati e a cui prestare attenzione.

 

Lo School Shooter e il meccanismo della rabbia

Sicuramente, uno dei fattori scatenanti è la rabbia dello school shooter, spesso agisce per vendetta. Se ci pensiamo la rabbia innesca un meccanismo simile a quello della dipendenza. L’aggressore prova rabbia per suoi motivi personali o contro i compagni, studenti, l’istituzione scolastica in generale e quindi quando questa rabbia viene sfogata, l’energia che si libera nell’esplosione di rabbia porta l’aggressore ad un senso di liberazione, soddisfazione ed è proprio qui che sarebbe portato a ripetere azioni violente. Qui, interverrebbe quella che si definisce assuefazione, come quando assumiamo una sostanza, così l’aggressore sarebbe portato a compiere azioni sempre più violente per essere soddisfatto, ad “aumentare la dose”, fino al gesto estremo cioè la distruzione di massa o l’overdose nel caso delle droghe. La rabbia però, in generale, non è un emozione sempre negativa, fa parte dell’essere umano perché lo pone in una situazione di allerta e prepara il corpo ad intervenire in una situazione spiacevole.

Spesso i bambini e gli adolescenti si arrabbiano quando si trovano in situazioni stressanti, come ad esempio se sono vittime di prepotenze da parte di amici e compagni o in situazioni frustranti ad esempio quando non riescono a raggiungere degli obiettivi prefissati oppure quando questi non sono riconosciuti dalla famiglia o in situazioni di lutto e insicurezza. Dunque, diverse situazioni possono portare i ragazzi a non saper gestire la propria rabbia, a sentirsi inadeguati, impotenti di fronte alla situazione e quindi ad incamerare questa rabbia e a compiere gesti estremi. In merito al fenomeno dello school shooting molto interessante è il cortometraggio diretto da Will McCormack e Michael Govier intitolato “ Se succede qualcosa vi voglio bene”. In questo cortometraggio possiamo osservare la vita di due genitori dopo la morte della loro unica figlia, morta a causa di una sparatoria scolastica. Il messaggio d’addio dà nome al cortometraggio, e fa riferimento ai messaggi che i genitori hanno ricevuto da parte dei loro figli, morti nella sparatoria avvenuta in Florida nel 2018.

 

“Se succede qualcosa, vi voglio bene”: l’elaborazione del lutto nei genitori

Quello che possiamo osservare in questo cortometraggio è il dolore di due genitori , sono le loro ombre a parlare e colpevolizzarsi a vicenda, le loro giornate sono vuote e i due genitori sono sempre più distanti in questo dolore emotivamente e fisicamente. Grazie al ricordo della figlia e all’immaginazione del loro futuro con lei, riescono pian piano a riavvicinarsi e ad affrontare insieme la situazione, perché nessuno ha colpa in queste circostanze e “ l’unione fa la forza”. Ciò che questo cortometraggio mette in evidenza è proprio la distanza che viene a crearsi nella famiglia dopo un lutto, ci si chiude nel proprio dolore e non si comunica con l’altro, difatti solamente verso la fine del filmato le ombre dei due genitori (le ombre rispecchiano tutto ciò che si vorrebbe dire, la rabbia legata all’evento, il dolore che viene represso e non condiviso) rientrano nei corpi e i genitori si ritrovano, si abbracciano e si danno conforto a vicenda. Nel filmato, quello che possiamo vedere, è anche l’ombra della figlia che tenta di riavvicinare i suoi genitori e durante la fine si mette al centro nell’abbraccio che i genitori dopo tempo riescono a darsi.

In presenza di esperienze traumatiche non sempre la famiglia, dopo aver perso il proprio figlio tende ad avvicinarsi, ma anzi molte coppie tendono ad allontanarsi e a non comunicare. Questo perché i due partner potrebbero avere modalità e tempi diversi nel gestire ed affrontare la perdita di un figlio e questa modalità differente potrebbe portare a conflitti. Può succedere che un membro della famiglia ricerchi apertura e condivisione proprio quando l’altro non desidera parlare della perdita. Può succedere quindi che ci sia un alternarsi tra ricerca di vicinanza e condivisione con l’altro ed evitamento e ritiro relazionale. Ripercussioni si possono trovare anche nella sessualità che viene percepita con colpa, vergogna, inadeguatezza, oppure in assenza di stimoli e piacere non si cerca più l’altro e questo porta la coppia ad allontanarsi sempre di più, emotivamente e fisicamente. Importante è dunque mantenere una routine quotidiana, cercare di aprirsi alla socialità e al partner, cercare di supportarsi e condividere quello che si prova, tirare fuori le proprie emozioni. È importante anche ricordare la persona che non c’è più e chiedere aiuto per elaborare il lutto e trovare un nuovo equilibrio di coppia.

 

 

Riferimenti Bibliografici

Barrale M., Elaborare il lutto: quando l’amore in presenza deve diventare amore in assenza https://www.massimobarrale.it/blog/item/111-elaborare-il-lutto-quando-l-amore-in-presenza-deve-diventare-amore-in-assenza.html

(9/02/2021)

Liberatv (19 Giugno 2018) Il criminologo Massimo Picozzi sulle stragi nelle scuole. L’identikit dello “school shooter”. I campanelli d’allarme. L’accesso alle armi…Prevedere non è possibile. Prevenire si. Ecco le 20 regole da seguire https://www.liberatv.ch/news/cronaca/1295857/il-criminologo-massimo-picozzi-sulle-stragi-nelle-scuole-l-HYPERLINK “https://www.liberatv.ch/news/cronaca/1295857/il-criminologo-massimo-picozzi-sulle-stragi-nelle-scuole-l-identikit-dello-school-shooter-i-campanelli-d-allarme-l-accesso-alle-armi-prevedere-non-e-possibile-prevenire-si-ecco-le-20-regole-da-seguire”identikit-dello-school-shooter-i-campanelli-d-allarme-l-accesso-alle-armi-prevedere-non-e-possibile-prevenire-si-ecco-le-20-regole-da-seguire

(6 /02/ 2021)

Monaco T., ( 30 Novembre 2020) Se succede qualcosa, vi voglio bene: la storia vera dietro al corto Netflix https://www.cinematographe.it/rubriche-cinema/focus/se-succede-qualcosa-vi-voglio-bene-storia-vera/

(7/02/2021)

Taransaud D., (2014) Tu pensi che io sia cattivo. Strategie pratiche per lavorare con adolescenti aggressivi e ribelli. Editore: FrancoAngeli