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Giuridica

Il cybercrime: quando il reato avviene online

16 Settembre 2019No Comments

Il cybercrime

Nella società contemporanea, l’utilizzo della rete e delle nuove tecnologie è in continuo aumento. Per moltissime persone, in particolare per i giovani, i nuovi media rappresentano un aspetto esistenziale importante, una parte integrante della loro quotidianità. Internet ed i cellulari aprono ad un mondo di relazioni, emozioni, informazioni ed apprendimento, offrendo tante opportunità di crescita. Se però, da un lato, consentono di acquisire strumenti e conoscenze utili per favorire processi reali di integrazione, partecipazione e relazione con il mondo circostante, dall’altro possono anche essere potenzialmente dannosi. Infatti, nonostante tutti i ragazzi siano tecnicamente competenti, tendono spesso a non cogliere le implicazioni dei loro comportamenti online e ciò rappresenta un terreno fertile affinché certi rischi diventino concreti.

Ed è proprio in questo mondo digitale che si diffondono attività illecite, offese, minacce, violenze e molestie. Ad oggi, infatti, si parla di cybercrime per definire l’abuso della tecnologia informatica, sia hardware sia software, per la commissione di uno o più crimini. Il cybercrime può assumere diverse forme: la pedopornografia, il cyberterrorismo, il cyberstalking, il cyberbullismo, la pirateria informatica, l’hackeraggio ed anche attività quali frode, furto, riciclaggio di denaro sporco e traffici illegali. Attraverso uno specifico programma si può accedere ad Internet in modo anonimo e protetto dall’analisi del traffico. In tal modo si può avere accesso a siti di commercio elettronico illegale, in cui è possibile acquistare droga, armi, minori, prodotti contraffatti, pornografia, documenti falsi e qualsiasi altra cosa, senza alcuna proibizione. Ogni acquisto viene pagato con una moneta elettronica, il bitcoin, non vincolata da banche nonché da enti pubblici o privati. In questo modo, anche le persone più comuni possono agire anonimamente in rete. Si tratta, dunque, di un fenomeno molto diffuso, che necessita di essere continuamente studiato, al fine di ricercare nel diritto e nella criminologia nuovi costrutti teorici e forme di prevenzione.

 

Forme del crimine informatico

A prescindere dalla tipologia di reato online, il computer rappresenta lo strumento principale, che esercita una forte influenza su alcuni processi percettivi, di significazione e di pensiero. Solitamente, prima che venga messa in atto un’azione criminale, si attiva un meccanismo cognitivo in cui il soggetto valuta gli effetti che quella stessa azione potrebbe provocare. Nel cybercrime, invece, questo processo viene meno, poiché lo schermo è in grado di mediare l’azione illegale compiuta, i rischi che ne derivano ed il danno causato alla vittima. La rete, infatti, può costituire un fattore disinibente, con una tendenza a sottostimare il rischio di essere scoperti. In realtà, la Polizia Postale è molto attiva su queste tematiche e, in particolari condizioni, può risalire a chi commette illeciti online. Spesso si tratta di soggetti che difficilmente metterebbero in atto la stessa azione nel mondo reale. Le ricerche italiane hanno delineato il profilo del cyber criminale, identificandolo come un soggetto non-violento e con un basso bisogno di contenimento dell’ansia, dal momento che il crimine si svolge nell’ambiente digitale e non in un luogo fisico a stretto contatto con la vittima.

Questi aspetti si ritrovano nelle principali forme di cybercrime:

  • Il cyberterrorismo. Si tratta di un premeditato attacco a sfondo politico, da parte di gruppi subnazionali o agenti clandestini, contro i mezzi di informazioni, sistemi, dati e programmi informatizzati, che si traduce in violenza contro obiettivi non combattenti.
  • Il grooming. Consiste in un insieme di comportamenti online volontariamente intrapresi da un adulto nei confronti di un minore, con il proposito di adescarlo ed instaurare con lui una relazione intima e/o sessualizzata.
  • Il cyberstalking. Si tratta di una nuova forma di stalking, che prevede l’utilizzo delle nuove tecnologie per attuare condotte ripetitive, indesiderate e distruttive, con gravi conseguenze fisiche e psicologiche per la vittima.
  • Il cyberbullismo. Si configura come un insieme di condotte aggressive che, attraverso l’utilizzo del web, diffondono contenuti denigratori, immagini o messaggi offensivi e lesivi di una o più persone.

 

I fattori di rischio nel Web

Se da una parte aumenta enormemente l’uso di Internet e del computer, dall’altra diminuisce sempre di più l’età di coloro che navigano in rete: infatti, anche se i maggiori utilizzatori sono i giovani tra i 15 e i 19 anni (oltre l’89%), più della metà della popolazione ha da 6 anni in su (il 54,8%). Ad oggi, i media rappresentano una straordinaria fonte di comunicazione e di conoscenza. Non è raro, infatti, che si utilizzi Internet come un vero e proprio ambiente di socializzazione: per stringere amicizie online e per coltivare relazioni affettive, spesso considerando il mondo virtuale come una nuova figura di attaccamento in cui ricercare punti di riferimento stabili. Anche le informazioni e le conoscenze del mondo sono influenzate da ciò che “si trova” sulla rete, spesso senza controllo anche sui più piccoli. Dunque, online il soggetto può fare e dire ciò che vuole e cambiando profilo, nickname e avatar altera la sua identità e storia, dissociandosi dalle proprie condotte. Al contrario della vita reale, in cui la persona è tenuta a rispondere dei propri comportamenti alla collettività, alle leggi, a se stessa e soprattutto lascia una traccia storica della propria identità.

Un altro importante rischio riguarda la distanza sociale amplificata dallo scambio comunicativo eseguito tramite computer. Infatti, come il cyber criminale si crede invisibile e non accusabile, anche la vittima coinvolta viene considerata come una entità semi-anonima, priva di emozioni e sentimenti reali. Inoltre, chi commette illeciti online può “raggiungere” la vittima in ogni momento della sua vita, solo utilizzando gli strumenti elettronici. Poiché Internet rappresenta, oggi, un nuovo modo di relazionarsi ed informarsi, soprattutto per i giovani, è fondamentale far conoscere sempre di più questo mondo virtuale, pieno di allusioni e di aggressioni, educando e promuovendo un uso responsabile della rete. In Italia, da diversi anni, l’organizzazione Save The Children promuove progetti sui diritti dei minori nell’utilizzo dei nuovi media (in particolare, telefoni cellulari ed Internet), con lo scopo di sensibilizzare al corretto uso degli strumenti tecnologici non solo i giovani, ma anche i genitori, gli insegnanti, gli operatori sociali, le Istituzioni e la società. Inoltre, è stata attivata una helpline “Sicurinrete”, che fornisce un sostegno telefonico, via chat o per email, rispondendo a qualsiasi richiesta o di informazioni o di segnalazioni.

In conclusione, solo in tal modo sarà possibile far crescere e diffondere una sana e matura cultura dell’utilizzo delle tecnologie informatiche. E il cybercrime potrà essere efficacemente combattuto con lo strumento più forte di qualsiasi pena o sanzione: la piena consapevolezza delle opportunità positive e dei rischi concreti dell’uso di Internet e dei cellulari.

 

 

Riferimenti bibliografici

De Leo, G. & Patrizi, P. (1999), La spiegazione del crimine (2a ed.), Bologna: il Mulino.

Greco, B. & Marzotti, M. E. (2012), Centro giovani online. Rapporto annuale delle attività 2011, Save The Children Onlus

ISTAT (2013), Cittadini e nuove tecnologie From www.istat.it/it/archivio/108009

Lorusso, P. (2011), L’insicurezza dell’era digitale. Tra cybercrimes e nuove frontiere dell’investigazione. Milano: FrancoAngeli.

Ross, J. I. (2009), Cybercrime. New York: Chealsea House Publications.

Strano, M. (2002), Relazioni digitali e comportamenti devianti From www.psychomedia.it/pm/pit/cybcri/reldigit.htm