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Mai perdere l’occasione di farsi una risata

“Un giorno senza un sorriso è un giorno perso”
(Charlie Chaplin)

Ridere è senza dubbio il miglior modo per allontanare i cattivi pensieri, il malumore e le energie negative che ogni giorno ci affliggono. Troppo spesso siamo i protagonisti di una vita frenetica che richiede un passo troppo veloce per poterci concentrare su ciò che rilassa, fa divertire o essere felici. Tuttavia, ognuno di noi con i propri problemi, impegni ed incombenze quotidiane non dovrebbe mai trascurare “l’arte del ridere” che può diventare il miglior rimedio contro lo stress.

Si spende molto tempo in lamentele, tutto questo ci costa un’inimmaginabile quantitativo di vitalità e tempo. Ricordiamoci, infatti, che siamo energia e richiamiamo a noi forze sia positive che negative a seconda di come reagiamo alla vita e alle tante situazioni che ogni giorno affrontiamo. Spesso può apparire difficile sorridere a causa di motivi divergenti, ma non dimentichiamoci che per sorridere sono messi in azione solo 19 muscoli, mentre per piangere ne servono circa 66… Forse sarebbe il caso di provare a sorridere un po’ di più?!

La “risata” ha un giorno tutto suo!

La Giornata Mondiale della Risata o World Laughter Day, viene celebrata ogni prima domenica di maggio e ci ricorda che, in ogni ambito vitale, imparare a ridere può trasformare la nostra esistenza. Questa giornata è stata creata nel 1998 da Madan Kataria, iniziatore del movimento internazionale dello Yoga della risata. La celebrazione di questo giorno è intesa come un festeggiamento per spronare il mondo alla pace, con il fine di creare una coscienza globale di solidarietà e amicizia attraverso la risata.

Perché “ridere” fa bene: neurofisiologia della risata

La neurofisiologia indica che la risata è collegata all’attivazione della corteccia prefrontale che produce le endorfine. Le endorfine sono definite gli “ormoni della felicità” poiché è mediante queste che percepiamo la sensazione di benessere. Il rilascio di queste sostanze è legato a determinate attività quali: sesso, mangiare cioccolata o piccante, attività fisica intensa, innamoramento, sport estremi, rilassamento prolungato e tecniche come ad esempio l’agopuntura. È stato accertato che anche parti del sistema limbico sono coinvolte nel processo della risata e partecipano ai processi emozionali e di sopravvivenza. Queste zone cerebrali racchiudono i neuroni specchio, il nucleos accumbens e l’ipotalamo.

Una ricerca pubblicata del 2003, diffusa dalla rivista “Neuron”, ha constatato che la risata attiva l’area cerebrale chiamata nucleus accumbens. Questa parte del nostro cervello è implicata in tutte le emozioni piacevoli ed è connessa al sistema di ricompensa, che si attiva ogni volta che facciamo un’azione piacevole/divertente, o assumiamo sostanze rilassanti, droghe  o viviamo esperienze per noi appaganti e soddisfacenti. Sembrerebbe, infatti, che più l’esperienza ha caratteristiche positive, maggiore è la quantità di sangue misurata nel nucleus accumbens, il che conferma il suo ruolo nella percezione del benessere.

Non meno interessante è il contributo di Steven Small, professore in neurologia e psicologia, il quale sostiene che la risata è contagiosa perché siamo dotati dei cosiddetti neuroni specchio, ossia delle cellule cerebrali che si attivano quando una persona guarda l’agire di un’altra e lo riproduce. Questo spiegherebbe perché se vediamo qualcuno che ride, anche se non sappiamo il perché, è molto probabile che la risata ci catturi. L’atteggiamento d’imitazione è causato dalla stimolazione dei neuroni specchio che permettono alla risata di diffondersi ed essere trasmissibile da soggetto a soggetto. I neuroni specchio sono alla base dei comportamenti relazionali e permettono all’individuo di entrare in relazione con l’altro mediante una compartecipazione profonda e biologica.

La risata e lo stress

La risata permette di ridurre il livello degli ormoni dello stress prodotti dall’ipotalamo, riducendo la pressione sanguigna, il rischio d’infarti e ictus. L’organismo umano considera la risata un eustress, cioè uno stimolo positivo, i cui effetti sono opposti a quelli di un distress, ossia uno stimolo negativo, lo stress nel senso comune del termine. Il distress provoca l’aumento di ormoni, come il cortisolo, che hanno come effetto l’abbassamento delle difese umanitarie. La risata, al contrario, riduce la produzione di cortisolo aumentando le difese dell’organismo. Influisce sulla parte cognitiva del cervello, aumentando le prestazioni e migliorando la memoria e l’abilità di processare le informazioni. Ridendo miglioriamo perciò, l’efficienza del nostro sistema immunitario che genera autonomamente tutte le risorse naturali necessarie per combattere i momenti deficitari.

Ridere, ridere, ridere: benefici fisiologici e psicologici

“Chi ti fa sorridere ti salva la vita senza saperlo”.

(Anonimo)

Forse non sappiamo che quando ci impegniamo in profonde risate diaframmatiche il corpo comincia a liberare ormoni della felicità e a migliorare diverse funzioni fisiche e psichiche. I benefici della risata sono stati scientificamente provati. Ridere migliora il sistema immunitario in quanto ci permette di abbassare lo stress e i toni dell’umore negativi che sono pericolosi per il nostro benessere ed equilibrio psico-fisico. Quando abbiamo un periodo dominato da tensioni o sentimenti negativi, sorridere ci aiuta a non far tracollare quelle che sono le nostre difese immunitarie, rendendoci meno cagionevoli. Riduce il rischio di malattie al cuore poiché aumenta il volume delle pareti interne delle arterie. Diminuisce lo stress e funge da antidepressivo. Riduce la pressione sanguigna ed è un antidolorifico naturale. Ridere grazie alla compagnia di “clown dottori”, aiuta a sopportare il dolore con più facilità. Favorisce la costruzione della resilienza, dell’autostima e le capacità di fronteggiare i problemi.

Insomma, probabilmente concedersi una profonda risata regala benessere fisico, psicologico e sociale. Spesso si pensa che per sorridere ci debba essere un preciso motivo, beh… non è così! Si può trovare del bello in ogni giornata che si presenta continuamente diversa da quella precedente; se si prova ad apprezzare il qui ed ora, senza “frugare” nel futuro e “scavare” nel passato, ci si può accorgere di quanta energia positiva possiamo far nostra.

Lo “Yoga della risata”

Oltre quest’ultima osservazione prettamente di taglio psicologico che vede il “ridere” come punto di forza su cui si può costantemente lavorare, si propone in seguito un’interessante curiosità, magari non conosciuta da tutti… un’opportunità a cui affidarsi per imparare a sorridere con creatività! Lo Yoga della Risata è un’idea concepita da un medico indiano, il Dottor Madan Kataria, che ebbe quest’intuizione nel marzo del 1995 e molto velocemente si divulgò in tutto il mondo ed è in continua espansione. La ragione principale per cui il Dott.Kataria chiamò questa pratica “Yoga della risata” è perché vede legati gli esercizi di risate al Pranayama, cioè un’ancestrale scienza della respirazione. Secondo il pensiero yoga, l’essenza della vita è il respiro e troppo spesso a causa dello stress e delle emozioni negative, il nostro respiro diviene irregolare, influenzando così la nostra energia, anche quella positiva e legata alla risata. Pertanto, lo yoga della risata si fonda anche sull’idea che il cervello non riconosce la differenza tra una risata “indotta” e una “spontanea” pertanto, quella indotta ci dà gli stessi benefici di una spontanea quando viene provocata.

Gli ambiti applicativi di questa disciplina sono molti e poliedrici. Si può vedere l’applicazione a scuola con i bambini, nei contesti lavorativi, con gli anziani o persone affette da diversi tipi di patologie (ad esempio con i malati di Alzheimer, sclerosi multipla, diabete), con i disabili, in carcere e infine anche in azienda al fine di gestire lo stress. Ma come si svolge una lezione di Yoga della risata?

Queste lezioni iniziano con esercizi di riscaldamento, che includono lo stretching, vocalizzazioni, battito delle mani e movimenti del corpo. Tutto questo serve per sciogliere i nervi, la vergogna, iniziando già da subito ad entrare nel clima caloroso e giocoso che caratterizza questa particolare disciplina. Gli esercizi di respirazione vengono usati per preparare i polmoni alla risata. Questi sono poi seguiti diversi “esercizi di risate”, che mescolano elementi di teatro (azione sostenuta da tecniche di visualizzazione) con la giocosità. Quando gli esercizi proposti si vanno a combinare con l’atmosfera che si è creata nel gruppo, è quasi conseguenziale la realizzazione di risate incondizionate, prolungate e sostenute. La sessione di yoga della risata può terminare con la “Meditazione della Risata”, momento in cui si è liberi di ridere e lasciare che l’energia fluisca liberamente fra i partecipanti.

Scritto dalla Dr.ssa Lara Ermini, Psicologa Clinica e di Comunità

 

Riferimenti bibliografici

Giansoldati, Davide, “Ho Ho Ha Ha Ha, Vivere bene con lo Yoga della Risata”, Xenia Edizioni Srl, 2012, Milano.

Porges, S.W. La teoria polivagale. Fondamenti neurofisiologici delle emozioni, dell’attaccamento, della comunicazione e dell’autoregolazione.