Dislessia e processi di lettura
Come già sappiamo, l’uomo è predisposto a sviluppare il linguaggio per comunicare con gli altri. L’abilità di linguaggio viene pian piano sviluppata grazie alle interazioni che il bambino ha con l’ambiente che lo circonda. Molto spesso però, possono presentarsi delle problematiche relative all’acquisizione del linguaggio e queste richiedono degli interventi mirati. L’acquisizione del linguaggio è importante ai fini della comunicazione, della lettura e scrittura ma anche ai fini del ragionamento e dell’organizzazione del pensiero. La dislessia, rientrante nei disturbi specifici dell’apprendimento è caratterizzata da una difficoltà nella lettura e può manifestarsi in seguito a fattori genetici e ambientali. Viene diagnostica mediante l’utilizzo di test che indagano l’intelligenza, la memoria, l’ortografia e la capacità di lettura. In genere può presentarsi in più membri di una stessa famiglia e in comorbidità con altri disturbi come il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività o insieme ad altri disturbi dell’apprendimento come la discalculia e la disgrafia.
Per evidenziare le difficoltà presenti nella lettura dobbiamo considerare che il processo di lettura è influenzato da due fattori : uno visivo e uno fonologico. Il percorso visivo ci permette di leggere una parola nel suo insieme ed è influenzato dalla memoria, che conserva le parole a noi familiari, e ci permette dunque di leggerle immediatamente. Mentre il percorso fonologico ci permette di convertire i grafemi (in questo caso le lettere alfabetiche) in fonemi (ovvero in suoni) e questo è importante per imparare a leggere, o leggere occasionalmente le parole sconosciute che non sono conservate nella nostra memoria. Quando uno di questi due processi è danneggiato, si può sviluppare una difficoltà nella lettura, parliamo dunque di tre tipi di dislessia: quella fonologica, quella superficiale e quella profonda. In generale, le persone dislessiche presentano una lettura meno veloce e meno accurata rispetto ad un normolettore e questo spesso può correlarsi anche ad una difficoltà nella comprensione del testo scritto.
Dunque, quali sono i tipi di dislessia?
Come accennato precedentemente, possiamo parlare di tre tipi di dislessia: la dislessia fonologica, la dislessia superficiale e la dislessia profonda. Nella dislessia fonologica si evidenzia una difficoltà nella via fonologica, di conseguenza il lettore fa riferimento alla via visiva (lessicale) per poter leggere le parole. Questo comporta una difficoltà nella lettura di parole sconosciute e di non parole (ovvero parole senza un significato) e dunque il soggetto riesce a leggere le parole a lui familiari, conservate in memoria. Nella dislessia superficiale invece, si riporta una difficoltà nella via lessicale e dunque il soggetto non riesce a leggere la parola nel suo complesso mediante la via visiva e ha bisogno di scomporre la parola utilizzando prettamente la via fonologica. In questo caso, la lettura è lenta, poco accurata e faticosa e si ha difficoltà specialmente nelle parole irregolari. Nella dislessia profonda invece, il soggetto legge la parola scritta ma produce una parola diversa il cui significato si lega spesso all’originale. In questo caso la difficoltà di lettura riguarda la capacità di costruire un immagine mentale di un concetto, e quindi l’aspetto semantico della parola.
Per quanto riguarda quindi le basi neurali della lettura, possiamo affermare l’importanza della corteccia occipitotemporale sinistra che è importante perché riguarda la regione della forma visiva delle parole, l’area temporale sinistra che riguarda l’ area di comprensione del linguaggio e l’area frontale che riguarda la produzione del linguaggio. L’area della comprensione del linguaggio è chiamata area di Wernicke (area percettiva del linguaggio) , mentre l’area riguardante la produzione del linguaggio prende il nome di area di Broca (area motoria del linguaggio). L’area di Wernicke è stata scoperta da Carl Wernicke, egli evidenziò che un danno in questa specifica area comportava un tipo di afasia fluente caratterizzata dalla produzione del linguaggio in maniera scorrevole ma ciò che era compromesso era la comprensione del linguaggio e il senso logico. L’area di Broca, è stata scoperta da Paul Broca, egli evidenziò che danni a quest’area comportavano una buona comprensione del linguaggio ma la produzione era compromessa, i soggetti erano incapaci di formulare frasi con una struttura grammaticale complessa. Una lesione in quest’area comporta un afasia di tipo non fluente. L’area di Broca e di Wernicke sono connesse tramite una struttura che si chiama fascicolo arcuato.
La disabilità uditiva e visiva e le ripercussioni sul linguaggio
Il linguaggio quindi può essere considerato come il prodotto di un insieme di abilità cognitive che si sviluppano nel corso del tempo. Le abilità coinvolte nella produzione e comprensione del linguaggio riguardano le abilità motorie, visive, uditive la memoria e l’apprendimento. Le aree cerebrali deputate a queste funzioni collaborano tra di loro per una produzione ed una comprensione efficace. Nei bambini con disabilità uditiva si manifesta una difficoltà a gestire i suoni in uscita per via delle funzioni che esercita l’orecchio, inoltre c’è una perdita delle informazioni sonore che il bambino acquisisce nel corso del suo sviluppo. In questo caso il linguaggio non viene acquisito in maniera spontanea e richiede un intervento logopedico, i bambini in questi casi possono apprendere il linguaggio utilizzando la vista e dunque anche imparando a comunicare attraverso la lingua dei segni. In questi casi, il bambino può necessitare a scuola di strumenti tecnologici come la lim, proiettori, lavagne luminose e computer per facilitare l’apprendimento di nozioni scolastiche.
Nei casi di disabilità visiva, il bambino mostra difficoltà per quanto riguarda la rappresentazione mentale degli oggetti, essendo la vista il primo canale sensoriale utilizzato per conoscere il mondo circostante. I bambini non vedenti possono mostrare difficoltà nell’associazione tra parola e significato e dunque nello sviluppo delle conoscenze semantiche può apprendere spesso parole prive per lui di significato. Quando il bambino accresce nel corso dello sviluppo il suo bagaglio di conoscenze, la sua competenza semantica può migliorare (Bonfigliuoli, 2007) ma per oggetti ed eventi dove non può avere un contatto diretto e dunque formarsi una rappresentazione mentale si nota una difficoltà nell’associare il significato alla parola. Il bambino con disabilità visiva può esplorare l’ambiente attraverso il tatto e nella scuola possono essere utilizzate tecnologie come la sintesi vocale stimolando il canale uditivo e il codice Braille. In conclusione, lo sviluppo dell’abilità linguistica (anche per quanto concerne lo sviluppo dell’abilità di lettura e scrittura) vede coinvolti diversi processi e diverse aree cerebrali che collaborano tra loro, ognuna con un compito specifico.
Riferimenti Bibliografici
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Fiore F., ( 25 Ottobre 2018) L’area di Broca – introduzione alla psicologia https://www.stateofmind.it/2018/10/area-di-broca-afasia/
(28/10/2020)
Lavadas E., E. Berti A., Neuropsicologia. Editore: Il Mulino
Russo M., ( 7 Aprile 2018) Diversi tipi di dislessia: caratteristiche https://lamenteemeravigliosa.it/diversi-tipi-di-dislessia/
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Zanobini M., Usai M.C., Psicologia della disabilità e dei disturbi dello sviluppo. Elementi di riabilitazione e d’intervento. Editore: FrancoAngeli.




